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EMERGENZA ABITATIVA »IL DIBATTITO

CONFEDiLIZIa Si scaricano le colpe sui piccoli proprietari La Confedilizia di Livorno sottolinea che l'approvazione della mozione in consiglio comunale sulla possibilità di requisire anche immobili...

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CONFEDiLIZIa

Si scaricano le colpe

sui piccoli proprietari

La Confedilizia di Livorno sottolinea che l'approvazione della mozione in consiglio comunale sulla possibilità di requisire anche immobili privati per sopperire all'emergenza abitativa, possibilità che giuridicamente non è applicabile alla situazione della città perché non sussistono i requisiti necessari, come sottolineato autorevolmente da varie parti, rappresenta tuttavia un grave segnale che potrebbe inasprire i rapporti fra proprietari ed inquilini, attenuando ulteriormente la certezza del diritto nei rapporti contrattuali e potendo costituire un pretesto per giustificare la morosità. La mozione approvata costituisce un segnale che toglie la responsabilità di trovare una soluzione all'emergenza abitativa, tramite l'edilizia pubblica, dagli organi amministrativi e politici della città a ciò deputati, scaricando le colpe dell'attuale situazione, nata dalla crisi economica profonda della città, sui singoli proprietari di immobili che lasciano sfitto l'immobile perché non trovano conveniente investire importanti somme per la ristrutturazione rischiando poi in seguito a morosità dell'inquilino di trovarsi l'immobile occupato per anni senza alcuna rendita, dovendo comunque pagare tutte le tasse.

Valentina Gonfiotti

Presidente associazione

proprietà edilizia Livorno

UNA PIAGA DA RIDURRE

Case senza persone

e persone senza casa

È opportuno fare un po' di chiarezza sull'emergenza abitativa e sui poteri concreti dell'amministrazione, temi su cui la stampa locale, facendo ironia sull'atto consiliare delle requisizioni degli immobili, fa emergere una disinformazione sui criteri di giustizia sociale che sono alla base della nostra Costituzione. La mozione, votata con convinzione da BuongiornoLivorno, ha un carattere generale, come conferma la dicitura: "Il tutto secondo misure, modalità e tempistiche ritenute congrue". Servono maggiori specifiche e strumenti operativi, affinché si realizzi quanto prima un censimento degli immobili privati inutilizzati da anni, di grandi proprietari e società finanziarie, che sarebbero oltre 4000, e si provi ad applicare l'art. 42 della Costituzione.

Come è emerso dal dibattito in consiglio, per #BuongiornoLivorno è importante avere chiaro il contesto reale in cui si colloca il segnale politico espresso dalla mozione e conoscere i numeri degli sfratti, lo stock di alloggi popolari disponibili, il trend del fenomeno.

Occorre invertire il modello di città e porre fine all'impoverimento del patrimonio di edilizia residenziale pubblica a favore del mercato immobiliare privato, che, insieme all'alienazione del patrimonio pubblico, ha caratterizzato la passata stagione politico-amministrativa.

Vi sono esperienze interessanti di altre città su cui vogliamo ragionare e andare avanti, a partire dal principio del diritto ad un tetto sopra la testa, poiché per noi è disumano e incivile mettere le persone fuori di casa, specie se per morosità incolpevole.

A Barcellona, il sindaco Ada Colau , tra i fondatori della PAH, Piattaforma Vittime di Ipoteca, sostiene il diritto ad una casa degna, attraverso una serie di provvedimenti concreti di governo locale, mentre a Napoli si liberano spazi abbandonati e inutilizzati, per restituirli alla città tramite una "dichiarazione di uso civico e collettivo urbano".

#BuongiornoLivorno ha elaborato un studio sull'emergenza abitativa con alcune proposte concrete, come il riuso della Torre della Cigna, previo acquisto da parte del Comune, e l'autorecupero della ex Circoscrizione 3.

