Il Tirreno

Livorno

Noi, tutti ponce e abbronzatura

Noi, tutti ponce e abbronzatura

Dall’utilizzo dei solari Balboa di Rocky al groppone in fiamme

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Il Mondo di Quark dice che il corpo umano è composto per il 64% (circa) di acqua.

Boia dé - non siamo òmini, siamo... gavettoni! - sentenzierebbe il mio amico comico Michele Crestacci. A parte la facile ironia, questo dato scientifico così vero è incontrovertibile anche per il livornese.

Ebbene sì, anche un livornese medio è composto, come tutti, per il 64% di acqua. Di mare, però. Il restante 36% è scoglio (9%); ponce (4%); sole e abbronzatura (8%); curva nord (15%). Questi valori biologici si riscontrano solo in noi, nei livornesi; non ne vogliamo fare, ora, appunto, un discorso di superiorità di razza, ma gli altri "popoli" son diversi e incompleti e pertanto... s'arrangiano. Solo a titolo informativo/divulgativo/scientifico - un pisano medio è composto da: 64% Arno (inquinato), 18% barroccio, 14% sagra della chiocciola (e, come potrete notare, alla fine, il risultato 'un fa nemmeno 100 - fa 99 scarsi!Dé! Cosa ci vuoi fare, del resto, son pisani). Questa premessa scientifica è doverosa, capirete, perché livorno non è solo la Città.

Livorno è anche i suoi Cittadini (...che è peggio!). E i livornesi, è bene che lo sappiate, sono quantomeno pittoreschi e suggestivi, come un quadro del Mantegna, come un romanzo gotico-popolare o come una badilata di 'oncime arronzata bene bene. Siamo diversi. Occorrono, qui, delucidazioni ad uso dei forestieri. Sarà per la nostra derivazione multirazziale (si vedano le Leggi Livornine), sarà perché il nostro imprinting genetico è veramente frutto delle contaminazioni più impensate e bizzarre (l'influenza del Portofranco, i continui e assillanti transiti di stranieri), sarà perché Livorno, fluttuata spesso di Governo in Governo, di mano in mano (si ricordano dominazioni pisane, genovesi, milanesi, francesi, piemontesi, fiorentine, jamaicane e tirolesi - giusto per citarne alcune), ha visto passare di tutto ma non si è mai lasciata assuefare o attaccare in particolare da nulla; sarà per tutti questi motivi, ma il livornese è uscito fuori parecchio strano.

Intollerante all'autorità, insofferente di natura, restio alle novità e diffidente di tutto quello che si muove se non è targato Livorno. Ma non siamo cattivi. Ci s'ha un cuore d'oro. Il problema è che a volte si tiene in cassaforte.

Partiamo dal fatto che i livornesi, in generale, sono un pochino egocentrici. Il livornese medio è dotato di un forte senso dell'Iperbole. Il livornese esagera sempre, esagera su tutto. Intanto, l'Universo, secondo lui, è nientepopodimenoché Livornocentrico: il Sole gira 'ntorno a Livorno Centro e basta. Non tocca nemmeno la periferia. Tanto per dirne un'altra, il livornese, la sera, va a correre sul mare. È ancora, come potete vedere, il senso dell'Iperbole che torna a farsi largo - perché l'abitante medio di Livorno è un po' come la Rai d'un tempo, vuol fare di tutto di più. Secondo me, il livornese la sera va a corre sul mare sul mare, semplicemente, perché Gesù camminava sull'acqua. Cosa ci volete fare?! È un senso di competizione universale che ci attanaglia e per il quale bisogna battere chiunque! Nel nostro egocentrismo abbiamo uno strano rapporto con la religione. È risaputo. Vorrei solo farvi notare che un giovane livornese ha recentemente scritto su un muro questo monito:

Attento: Dio ti vede!...E poi me lo ridice a me. Del resto, un tempo, a Livorno, se ci s'aveva un problema si andava a pregare la Madonna di Montenero. Ora se ci s'ha un problema, a Livorno, si va in erboristeria! Ancora sull'egocentrismo. Se c'è un terremoto nel mondo, in qualsiasi parte del mondo - Giappone, Armenia, America Latina - il livornese, che si sente al centro del Creato, lo sente. Il livornese lo sente e gira per strada così, dicendo a chiunque: "Boia... L'hai sentito il terremoto ieri sera? L'hai sentito?! Dé, l'Epicentro... Ero io". Al di là di tutto, come avrete capito, Mare e Sole sono due importanti fattori caratteriali cittadini che ci contraddistinguono.

