Sicurezza
L’ippodromo è senza idoneità tensione tra la giunta e Alfea
La società pisana vuole far valere la sentenza del Tar e chiede all’amministrazione le certificazioni per riprendere il Caprilli. De Santi: «Ma la messa a norma degli impianti è a carico del Comune...»
LIVORNO. Nessuna buona nuova, per il momento, sul fronte ippodromo Caprilli, per il quale la stagione di corse per il 2016 sia estiva, ma anche quella invernale, è ormai compromessa. Venerdì mattina Paolo De Santi, l'energico ex direttore della Livorno Galoppo, ha avuto un ulteriore incontro in Comune con l'assessore allo sport Andrea Morini (che appena insediato aveva promesso di mettere in cima alla sua agenda la questione per cercare di risolverla) dal quale è emersa una situazione di stallo difficilmente superabile: da una parte c'è Alfea, che chiede al Comune di fornire le certificazioni necessarie a prendere possesso dell'impianto; dall'altra l'amministrazione che sta cercando di trovare la maniera di fornire quanto richiesto alla società pisana, ma che secondo De Santi non sarà possibile fornire se non dietro investimenti onerosi, quantificabili in oltre 1 milione di euro.
«La spesa riguarda essenzialmente la messa a norma degli impianti - dice De Santi - e gli adeguamenti tecnologici degli impianti elettrici per far sì di poter ottenere le certificazioni di idoneità necessarie». Impianti che anche se funzionanti non sono corredati di certificazioni perché risalgono agli anni ottanta e precedenti, anni in cui questa documentazione non era prevista. Quindi sarà necessario intervenire con un loro rifacimento completo, spiega ancora l'ex direttore: «Tutti oneri -sottolinea De Santi - che sono a carico del proprietario dell'impianto che in questo caso è il Comune di Livorno». Un altro elemento essenziale riguarda poi lo smaltimento dell'amianto attualmente presente nella struttura, che riguarda le coperture di varie zone dell'impianto. «Questo è un aspetto noto da tempo all'amministrazione - ricorda De Santi - pertanto dovrà trovare il modo e la dilazione nel tempo di questo tipo di intervento: quantomeno l'amministrazione dovrà presentare un piano con una tempistica definita per la rimozione e lo smaltimento dell'amianto, a cui si deve aggiungere il ripristino delle coperture con materiali adeguati». Questi sono elementi imprescindibili, che se non si risolveranno non permetteranno di riprendere la trattativa con Alfea per la concessione del Caprilli. La stessa Alfea, la scorsa settimana, ha intimato al Comune la consegna dell'impianto con la fornitura delle certificazioni richieste e dell'idoneità (nell'idoneità sono comprese anche le strutture di servizio, come il ristorante al prato, che attualmente risultano inagibili) dando un tempo limite all'amministrazione intorno ai 15-20 giorni.
Scaduto questo tempo si rischia, dunque, che si apra una nuova azione legale da parte della società pisana, perché veda garantiti i suoi diritti, così come previsto dall'ultima sentenza del Tar che aveva stabilito per Alfea la gestione dell'impianto per 30 anni. All'incontro hanno partecipato anche i lavoratori dell'ippodromo rimasti disoccupati dal primo gennaio 2016, che hanno evidenziato all'assessore la loro preoccupazione, visto che non si prevede una ripresa dell'attività in tempi brevi e che rimangono appesi ad un sussidio Naspi che si riduce ogni mese del 3%.
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