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Famiglie allargate e false separazioni: a Livorno sempre più furbetti per avere una casa popolare
Trentasette denunce in meno di quattro anni: l’ultima frontiera sono i maxi-nuclei per avere alloggi più ampi
LIVORNO. È come se si fosse scoperchiata una pentola in ebollizione da decenni. Gli alloggi Casalp in città sono più di seimila e i casi di truffe e falsi che la polizia municipale sta portando alla luce sono in costante aumento.
DATI: 7 INDAGINI ALL’ANNO. Dal 2012 ad oggi il numero di indagini svolte dagli agenti, coordinati dall’ispettore Marco Vaccai, sono 28, di cui 19 concluse. Venticinque le perquisizioni in casa, a cui se ne aggiungono dieci fatte a veicoli. Ma per ora sono solo nove gli alloggi restituiti a Casalp, dopo gli accertamenti. Attualmente sono in corso nove indagini: due sono state avviate la scorsa settimana. Il fenomeno è in forte espansione e la polizia municipale ha un gran da fare. Proprio per far fronte a quella che è diventata un’emergenza, nei mesi scorsi è stato istituito il Nucleo anti evasione, nato per stare dietro a chi fa il furbo, fingendosi bisognoso quando invece magari va in giro su auto di lusso e tiene un tenore di vita elevato.
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Nell’arco temporale di questi ultimi quattro anni, il numero di alloggi di edilizia residenziale pubblica interessati da indagini sono stati 32, con 37 persone denunciate. Di queste, 25 sono finite sul registro degli indagati per falso ideologico e 32 per truffa aggravata ai danni di ente pubblico (alcuni sono indagati per entrambi i reati).
IN PRINCIPIO FU LO STALKING. E c’è anche un caso di molestie: una donna di 57 anni ha subaffittato il suo alloggio popolare in via Garibaldi a un cinquantenne. Ma dopo qualche mese, come lui stesso ha denunciato, ha cominciato a tempestarlo di telefonate, in cui tra l’altro lo accusava di averla derubata e di averle provocato dei danni in casa. Esasperato dalla situazione, il cinquantenne ha presentato una denuncia per molestie alle forze dell’ordine. E proprio da quella indagine, è venuto fuori che la donna aveva subaffittato abusivamente la casa che le era stata assegnata in quanto indigente, ma in cui non viveva. A quel punto, verso le 57enne è scattata la doppia denuncia: molestie e truffa ai danni di ente pubblico (Casalp).
QUANDO LA COPPIA SCOPPIA? Quello dello stalking è uno dei casi più clamorosi emersi nell’ultimo anno, ma frequenti sono anche le cosiddette false separazioni. Negli ultimi quattro anni gli agenti della sezione investigativa della municipale ne hanno accertate cinque.
Alcuni dei procedimenti di indagine dei vigili sono già stati definiti con il rito del patteggiamento, altri sono in corso.
FAMIGLIE...ALLARGATE. La nuova frontiera delle truffe ai danni di Casalp è venuta fuori con forza nell’ultimo anno, in corrispondenza con le nuove assegnazioni delle case popolari, come ad esempio in via Gobetti e via Amendola. In pratica, alcuni livornesi hanno dichiarato di avere dei nuclei familiari composti da un numero di persone superiore al reale. Perché? Per potersi aggiudicare case più grandi. Infatti, come spiega chi lavora nel settore, un conto è dichiarare di avere di avere una famiglia formata da due persone, moglie e marito ad esempio, e aggiudicarsi una casa di 40 metri quadri; un altro è mettere per iscritto che del proprio nucleo fanno parte anche figli e nipoti. Così facendo, si può aspirare a un’abitazione anche da 80-100 metri, a seconda del numero di persone. Sono già tre le inchieste aperte per questo tipo di illecito, che comprende i reati di truffa e false attestazioni.
SEGNALAZIONI IN CRESCITA. Le indagini degli agenti della polizia municipale si basano sugli accertamenti fatti di iniziativa dagli investigatori, ma anche sulle segnalazioni della gente. Sempre più persone, infatti, visto il dilagare del fenomeno, presentano esposti e segnalazioni, firmate o anonime, sia in procura sia direttamente ai vigili. Le altre fonti, quelle ufficiali, da cui scaturiscono casi su cui indagare sono l’ufficio Case del Comune e lo stesso assessorato al sociale. A queste si aggiungono le fonti ufficiose, rappresentate da persone di fiducia e informatori. Il fatto che gli stessi cittadini scendano in campo per denunciare situazioni truffaldine è una garanzia per chi indaga, oltre che indice di un controllo sociale sempre più capillare. È il segno che ormai, anche tra la gente, si sta diffondendo un malcontento non indifferente verso chi, dichiarando il falso, non solo truffa l’amministrazione, ma mette in difficoltà tutti coloro che hanno realmente bisogno di un tetto.
IMPEGNO DELLA MUNICIPALE. «Come sezione investigativa, specializzata sul fronte delle truffe delle case popolari, siamo molto impegnati - dice l’ispettore Vaccai, che è al comanda del gruppo - I controlli sono quotidiani. Lavoriamo a stretto contatto con Casalp e con l’assessorato al sociale di Ina Dhimgjini: il nostro impegno è massimo, facciamo il possibile con i mezzi e gli uomini (9 più io) a disposizione. E negli ultimi tempi, c’è stata un’accelerazione in questo senso, grazie al lavoro del nuovo Nucleo anti evasione, formato da quattro persone».
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