Il livornese, d'estate, proprio per questo - fateci caso - diventa un po' Messicano: sombrero e via, siesta ad oltranza! Il livornese vuole solo stare al Sole, dormire, crogiolarsi e fare il meno possibile (c'è anche un noto proverbio: "Meglio al Sole che male accompagnato!"). Probabilmente per questo, a Livorno, quando c'è il Sole (d'estate o d'inverno che sia) non lavora più nessuno. Provate a fare un giro a mezzogiorno, in piena estate, tra spiagge/ scogli/bagni/lidi/cale/golette/terrazze/pratini/ cortili/panchine/spiazzi/ spallette/balaustre/parchipubblici/giardinetti/aiuole quando sulla città splende e domina il Sole. Niente da fare. Troverete il tutto esaurito, tutto occupato, nemmeno un posto a pagallo oro e, negli uffici/banche/sportelli/pubblicoimpiego /fabbriche, un tasso di disoccupazione e/o assenteismo pari al 98% del totale abililavoranti. Insolitamente per la nostra Epoca post-postmoderna e filocibernetica, a Livorno, non si sa perché, il culto religioso più diffuso è ancora la venerazione del Dio Apollo. Più di qui solo a Delfi, sotto il Parnaso, nella Grecia Antica nel 3000 a.C.

Non a caso, l'unico lavoro che il livornese accetterebbe volentieri d'estate è quello di presiedere a Madre Natura, ovvero controllare - possibilmente dagli Scogli di Calafuria - che il Sole sorga regolarmente a Est alle 5.45 circa e tramonti a Ovest alle 21.03. Capirete che è un lavoro estenuante: ben 16 ore piene esposti ai raggi solari, circondati di belle donne in topless agli Scogli Piatti sono stress non indifferenti e difficili da sopportare (e possibili solo grazie ad anni e anni di duro allenamento facendo brucia a scuola regolarmente dalle elementari alle superiori e all'ausilio segreto di unguenti taumaturgici e miracolosi come i solari Balboa, che abbronzerebbero anche Rocky, o il superabbronzante - bandito anche dalla Convenzione di Ginevra, il coppertone a palletoni). Duro lavoro si diceva. Infatti, una volta "smontato" da questa arcigna fatica, per rilassarsi va a farsi una bella lampada in uno dei 9700 Centri d'Abbronzatura che la città offre.

Cosa ci volete fare, del resto - il livornese è come Aladino. È fissato con le lampade. E la città non manca di agevolarlo, offrendo un dispiegamento di Centri Solari e Radiazioni da far invidia al film Sindrome Cinese. Non ho mai compreso bene il perché, ma Livorno è la città che c'ha il più alto numero di centri d'abbronzatura d'Europa. Lo capirei in Lapponia, in Scandinavia o a Navacchio (Pi) che non c'è un cazzo, ma a Livorno, che ci s'ha un Sole che fa paura tanto è caldo e generoso - che senso ha?

Perché - si è scoperto - noi non si può andare al mare bianchi. Eh, no! Il livornese, prima di andare al mare ad abbronzarsi deve, per forza, prendere il Sole in laboratorio. Siamo come i criceti, ci manca solo la ruotina. Perché il livornese vero ha paura che se il Sole, da lassù, lo vede pallido, come a scuola, gli dica: "Oh, Palle! Te 'un sei mai venuto!". Altra nota bizzarria cittadina è che il livornese - se c'è il Sole va a al mare, se piove va all'Ipercòppe. Misteri del marketing. Davvero! Appena il cielo inizia a scurire, l'abitante medio di Livorno, non si sa perché, salta in macchina e si rintana nei Centri Commerciali comprando anche in un solo pomeriggio fino a sei/sette (inutili) televisori al Plasma (che i più, in città, si ostinano a chiamare al Plasmon - pensando sia lo schermo per neonati, da sciogliere nel biberon insieme al Latte).

Ma la cosa ancora più buffa è che il livornese, contro ogni previsione, è assurdamente impaziente con tutte le condizioni climatiche. Non ci si può credere, lo so - starebbe al Sole tutto l'anno - ma il caldo a palla gli dà noia! Odia il freddo sì (d'inverno, quando fa freddo, non esce di casa - se la mattina prima di andare al lavoro la temperatura atmosferica non lo soddisfa, il livornese chiama in ditta, torna a letto e manda il certificato: "Oh... Oggi non vengo, ho freddo, fate voi! Saluti a tutti, un bacio ai bimbi!") ma non sopporta il caldo. Il livornese, quando fa troppo caldo, smania e sogna di fare il mandriano nel film "La Marcia dei Pinguini Delonghi" dove lui porta a spasso migliaia di condizionatori da combattimento - e, vi giuro, se li stioccherebbe anche sotto l'ombrellone se trovasse un buo per attaccà la spina.