Agli interventi da realizzare a breve termine - riuso ex Chiccaia, ex caserma Lamarmora - si aggiunge il "federalismo fiscale" che consentirà di acquisire alcuni immobili, tra i quali l'ex Caserma Del Fante, il Centro Assistenza Sociale di Via Giolitti, la Scuola Materna "Cave Bondi" e altri, per i quali si potrà prevedere una destinazione per locazione o emergenza abitativa. Per tale obiettivo si può fare riferimento allo strumento dell'autorecupero e alla rigenerazione dei beni comuni previsto dal regolamento dell'amministrazione condivisa. Ci sono al momento tutta una serie di opportunità che consentono di delineare una direzione precisa su cui #BuongiornoLivorno intende lavorare: si tratta di strumenti e misure che potrebbero essere messe a sistema per costituire un punto di partenza per la candidatura di progetti a bandi ministeriali e regionali. In termini ancora più ambiziosi ma realistici, si dovrebbe far partire quanto prima un piano complessivo di riqualificazione urbana, intervenendo sul patrimonio edilizio esistente in città e senza sprecare altro territorio, riducendo la piaga delle "case senza persone e persone senza case".

Direttivo #BuongiornoLivorno

appello al governo

La proprietà privata

non si tocca

Dal momento che un sindaco è un istituzione che dipende dallo stato, e quindi dal Governo, vorremmo sapere cosa pensano Viminale e Palazzo Chigi e come valutano l'ipotesi del sindaco di requisire immobili sfitti. Sia chiaro fin d'ora che se troverà conferma l'ipotesi di attentare alla proprietà privata dei cittadini noi ci frapporremo fra il Comune e i cittadini. Eravamo abituati a sentire utilizzare i termini confisca, requisizione, sequestro ai beni dei mafiosi, ai delinquenti, alla criminalità organizzata. Non riesco a digerire l'idea che gli stessi toni una Istituzione li utilizzi nei confronti di cittadini onesti che pagano le tasse, e voglio ricordare che la fortuna del nostro paese è molto dipesa delle costruzioni delle seconde case che hanno dato lavoro a tantissime persone basta citarne alcune progettista oneri di costruzione che vanno nelle casse comunali muratori carpentieri elettricisti caldaisti eccetera inoltre sulle seconde case il passaggio di proprietà e' il nove per cento che viene versato nelle casse dello stato, adesso mi chiedo dove viviamo a Livorno o in Cambogia al tempo di Pol Pot.

Roberto Biasci

Commissario Lega Nord Livorno

intervenga la magistratura

Intanto poniamo fine

alle occupazioni

Dopo tanti anni in consiglio comunale, almeno una cosa l'ho capita e cioè che mozioni ed ordini del giorno lasciano il tempo che trovano, detto in modo più chiaro, non contano un tubo. E per quanto riguarda l'atto balzato agli onori della cronaca di recente, è bene che sia così. Impegnare, si fa per dire, il sindaco a requisire le abitazioni libere per fronteggiare l'emergenza abitativa è cosa irresponsabile, sciocca e pericolosa e questa volta i pentastellati non c'entrano, si, certo, hanno votato a favore dell'atto di indirizzo, se no che grillini sarebbero, ma la firma in calce alla ciofeca in esame è di Cannito. Ora se davvero l'avessero presentata che so, un Sarais o un Batini, manco l'avrei presa in considerazione, norme e leggi sono per loro un territorio sconosciuto, ma Cannito, no, anche se non credo che abbia l'abilitazione alla professione , una laurea in giurisprudenza l'ha presa e mica in Albania e mi riesce pertanto difficile comprendere una scivolata del genere. Forse è il caldo, forse è stanco di impegnarsi senza mai ottenere uno straccio di sgabello, ma certo è che questa poteva risparmiarsela. So anche io che l'emergenza abitativa , pur forte anche nel passato, ora sta letteralmente scoppiando tra le mani di questa sgangherata compagnia, ma le norme finalizzate alla possibilità di requisire alloggi liberi è sottoposta a precise condizioni, totalmente assenti nella nostra realtà. Cominci la giunta a mettere a norma tanti suoi edifici e ponga un freno all'occupazione abusiva di strutture pubbliche, ormai la voce si è sparsa ben al di fuori della città e la premiata ditta Ceraolo - Faggi sta imperversando, quasi fossero assessori senza portafoglio, per fortuna. Non ho mai avuto grande fiducia nella magistratura italiana e poca anche in quella livornese, ma temo che soltanto tale organo potrebbe liberarci da questa sciagurata amministrazione e chissà che almeno una volta il mio giudizio possa essere smentito

