Il Tirreno

Livorno

«Il Comune requisisca quel palazzo»

di Juna Goti
«Il Comune requisisca quel palazzo»

Asia Usb indica all’amministrazione un immobile in corso Mazzini e 10 appartamenti Inail

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LIVORNO. Non è passata neppure una settimana da quando il consiglio comunale ha approvato la mozione politica sulle requisizioni di immobili per l’emergenza abitativa, che il sindacato Asia Usb e il comitato diritto all’abitare - in pratica coloro che gestiscono la maggior parte delle occupazioni abusive in città - propongono al Comune di requisire le prime strutture: un palazzo di proprietà di un’immobiliare in Corso Mazzini e una decina di appartamenti sfitti dell’Inail.

Requisizioni: la prima lista. È Giovanni Ceraolo (Asia Usb) a fare il punto sotto alle finestre del Comune, insieme a un gruppo di volti del comitato. «La mozione sulle requisizioni - dice definendosi “soddisfatto” e usando parole opposte a quelle delle associazioni preoccupate dei proprietari - è un atto di coraggio». «Ribadiamo - riprende - che non andrà mai a colpire il piccolo proprietario: se sarà mai applicata, faremo pressione perché sia per le grandi proprietà, le banche, i fondi immobiliari».

Ed è qui che spunta la prima lista degli immobili che «abbiamo individuato come possibili strutture da requisire per l’emergenza abitativa». «Il primo - entra nel merito - è in Corso Mazzini: è l’ex circolo dell’Enel, di proprietà di una immobiliare di Cefalù, vuoto da anni. Un palazzo di due piani, che ha anche un grande spazio esterno». «Poi - riprende - ci sono una decina di grandi appartamenti sfitti dell’Inail in via delle Galere, piazza Cavallotti e via della Posta. Ci stiamo dietro da un po’: tutti insieme, appartamenti e palazzo, potrebbero contenere una cinquantina di famiglie in emergenza. Proponiamo al Comune di requisirli: si prendano per sei mesi dando un indennizzo».

«In autunno 78 sfratti». Il passo in avanti di Asia e comitato, che esordiscono dicendo di sentirsi «parte attiva del percorso dell’emergenza abitativa» («noi facciamo un lavoro di sostegno alle famiglie che decidono di occupare, lo facciamo per passione e perché abbiamo un progetto politico, nessuno percepisce un euro»), arriva dopo aver messo sul tavolo qualche dato. Ceraolo tira fuori un elenco: «Questa è la lista degli sfratti che verranno eseguiti con forza pubblica tra settembre e ottobre. Sono 78, più una decina di rinvii che abbiamo ottenuto a luglio. Sono tutti sfratti di fascia “A”, quindi per morosità». Che però non vuol dire per forza morosità incolpevole.

Scontro sulla graduatoria Erp. Ceraolo tira fuori anche un altro documento: «Questa è la prima pagina della graduatoria definitiva, per punteggio, delle assegnazioni di alloggi Erp anno 2014: in due anni non abbiamo superato la diciannovesima posizione, lo sappiamo perché la diciannovesima è una nostra iscritta. Vuol dire che la graduatoria delle case popolari non scorre. Perché? Prima la media era di ottanta, cento assegnazioni all’anno». Un dato che però viene subito contestato dal Comune: «Basta consultare la sezione amministrazione trasparente del sito sulle assegnazioni fatte in questi anni - dice l’assessora Ina Dhimgjini - per verificare che questo dato non corrisponde al vero e che sono molte di più. A breve presenteremo anche i dati del 2016».

«La prefetta rinvii gli sfratti». Restano i riflettori accesi sul tema degli sfratti. Con Asia Usb che va di nuovo all’attacco della prefettura. «Nonostante il sindaco, il 4 luglio, abbia partecipato alla commissione comunale per il disagio abitativo e si sia preso l’impegno di portare tutti gli atti alla prefetta - dice Ceraolo - la prefettura non concede il rinvio degli sfratti per morosità in colpevole. Questa storia va avanti da mesi, a quanto ci risulta l’ultimo rinvio è dell’estate scorsa, così la situazione peggiora. Non siamo grandi legalitari, ma una volta che c’è una legge, applichiamola...».

Intanto però c’è da capire cosa è accaduto dentro la commissione per il disagio (dove da qualche tempo siede anche Asia), cosa ha provocato la frattura fra enti, visto che prefettura, questura e associazioni dei proprietari hanno deciso di non partecipare più.

Ed è giallo anche sulle residenze di soccorso, che a detta dei presenti non verrebbero più assegnate dall’ufficio anagrafe del Comune, con i problemi del caso per chi deve fare documenti o prendere la tessera sanitaria.

Bando periferie e via Goito. L’ultimo sguardo di Asia va verso il bando nazionale delle periferie («ma il Comune presenterà progetti che possono davvero risolvere il disagio delle periferie a partire dall’emergenza casa?») e gli orti urbani di via Goito: a pochi minuti dalla mozione di Marco Bruciati (Bl) che sarà poi votata all’unanimità dal consiglio comunale, Asia chiede che il Comune «incassi (e non usi a scomputo) gli oneri che Clc deve versare per costruire nel 20% dell’area, e usi quei soldi per l’emergenza abitativa».

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