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Livorno

ANCHE NOGARIN e i 5S RASSICURAno

Requisizioni, Cannito: «Per immobili pubblici o grandi proprietà»

Requisizioni, Cannito: «Per immobili pubblici o grandi proprietà»

LIVORNO. «Cittadini di Livorno, non temete. Nessuno ha intenzione di requisire le vostre abitazioni mentre siete fuori città per le vacanze, per trasformarle in case popolari...». Inizia così, tra il...

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LIVORNO. «Cittadini di Livorno, non temete. Nessuno ha intenzione di requisire le vostre abitazioni mentre siete fuori città per le vacanze, per trasformarle in case popolari...». Inizia così, tra il serio e l’ironico, la lettera ai livornesi che ieri il sindaco Filippo Nogarin ha affidato alla sua pagina Facebook, dopo che la notizia della mozioni sulle requisizioni approvata dal consiglio comunale ha fatto il giro d’Italia.

«La mozione approvata dalla maggioranza del Consiglio - ha scritto ieri Nogarin - chiede al sindaco di applicare una legge nazionale che gli consente di acquisire temporaneamente una strutta privata solo nel caso in cui la Prefettura certificasse l'esistenza di uno stato di emergenza abitativa, l'intero patrimonio pubblico fosse saturo e la struttura in questione fosse inutilizzata da anni. In una città con 32mila disoccupati e con un numero di sfratti per morosità incolpevole in aumento, è doveroso pensare a un'estrema ratio». «Nessuno - ha poi rassicurato dopo le polemiche dell’Asppi - metterà le mani sull'appartamento che avete ereditato da vostra nonna, né sull'abitazione che state cercando di vendere da anni. Stiamo parlando di strutture ricettive di grandi dimensioni, che verrebbero utilizzate come edifici volano per brevissimi periodi di tempo. E solo in situazioni di emergenza, proprio come accade in caso di disastri naturali. Io non sono un Robin Hood immobiliare e voi, livornesi, potete andare in vacanza tranquilli». Parole che poco dopo sono state rilanciate anche dal gruppo M5S: «È solo una mozione politica, non un atto amministrativo. Nessuna struttura è stata requisita e speriamo non ce ne debba essere mai bisogno».

Ma è soprattutto il proponente della mozione, Marco Cannito (Città Diversa), a chiarire oggi le sue intenzioni con un atto di indirizzo. «Nel dibattito in consiglio - premette - né io né gli altri che hanno approvato la mozione hanno mai parlato di requisizione di abitazioni di piccoli o medi proprietari. Senza pregiudizi o accanimenti ideologici, si è parlato di requisizione di alcuni appartamenti pubblici o appartenenti a grandi proprietari».

Cannito proporrà quindi al consiglio un atto di indirizzo in cui si dice che: «gli immobili, ubicati nel territorio comunale e da utilizzare esclusivamente a garantire il diritto all'abitare, saranno requisiti per un periodo non superiore a due anni»; «gli immobili, volutamente non meglio identificati nella mozione approvata se non come "vuoti e inutilizzati", saranno individuati nell'ambito delle abitazioni e degli edifici sfitti, abbandonati da due o più anni»; «di proprietà di enti e istituzioni pubbliche»; «di proprietà di società immobiliari, di Fondi immobiliari e di istituti bancari». E ancora: «i soggetti cui assegnare gli immobili dovranno essere residenti a Livorno (quindi nessuna trasferta abitativa da altre città) e individuati secondo apposita graduatoria»; «la requisizione temporanea dell'immobile comporterà la corresponsione ai proprietari di un affitto a canone sociale o indennità commisurata al tempo di assegnazione da parte dei soggetti assegnatari dell'immobile o, per una comprovata loro impossibilità e compatibilmente con le risorse di bilancio già stanziate, il pagamento a carico del Comune»; il tutto «sarà subordinato al rilascio da parte del Comune di una fideiussione ai proprietari per garantire la riconsegna dell'immobile nello stato antecedente la requisizione».

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