Bruno Tamburini

Lega Nord

casalp faccia qualcosa

Nei quartieri nord

il rischio banlieue

Nei quartieri nord di Livorno sono conosciuta, o meglio riconosciuta, come la segretaria del Circolo PD Corea, e sono numerose le chiamate che mi giungono dai residenti nel quartiere, e non solo, per accendere i riflettori politici e pubblici sulle condizioni precarie e le situazioni di totale abbandono nelle quali si trovano costretti a vivere quotidianamente. Ho fatto visita ad anziani (spesso ammalati ) che vivono in palazzoni Casalp in mancanza di una manutenzione ordinaria adeguata a consentire loro una dignitosa quotidianità . L’ultima famiglia - una coppia di ottantenni - dalla quale su invito mi sono recata, mi ha colpito particolarmente . La moglie doveva provvedere all’igiene del marito per mezzo di bottiglie d’acqua calda a causa di un guasto alla caldaia che Casalp per molto tempo non ha provveduto a riparare. Ho raccolto il disagio di persone vulnerabili, a causa dell’età o per motivi di salute, che sono costrette a barricarsi e ricevere la spesa a casa per paura di rimanere vittime di scippi o incidenti provocati da ciclomotori che sfrecciano nelle piazzette o sui marciapiedi senza controllo . Ho visto famiglie prigioniere in casa propria dopo l’ennesima azione incontrollata e violenta (talvolta a causata della dipendenza da droghe o alcol) del vicino di casa, che occupa abusivamente, e che nonostante le numerose denunce continua imperterrito a terrorizzare il vicinato. In alcuni casi le famiglie di interi blocchi condominiali sono arrivate a raccogliere le firme per richiamare l’attenzione del presidente Casalp ,del questore e del sindaco e segnalare i disagi causati dalle attività illecite che quotidianamente si svolgono nel condominio mettendo a rischio la sicurezza degli inquilini ( ovviamente ancora non hanno ricevuto risposte). Sono entrata in edifici nuovi sfregiati dalle deturpazioni di occupazioni abusive ... Segni di dolorose ferite, cicatrici sociali. Nei portoni e nei cortili, mortificati nel decoro, tracce di bivacchi, siringhe e sporcizia. Madri di famiglia mi hanno confidato il loro senso di insicurezza e talvolta la paura che le assale quando sono costrette a lasciare i loro figli in casa per andare a lavorare; donne, che ogni giorno sono costrette a condividere spazi condominiali e di quartiere con una illegalità sfacciata e diffusa. Ho visto parchi pubblici inaugurati da poco totalmente abbandonati al degrado ed all’incuria. Ho ascoltato atterrita racconti di bambini di sei anni costretti a giocare nei giardini pubblici facendo lo slalom fra le siringhe. L’esclusione sociale, in questi luoghi, gioca un ruolo fondamentale nella marginalizzazione delle persone che ci vivono e che, sempre più spesso, sono ostacolate nell’esercizio dei loro diritti di cittadini. Persone dimenticate e abbandonate a loro stesse da una amministrazione che con un colpo di spugna ha cancellato i programmi di riqualificazione urbana ed i progetti di recupero sociale per i quali l'amministrazione targata Pd aveva già reperito finanziamenti e stabilito i tempi. Il nuovo distretto socio sanitario e le nuove scuole in Corea, insieme ai ?pianidirecupero di Shangay e Fiorentina avrebbero significativamente trasformato i quartieri nord in ambiti e vivibili quartieri periferici . Invece la miopia di questa amministrazione cinque stelle, l’assenza di politiche abitative, la scarsità di sevizi messi a disposizione e l’incapacità di gestire l’emergenza abitativa stanno condannando questi quartieri ad una illegalità di giorno in giorno più diffusa e ad un sempre più profondo degrado sociale e culturale.

Cristina Lucetti

segretaria Pd circolo di Corea

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