Sicurezza
Sos casa: sono una decina gli edifici occupati in due anni
Escalation di casi: oggi le famiglie senza un tetto riempiono una quindicina di immobili
LIVORNO. Negli ultimi due anni, tra l’aprile del 2015 e il luglio di quest'anno, in città è stata registrata una vera e propria escalation di occupazioni. Almeno dieci edifici, sia pubblici che privati, sono stati riempiti da decine di famiglie o da singoli occupanti che raccontano di essere rimasti senza casa. Perché sfrattati per morosità incolpevole o perché comunque in condizioni di precarietà abitativa e lavorativa.
Un lungo elenco di nuove occupazioni che vanno ad aggiungersi a quelle (almeno cinque) che si erano già registrate tra il 2011 e il 2013: l’ex Caserma Del Fante, diventata un luogo simbolo della protesta del fronte casa, è stata occupata nel 2011 e oggi ospita una sorta di foresteria d’emergenza, associazioni e una decina di persone; l’ex circoscrizione 1 in via delle Sorgenti, occupata per la prima volta nel 2011; l’ex distretto Asl invia Ernesto Rossi (2012), che è praticamente pieno; l’ex Cecupo (30-35 persone) e l’ex centro Asl in via degli Asili; stazioncina in via Firenze.
Andiamo per ordine e proviamo a ripercorrere le tappe che negli ultimi mesi hanno portato almeno a quindici il numero di edifici occupati. Partendo dall’aprile del 2015, quando un gruppo di famiglie è entrato nel palazzo Maurogordato, sugli scali D’Azeglio, ovvero l’ex storica sede dell’Enel, di proprietà di un fondo immobiliare e da tempo vuota: stando ai dati verificati attraverso il Comitato diritto all’abitare, oggi risulta ancora abitato da una cinquantina di persone. Poco dopo, nel novembre del 2015, è stata occupata la sede dell’ex circoscrizione 3, in via Corsica, a pochi metri dall’Hotel Palazzo e dai bagni Pancaldi. Forse l’unica delle ex circoscrizioni che il Comune potrebbe vendere con facilità, considerando proprio la posizione appetibile per chi avesse in mente di farci appartamenti.
Arriviamo così al febbraio di quest’anno. È un venerdì quando una ventina di famiglie sfonda le porte della Torre della Cigna, chiusa e vuota da anni. Il complesso è in parte di un fondo riconducibile al Demanio e in gran parte della Bnl, che l’ha “ereditata” dopo che la società proprietaria, la San Teodoro, è stata messa in liquidazione, tra il 2006 e il 2007. Qui, giorno dopo giorno, il numero di famiglie occupanti è cresciuto fino a superare quota 50, per un totale di circa 200 persone. E dove una volta c’erano gli sportelli dell’Agenzia delle Entrate, sono spuntati pareti di cartongesso, bagni e cucine.
Tutto mentre nel frattempo è scoppiata un’altra emergenza. È aprile quando 23 famiglie (in tutto 50 persone, con 11 minori) entrano nella palazzina comunale che per una vita ha ospitato gli uffici dell’Atl, in via Meyer, e che è rimasta vuota dopo il trasferimento dei bus nel nuovo deposito di Salviano. Sono soprattutto migranti, per qualche tempo vivono senza luce né acqua, in condizioni critiche. Dopo una clamorosa protesta in municipio, l’amministrazione decide di farli soccorrere per due settimane dalla protezione civile. Oggi risultano ancora tutti in via Meyer.
L’ultima delle occupazioni dell’area legata al Comitato per il diritto all’abitare, il più grande, che riunisce moltissime famiglie sfrattate con il sostegno sindacale anche di Asia Usb, si registra a metà luglio: sei famiglie, quattro italiane e due straniere, prendono possesso del palazzo ex Cassa di Risparmi in via Borra. Sulla facciata campeggia ancora lo striscione per “confiscare” alle banche e “dare al popolo”.
Nel frattempo però accade anche altro. Nascono uno/due comitati che portano avanti un’altra serie di occupazioni. Uno è il Comitato ex Asl - movimento diritto alla casa che pochi giorni fa ha occupato l’ex asilo Chayes di via Cambini (8 famiglie con 6 minori, in tutto 22 persone), facendo infuriare la vicesindaca Stella Sorgente. È lo stesso che sta gestendo l’occupazione dei locali sopra alla Coop di via Anna Frank (5 famiglie entrate a partire da febbraio) e la delicatissima occupazione del palazzo-caserma del Picchetto, che a marzo ha iniziato a riempirsi e oggi, stando ai dati del comitato, conterrebbe più di 30 famiglie italiane e straniere, con 22 minori.
Tutto mentre alcune famiglie, autonomamente, continuano a vivere nel distretto Asl di via San Gaetano (occupato nel settembre scorso) e nell’asilo comunale Quattro Stagioni, in corso Amedeo, occupato a gennaio. E la lista crescerebbe ancora se si considerassero le occupazioni poi rientrate all’asilo di Coteto e in via La Pira, o quelle alla spicciolata nel vecchio blocco popolare della Chiccaia.
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