Il Tirreno

Livorno

SOS CASA»IL DIBATTITO

di Enrico Paradisi

LIVORNO. Anche Forza Italia, dopo la mozione sulla requisizione degli immobili, passata in consiglio comunale, torna ad affrontare il tema dell'emergenza abitativa. «Partimmo nel 2007 per affrontare...

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LIVORNO. Anche Forza Italia, dopo la mozione sulla requisizione degli immobili, passata in consiglio comunale, torna ad affrontare il tema dell'emergenza abitativa. «Partimmo nel 2007 per affrontare la questione dell'emergenza abitativa e le morosità di Casalp - racconta la coordinatrice provinciale del partito, Maristella Bottino - chiedemmo già all'epoca gli elenchi dei morosi che ci presentarono dopo nove mesi. Apprendere che si verificavano casi di morosità da 3 mesi a 278 mesi (23 anni), ci mise in forte difficoltà, 270 morosi avevano un canone mensile che non superava i 12 euro e 91 centesimi, ma non lo pagavano: una situazione incomprensibile e paradossale».

Ora la situazione è più grave, spiega ancora Bottino, ma già 10 anni fa, il lassismo di chi doveva controllare andava di fatto a penalizzare la buona gestione, ed oggi ne paghiamo le conseguenze. «Viene rabbia a vedere che si ripresentano oggi come l'alternativa al Movimento 5 stelle dopo 70 anni di governo e di gestione che lascia basiti, un enorme patrimonio immobiliare, quello di Livorno, secondo solo a Firenze, che negli anni si è tradotto in una ricerca di consenso elettorale. Continuiamo a non capire come la situazione sia arrivata a questi estremi».

«La nuova legge regionale dimostra, come abbiamo sempre sostenuto, che serviva un diverso approccio per aumentare l'efficacia e l'equità sociale delle assegnazioni degli alloggi», aggiunge la coordinatrice forzista. «Abbiamo mezza città occupata e uno dei requisiti richiesti dalla legge, ovvero il principio di legalità, a Livorno è saltato con l'amministrazione livornese che sembra diventata un muro di gomma. L'amministrazione attuale ha tollerato una situazione di illegalità senza intervenire, ed oggi non penso che abbiano idea di come reagire a questa situazione».

Per Bottino, insomma, si è persa la dimensione del problema, a Livorno stanno arrivando persone senza casa anche da altre parti della Toscana: «Non crediamo si possano risolvere i problemi abitativi della regione nella nostra città, ci risulta non si sappia nemmeno chi risiede in città a scapito della sicurezza di tutta la comunità livornese. Ci chiediamo cosa stia facendo l’amministrazione oltre a rendere inaccessibile il Comune attraverso i pass».

«Noi pensavamo di risolvere la situazione - conclude Bottino - utilizzando il redditometro, l'Isee, intrecciando i dati anche con l'aiuto della Guardia di Finanza. Serviva e serve un censimento del patrimonio pubblico, dobbiamo finalmente capire quali e quanti immobili comunali sono inutilizzati e perché. La città ha bisogno di essere governata con pragmatismo e professionalità, non con la demagogia e il populismo che hanno portato alla mozione sulle requisizioni. È indubbio che "la persona conta più del diritto di proprietà" ma è immorale che chi non ha più requisiti per mantenere una forma di privilegio continui a farlo con l'avallo dell'amministrazione. Chiediamo all'amministrazione di farsi tramite tra la domanda e l'offerta: i piccoli proprietari si dicono disponibili da anni ad affittare a canoni ridotti a patto di una riduzione della tassazione locale».

«C'è un'assenza di politiche abitative e sono incapaci di gestirle», rincara la dose la consigliera comunale Elisa Amato: «Ma soprattutto non accettano contributi da altre forze politiche. Avevamo chiesto di sospendere anche la questione dei pass, ma la risposta è stata una chiusura totale».

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