Toscana
Soccorso in strada, il ferito lancia la lettiga: danni all’ambulanza
Livorno, violento episodio dopo un incidente in via Adolfo Tommasi. Il giovane, caduto dallo scooter, ha poi dato in escandescenze
LIVORNO. L’allarme al 118 parte per una caduta da scooter in via Adolfo Tommasi. Un incidente considerato di routine. L’ambulanza della Svs arriva sul posto e trova l’uomo a terra, a pancia in giù. Lo sistema sulla lettiga e lo rigira, con il viso quindi rivolto all’insù. Ma a quel punto, improvvisamente, lui fa uno scatto, si alza, afferra la cucchiaia e la scaraventa. Davanti agli occhi increduli dei soccorritori, che evitano il lancio per un soffio. Poi «come una furia», si fionda dentro l’ambulanza, entrando dal portellone posteriore, e la danneggia. «Abbiamo fatto appena in tempo a togliere la chiavi dal quadro elettrico del mezzo - racconta Marco, un volontario dell’associazione di via San Giovanni presente al momento del soccorso - per paura che gli venisse in mente di mettere in moto. I minuti successivi sono stati un incubo: abbiamo avuto paura. Ma fortunatamente non se l’è presa con noi, siamo riusciti a evitarlo».
Il fatto è successo nella notte tra venerdì 29 luglio e sabato 30, alle 3 circa, a Salviano. L’uomo alla guida dello scooter è un livornese di 42 anni, un tipo robusto. In un primo momento si sospetta che abbia perso il controllo dello scooter, forse, vista l’ora, a causa di un colpo di sonno. Ma quando i volontari arrivano sul posto, si rendono conto velocemente che il giovane in realtà è in stato di alterazione, molto probabilmente per aver assunto sostanze stupefacenti eccitanti. Questa è la valutazione espressa dai soccorritori e dalle forze dell’ordine.
Il 42enne si trova a terra ferito, ma in un attimo è in piedi, in stato di forte agitazione. Quando corre verso l’ambulanza e si chiude da solo all’interno, i volontari non credono ai loro occhi. Quindi chiamano il 113 della polizia e un’altra ambulanza, con il medico del 118 a bordo, come supporto. «Noi e la prima pattuglia della polizia ci siamo messi là fuori ad attendere i rinforzi perché da soli non ce l’avremmo mai fatta a calmare quell’uomo - racconta Marco - In venti anni di volontariato, non ho mai visto una cosa del genere: il mezzo si muoveva come se dentro ci fossero dieci persone».
Poco dopo, in via Adolfo Tommasi arrivano anche l’ambulanza della Svs con la dottoressa a bordo, e altre pattuglie di polizia e carabinieri. «È dovuta intervenire una decina di agenti per calmarlo perché il medico non riusciva a sedarlo: lui non si fermava un istante - prosegue il volontario - La situazione era davvero difficile, c’era sangue ovunque a bordo dell’ambulanza, che era sfatta. Solo dopo un bel po’ la dottoressa ha potuto sedarlo».
Il 42enne, oltre a mettere tutto sottosopra, ha spaccato gli interni del mezzo, comprese parti di strumentazione come, ad esempio, la maschera e il respiratore.
«Era impossibile salire a bordo e per questo due della nostra squadra volontaria sono saliti ospiti della volante della polizia - dice il soccorritore - Il ferito, invece, è stato trasportato a bordo dell’altra nostra ambulanza al pronto soccorso. Lì è stato trattenuto fino a che si è definitivamente calmato».
L’indomani è stata la giornata della conta dei danni. «Abbiamo dovuto ripristinare tutti gli arredi dell’ambulanza - spiega il direttore della Svs, Fabio Cecconi - I danni non sono stati pochi, tutt’altro. Stiamo valutando che cosa fare e come muoverci, ma non credo che sporgeremo denuncia. Il problema della sicurezza dei volontari va oltre, e deve essere risolto al più presto».
La polizia, dal canto suo, come accade sempre in questi casi, hanno comunicato il fatto alla procura, che valuterà se e come procedere.
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