Sicurezza
Caos Ztl, medici e negozi invocano il dietrofront del Comune sui pass a 150 euro
Livorno, spiragli dall'amministrazione: l'assessore Vece li incontrerà ancora a fine mese per decidere
LIVORNO. Si riapre la partita dei permessi Ztl per le categorie dei medici e dei commercianti. Al termine di un'animata seduta della sesta commissione, l'assessore Giuseppe Vece - preso atto delle posizioni fortemente contrarie al provvedimento - ha accettato di rivedere le parti entro la fine del mese, tra il 22 e il 25 agosto. In questa occasione, come proposto dallo stesso assessore, le organizzazioni che rappresentano i medici e i commercianti, proporranno un maxiemendamento in grado di sanare diverse questioni.
Non solo. A precisa richiesta della consigliera Giovanna Cepparello (Futuro!), che con Elisa Amato (Forza Italia) aveva richiesto che la commissione si riunisse, Vece si è detto disponibile, nel caso in cui il tempo non fosse sufficiente, a portare «la partita ai tempi supplementari e anche, se necessario, ai rigori». Ovvero, se entro il 31 agosto data entro la quale è stabilito che si paghino le integrazioni ai contrassegni (schizzati a 150 euro per quasi tutte le categorie) non sarà trovato un accordo tra le parti, potrebbe esserci un nuovo slittamento a fine settembre.
Ma questa apertura finale non inganni sull'andamento della discussione che è stata molto accesa dato che l'animo dei medici, rappresentati da Daniele Tornar, coordinatore delle Aggregazione funzionali territoriali (Aft) dei medici di famiglia, era piuttosto infastidito dalle parole dette dal consigliere 5 Stelle Edoardo Marchetti, peraltro presidente della sesta commissione, che in consiglio comunale aveva sostanzialmente detto che «i medici pagano di più perché se lo possono permettere».
Non solo, il carico, come si suol dire, lo ha messo poi l'assessore Vece quando, dopo la rappresentazione dei problemi fatta dai medici, sostanzialmente sembrava chiudere ad ogni confronto: «Si è già discusso della cosa e la sintesi è già nel provvedimento approvato».
L'assessore però aveva anche aggiunto che sarebbe stata possibile qualche modifica con un maxiemendamento, non essendo questa materia del consiglio comunale (cosa contestata da Cepparello che invece ritiene che il passaggio in consiglio comunale dovesse esserci e alla quale Vece ha risposto «se la pensate così fate pure ricorso al Tar»).
I medici, rappresentanti anche da Fabrizo Cosci, Giulio Rosellini, Stefano Berni, Massimo Angeletti e Eliano Mariotti, presidente dell'ordine, avevano allora velatamente minacciato una sorta di ritorsione, raccontando ai loro pazienti il comportamento dell'amministrazione. Posizioni entrambe stigmatizzate da Marco Bruciati, consigliere di Buongiorno Livorno, che ha invece spostato l'attenzione sulla necessità di ripensare la questione permessi alla luce di quello che sarà il piano sanitario futuro, che prevede un ruolo sempre più importante dei medici di famiglia che avranno la necessità di aumentare le loro visite a domicilio.
Tornar si è quindi scusato per l'uscita un po' troppo forte, e anche Marchetti ha cercato di spiegare la sua posizione, ma se l'idea di fondo era quella - da parte dell'opposizione - di far emergere il ruolo del medico come diverso da altri che hanno diritto allo stesso tagliando, al di là del costo dello stesso, questo obiettivo non è stato raggiunto. Pur riconoscendo un ruolo fondamentale ai medici, il principio del pagamento è per tutte le categorie senza distinzione.
Con toni diversi, anche per i commercianti si è arrivati alle stesse conclusioni. Ci sono casi plateali di permessi che devono essere studiati singolarmente e risolti - lo ha promesso lo stesso assessore e attenzione ha richiamato il caso dei tre sacerdoti che non andranno a pagare 150 euro come le altre categorie, come ha evidenziato Giuseppe Grillotti (Livorno Libera) - ma i cambiamenti saranno fatti solo attraverso il maxi emendamento.
E cosa si farà con i soldi incassati? Nessuna conferma che saranno utilizzati per il famoso sistema con il chip che regola ingressi e soste, ma, secondo Vece, il milione e trecentomila euro calcolati di introiti, verranno spesi per la mobilità, a partire dalla realizzazione degli stalli blu.
La situazione di chiusure di attività da record a Livorno - secondo i commercianti - avrebbe invece dovuto far agire diversamente, visto che per molti, medici compresi, questo provvedimento ha soprattutto il sapore «di una tassa».
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