Il Tirreno

Livorno

Corto circuito nel palazzo Casalp 22 famiglie al buio per trenta ore

di Lara Loreti
Corto circuito nel palazzo Casalp 22 famiglie al buio per trenta ore

Scintille nella stanza dei contatori, nel vano scale non ci sono finestre e il fumo invade tutto l’edificio Residenti evacuati per precauzione: il primo rogo domenica mattina, ieri pomeriggio un altro incendio

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LIVORNO. Ventidue famiglie al buio per trenta ore. Da domenica mattina fino a ieri pomeriggio alle 17. Un corto circuito ha messo ko i contatori della luce dell’edificio e gettato nel panico un intero condominio Casalp in via Gioberti, alla Rosa. Tanta la paura, enormi i disagi per il palazzo in cui abitano anche anziani e bambini. Tutti evacuati per precauzione.

Un incubo iniziato alle 11 di domenica. Le scintille, nella stanza che ospita i contatori, al piano terra, scoppiettano minacciosamente: quattro contatori vanno in tilt e la corrente va via a tutti. Poi il fumo, nero e denso, che si sparge intorno, e sale rapidamente nei cinque piani che compongono il palazzo. Il vano scale non ha finestre e diventa una camera a gas. «Altri dieci minuti e si tirava tutti il calzino - racconta terrorizzata Francesca Baronti, da anni residente con la sua famiglia nell’alloggio popolare - Per fortuna un residente, rincasando, ha visto quella nuvola puzzolente uscire dalla stanza e ha chiesto aiuto. Il mio cane e i miei due gatti si sono intossicati, è tutto il giorno che tossiscono». Parte così l’allarme ai vigili del fuoco, che avvisano subito anche il tecnico reperibile di Casalp e gli esperti dell’Enel. Secondo i primi accertamenti dei pompieri, il problema riguarda un interruttore dove forse si è verificato un falso contatto. I vigili del fuoco si danno immediatamente da fare con gli estintori per tenere a bada il fumo e utilizzano anche il motoventilatore. La squadra del Comando di via Campania resta sul posto oltre un’ora. Inizialmente, come emerge dal sopralluogo dei vigili del fuoco, i contatori ko sembrano solo quattro, ma il problema è più esteso e coinvolge tutto il sistema elettrico dell’edificio, tanto che gli addetti Enel, arrivati subito dopo, sono costretti a sostituire tutto il quadro. «Le squadre operative di e-distribuzione (il nuovo nome di Enel Distribuzione) sono intervenute tempestivamente e hanno sostituito tutto il quadro e i contatori elettronici, riattivando il servizio elettrico in serata», dice una nota ufficiale di Enel. Ma i residenti raccontano un’altra versione: la luce è stata staccata a tutte le 22 famiglie per un giorno intero, fino a ieri mattina. Intorno a mezzogiorno di ieri, poi, è stata ripristinata in alcune case, ma solo per poche ore. «La corrente è stata riattivata in dodici appartamenti, ma noi e altre nove famiglie siamo stati senza sempre, per tutte le 30 ore: i più sfortunati siamo stati noi del quarto piano, otto dei primi due piani e uno del terzo».

La situazione ieri in mattinata sembrava in via di risoluzione. Ma dopo pranzo, come conferma anche Enel, c’è stato un altro rogo per cui è stato necessario un nuovo intervento delle squadre sia di e-distribuzione sia dei vigili del fuoco. Con ulteriori disagi per le famiglie, che si erano illuse che la situazione fosse stata ormai stabilizzata. «Quando verso le 14.30 sono rincasato e ho visto di nuovo il fumo, mi si è fatto notte», dice un residente. Per gli abitanti del palazzo l’incubo è finito solo ieri pomeriggio, quando la luce è tornata - pare in via definitiva - in tutti gli appartamenti dopo altri interventi tecnici.

«Abbiamo passato una notte da dimenticare - racconta Francesca Baronti - vegliando, nella speranza che la corrente elettrica tornasse. Nei bagni di queste case non ci sono finestre e quindi tutti i bisogni e le docce le abbiamo dovute fare al buio. Non solo: abbiamo buttato al secchio chili di cibo che avevamo conservato in frigo e frizer». Per non parlare dei telefonini e dei pc, ovviamente ko perché si sono scaricati.

Tanta paura per gli adulti, ma anche per i bambini: in via Gioberti abitano alcuni adolescenti, ma anche bambini di 6-7 anni. Tuttavia, il disagio maggiore è stato quello vissuto da un’anziana del piano terra, che per vivere ha bisogno di un respiratore elettrico. «Quella povera donna - racconta Baronti - è stata costretta a dormire con la porta di casa aperta, con tutta la paura addosso che si può immaginare, perché l’unico posto dove c’era la corrente era il vano scale. E quindi le hanno messo una prolunga da casa per garantirle l’elettricità necessaria. Lei è anche inferma».

Insomma, una situazione davvero difficile, in cui, denunciano i residenti, Casalp non avrebbe fornito l’assistenza che si sarebbero aspettati. «Nessuno ci ha dato risposte - tuona una donna - Non ci hanno dato neanche un telefono di riferimento, a cui chiedere spiegazioni. Abbiamo cercato Casalp, ma non abbiamo ottenuto nulla. Capisco che dovevano lavorare per sistemare il guasto, ma si rendono conto di cosa vuol dire stare per trenta ore senza corrente?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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