La protesta
Violenza alla stazione «Lo stupro è inventato»
LIVORNO. È stata denunciata per simulazione di reato la donna di 41 anni, originaria di Pisa, che ha dichiarato di aver subito una violenza sessuale nelle prime ore del mattino dello scorso...
LIVORNO. È stata denunciata per simulazione di reato la donna di 41 anni, originaria di Pisa, che ha dichiarato di aver subito una violenza sessuale nelle prime ore del mattino dello scorso mercoledì alla stazione di piazza Dante.
Gli accertamenti compiuti dalla squadra mobile di Livorno e di Pisa in collaborazione con la polfer della stazione centrale di Pisa hanno consentito di accertare che la donna ha inventato tutto dopo un acceso diverbio con il capotreno del regionale sul quale era salita, senza aver prima provveduto a munirsi del biglietto ferroviario.
Secondo quanto appurato dagli investigatori, la donna, non nuova a episodi analoghi, giunta alla stazione ferroviaria di Pisa ha dapprima inveito contro il capotreno, “reo” di averle chiesto di mostrargli il biglietto, e poi, mentre questo si allontanava lo ha colpito alle spalle provocandogli lesioni giudicate guaribili in 10 giorni dal polizia dell’ospedale di Firenze, dove il ferroviere si è recato solo dopo aver finito il suo turno di servizio.
Sul posto è intervenuta una pattuglia della polfer di Pisa che ha riportato la situazione alla calma; in quell’occasione la donna ha dichiarato ai poliziotti intervenuti di aver subito violenza alla stazione ferroviaria di Livorno Centrale.
La donna, quindi ha lasciato la stazione di Pisa a bordo di un’ambulanza del 118 che l’ha trasportata all’ospedale di Cisanello, dove è stata visitata. Il giorno dopo, la donna ha presentato denuncia per violenza sessuale presso il presidio fisso della polizia dell’ospedale pisano. I medici del pronto soccorso non hanno tuttavia rilevato segni della violenza riferita. E non sono neanche stati trovati riscontri delle telefonate d’aiuto che la 41enne ha dichiarato di aver fatto al 113 e al 118 di Livorno per denunciare la violenza sessuale, quando ancora si trovava sulle banchine dei binari della stazione labronica.
Nessun riscontro al racconto della donna, inoltre, è emerso dall’analisi del sistema di video-sorveglianza della stazione ferroviaria di Livorno, e non è risultata neanche alcuna richiesta d’aiuto alla pattuglia della polfer in servizio quella mattina. In più, sostiene la polizia, la donna non risulta aver viaggiato sul treno proveniente da Cecina, con il quale ha dichiarato di aver raggiunto la stazione di Livorno Centrale.
Infine, quella mattina, a quell’ora, non risultano treni in sosta tra i binari 6 e 8 della stazione ferroviaria di Livorno che, a dire della donna, sarebbero stati utilizzati dai tre uomini per ripararsi durante la violenza dalla vista di potenziali testimoni.
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