È il vecchio concetto della lucertola. Stare al Sole per il livornese è una necessità, una questione di vita o di morte. Ma troppo calore ci irrita. Siamo come gli alligatori. D'estate ci piace stare a pelo d'acqua e aspettare. E se proprio ci devano trasformà in borsette e portafogli come i coccodrilli che almeno siano pieni di euri!

Come dire? Il livornese è una specie di pannello solare. Ha continuamente bisogno di caricarsi al Sole, sennò non produce. Siamo un gigantesco popolo in assorbimento. Se se ne accorgono gli Svizzeri, giuro, ci mettano tutti sui tetti delle villette a Berna. Insomma, il livornese d'estate si sogna i refrigeratori ma - ligio alla sua natura indoma - del condizionatore non si fida. Ha paura che lo condizioni. E poi, d'estate, per porre fine al caldo torrido locale (e al puzzo di Rivellino che ribolle) il condizionatore non basta.

Perché il livornese vero - per il suo istinto di innata voglia libertà e d'esagerazione - si sente areato solo quando c'è il libeccio (e minimo dev'esse'"forza 8"!). È l'unica cosa che ci può salvare dalla canicola: bisognerebbe inventà la macchina da tavolo del Libeccio fai da te. E in dieci minuti ti fai una perturbazione in salotto. E in regalo, magari, ti dovrebbero dà anche il poster del Molo Novo invaso dalle onde, che - è scientificamente provato - sul livornese doc ha un effetto placebo: già solo vederlo, ci placa l'afa. Ammettiamolo, sarebbe l'unica soluzione possibile per star meglio la notte.

Anche perché la notte, il livornese dorme male non solo per il caldo, ma anche per il farnigerato groppone in fiamme dovuto alla reiterata sovrasposizione ai raggi solari nell'intera giornata. Gli esperti dicono che, durante l'inverno, il clima delle città di mare è mitigato dalla presenza del mare stesso, ma i Colonnelli del Meteo non hanno tenuto conto dei Gropponi dei Livornesi che, esalando strinati, innalzano la temperatura della crosta terrestre e causano - loro perdavvero - lo scioglimento dei ghiacci del Polo e il surriscaldamento dei congelatori der Voliani.

A proposito di Gropponi. Una volta, sempre a Quark, hanno fatto vedere un esperimento delicatissimo. Un temerario intervistatore ha mostrato a forza a un babbuino (...voi sapete noto per che cosa...) il groppone infiammato d'un livornese. Il babbuino, vi giuro, s'è spaventato e, guardandosi il culo a più riprese, ha prontamente dichiarato: "Oh! Non mi verrà mica rosso come quer groppone li!". Eppure, il livornese andrebbe al mare sempre. Non c'è causa che lo distolga. Basta che il Sole, tra le nuvole, anche in pieno (rigido) inverno, metta fuori uno spiraglino striminzito di pallido suo raggio e che questo arrivi sulla Terra, che il livornese subito lo intercetta - si blocca, guarda la su' moglie dritta negl'occhi, lascia ogni bene materiale e, come i pescatori sul lago di Tiberiade, E VA.

E VA. E va al mare. E lo ribadisce alla moglie più volte gridando fuori di sé: "Mara, e vo! Mara! . . .E vo! E vo ar mare!". Fateci caso. L'omino in divisa delle Previsioni del Tempo del Meteo 2 non fa le previsioni uguali per tutte le regioni d'Italia. Dopo aver spiegato sulla cartina di tutta Italia che li pioverà, qui pioverà, lì pioverà, il Colonnello, a un certo punto, punta lo sguardo fisso in telecamera e con un ammicco di ciglia e una strizzata di palpebra guarda il livornese diritto nell'occhi e gli scandisce a piena voce: "...E pòi andà! E vai - perché e poi andà". E il livornese - non se lo dire due volte - E va! Ci fecero anche la canzone di un cartone animato su questo argomento... Da bimbi si guardava fissi un robot giapponese incazzoso che c'aveva una sigla che diceva: ". . .JEEG VA!”.

Dé - mia solo JEEG va!, si replicava a Livorno... Anche il livornese va! Volete un esempio? Ve la ricordate la canzone del cartone animato? Qui da noi si canta così... Un livornese sarà chi la Natura sfida: l'unico che pole andà ar mare sempre con l'avversità! Corre a va ar Boccale.. Corre e va ar Sonnino. Lui se vo' va ner culo a Baywatch! E va - ar Gabbiano! E va- più lontano! Storia di ragazzo che 'n qualunque buo, lui, s'abbronzerà. Se 'r Meteo2 gli dirà che domattina pioverà... Non s'abbatte mai perché, si mette 'r k-way... E ci va... (Dé... Fa' vaini con Jeeg!)

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