Il Tirreno

Livorno

Furgone con bara in sosta scatta l’allarme alla polizia

di Lara Loreti
Furgone con bara in sosta scatta l’allarme alla polizia

Il carrofunebre fermo tra le auto in via Orlandi, una donna avvisa una pattuglia del 113 Gli addetti alle volanti: «Eravamo a mangiare». Il titolare della ditta: «Solo una pausa»

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LIVORNO. Vanno a mangiare e lasciano il feretro, con la defunta all’interno, in sosta in via Beppe Orlandi, tra le altre auto. Una cittadina di passaggio vede la bara e stupita, chiama la polizia. Gli agenti delle volanti avviano subito le ricerche per rintracciare la squadra della ditta funebre. Nel frattempo i due addetti dell’impresa tornano all’auto e, alle rimostranze degli agenti, rispondono di essere andati a mangiare nei paraggi, in attesa dell’orario del funerale. Ma il titolare della ditta dà un’altra versione dei fatti: «Sono andati solamente a fare una breve sosta, dopo un lungo viaggio da Pavia. Nessun pranzo».

Un episodio particolare quello avvenuto nei giorni scorsi in città. Sono circa le 15 quando una cittadina, un po’ perplessa e un po’ indignata, ferma una pattuglia della polizia a cui segnala la presenza di un carro funebre con la bara all’interno parcheggiato. La donna evidenzia che i dati della defunta sono in vista, leggibili dall’esterno del mezzo. In pochi minuti, la polizia avvia gli accertamenti. Gli agenti delle volanti chiamano il numero che trovano sull’auto. L’impresa in questione, la Daniele Losi di Pavia, è arrivata in città per il funerale di una livornese di 78 anni, morta in Lombardia ma di origini livornesi. La cerimonia funebre è fissata per le 15.30 nella chiesa di San Jacopo, vicino alla Baracchina Bianca. L’impresa si appoggia alla Svs di via San Giovanni, che però non è rimasta coinvolta nei fatti.

Secondo la donna che ha dato l’allarme alla polizia, il feretro è parcheggiato già da mezzora in via Orlandi. Difficile quantificare esattamente il tempo della sosta, quello che è emerso è che dal momento in cui la pattuglia viene fermata all’arrivo degli addetti trascorrono altri 15 minuti.

I poliziotti chiedono ai due addetti funebri spiegazioni sul perché il carro, con la defunta a bordo, sia stato parcheggiato insieme alle altre vetture in una strada pubblica: in teoria andrebbe messo in un garage o vicino alla chiesa, ma è anche vero che fuori dal proprio territorio comunale non è facile destreggiarsi. Di solito, in questi casi, spiega chi lavora nel settore, viene chiesto al parroco che celebrerà la messa di poter sistemare il carro nelle vicinanze, soprattutto «per rispetto per il defunto, proprio per evitare di lasciarlo per strada». Alla fine, tutto si risolve con una “sgridata” ai due da parte della polizia per quella sosta così particolare. Sul caso abbiamo interpellato il titolare della ditta funebre di Pavia, Daniele Losi. «Noi non abbiamo abbandonato il carro - dice l’imprenditore - Abbiamo diritto di fermarci e a me risulta che la sosta sia stata breve, tempo di andare in bagno e di prendere un caffè». Una cosa è certa, quella bara in sosta, in città non è passata inosservata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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