Il Tirreno

Livorno

LA CASA DI VETRO CARA AI GRILLINI OSCURATA DALLA GIUNTA M5S

di GIULIO CORSI

di GIULIO CORSI
Dall'8 agosto sulla casa di vetro saranno abbassate le tapparelle. Filippo Nogarin aveva già deciso un mese fa e stavolta col silenzio assenso della sua maggioranza andrà avanti: in municipio non si entra più se non col pass

3 MINUTI DI LETTURA





di GIULIO CORSI

Dall'8 agosto sulla casa di vetro saranno abbassate le tapparelle. Filippo Nogarin aveva già deciso un mese fa e stavolta col silenzio assenso della sua maggioranza andrà avanti: in municipio non si entra più se non col pass appeso al taschino e un appuntamento fissato, un po' come accade nei ministeri o nelle caserme. Peccato che qui siamo in Comune e se quel palazzo-istituzione si chiama così un motivo ci sarà: è la casa di tutti. Ma Nogarin ha deciso, i cittadini da lunedì prossimo resteranno fuori.

Ufficialmente la decisione nasce da motivi di sicurezza, che però non valgono per il palazzo a fianco, il Comune nuovo, dove invece l'accesso resterà libero. Per dare ancora più forza a questa scelta ieri in consiglio comunale il sindaco ha fatto l'esempio di ciò che accade al Tirreno: «Anche lì ci sono le guardie», ha detto, confondendo un giornale col municipio e un servizio di portineria pensato per accogliere i cittadini sette giorni su sette, 24 ore su 24, con un posto di controllo fatto apposta per tenerli fuori. Se avesse citato la porta carraia di un reggimento della Folgore l'esempio sarebbe stato più calzante.

Non fraintendiamo: una regolamentazione, soprattutto degli accessi all'aula consiliare, era necessaria dopo i parapiglia dei mesi caldi di Aamps, immortalati dalle immagini dell'aula straboccante, dei cittadini in piedi sulla balaustra, dei cori da stadio e delle ripetute sospensioni di consigli e commissioni per motivi di ordine pubblico. Ma se quello era l'obiettivo sarebbe bastato definire bene la capienza della sala e imporne il rispetto, sfruttando magari il grande atrio esterno - dove non a caso ci sono due maxi-schermi che trasmettono in diretta i lavori del consiglio - per accogliere ulteriore pubblico. Invece ai consigli comunali, da qui in avanti, non potranno presenziare che trenta, quaranta cittadini al massimo, considerato che il tetto degli accessi è fissato a cento persone compresi i 32 consiglieri, i 10 membri della giunta, i vigili, gli impiegati e i messi.

Insomma - fermo restando lo streaming del consiglio comunale - i livornesi saranno tenuti fuori dal luogo in cui chi li rappresenta dibatte, indaga, si confronta, ma anche dal vero cuore delle decisioni, visto che ieri è stata respinta la proposta delle dirette streaming delle riunioni di giunta, sostituendole con report para-giornalistici a fine giunta realizzati dallo staff comunicazione del sindaco: un quarto di secolo dopo la legge sulla trasparenza, che garantisce l'accesso agli atti pubblici da parte del cittadino, è un paradosso che la casa di vetro tanto cara al grillismo sia oscurata proprio da un'amministrazione a Cinque Stelle.

Se in municipio non entreranno i cittadini, non entreranno neanche i giornalisti, per i quali varranno le stesse regole di accesso. E questo è un nodo essenziale della delibera Nogarin: controllare le entrate e le uscite da palazzo comunale di un cronista, pretendere di sapere chi incontra, annotare su un registro in quale ufficio si recherà (e di conseguenza di che cosa si sta occupando), quanto tempo passa nei corridoi del municipio e perché, significa di fatto ostacolare il lavoro della stampa, spegnere le sue fonti, limitare il diritto di informare e quello dei cittadini ad essere informati. E' l'inizio di una stagione nuova. A Padova un mese fa il sindaco leghista Bitonci ha provato a varare una delibera simile dedicata solo ai giornalisti: anche lì accesso col pass previo consegna di un documento. Dopo appena una settimana le opposizioni gli hanno fatto fare retromarcia al grido di "viva la libertà di stampa". Tra queste, oltre al Pd, c'era anche il Movimento 5 Stelle.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web