Il Tirreno

Livorno

Scoglio della Regina, in attesa del polo universitario diventa uno stabilimento balneare fai da te

di Francesca Suggi
Scoglio della Regina, in attesa del polo universitario diventa uno stabilimento balneare fai da te

Livorno, al mare nella struttura nuova, ma chiusa, destinata alla formazione. I bagnanti: è un piacere venirci, ma spesso puliamo dai bivacchi notturni

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LIVORNO. Ha un che di esclusivo. E’ un mare per “pochi intimi”, sulla penisola tra il viale Italia e mare. Non ci sono ombrelloni appiccicati, niente sovraffollamento. Qualcuno ha il suo posto-asciugamano sul piccolo pontile galleggiante, altri si stendono all’ombra della regina in bronzo incappucciata, ancora da inaugurare. E c’è chi sceglie i frangiflutti biancastri là davanti, quelli piatti, per la sua tintarella estiva. Benvenuti allo stabilimento balneare fai da te dello Scoglio della Regina, rigorosamente “temporary”. Sì, a tempo, perché questa struttura nuovissima costata 7 milioni di euro, pronta da almeno un anno ma chiusa, in realtà ha un’altra destinazione. Quella di Polo universitario e di formazione che fatica a decollare. «Nell’attesa almeno qualcuno usa questo posto e se ne prende cura - dice Francesco Pinori, 35enne livornese - Vengo qui al mare da tempo, si sta benissimo, siamo in pochi: di giorno io come altri ripuliamo qui dai rifiuti lasciati la sera e la notte, da chi ci bivacca. Hanno riqualificato tutto, ma non hanno messo i cestini, questo è un handicap», dice Francesco Pinori di 35 anni. Tra le decine di persone che se la godono, in giro i rifiuti infatti non mancano, tra pacchetti di sigaretta, piatti e forchette di plastica, cartacce e bottiglie di birra. Addirittura sotto al basamento della statua di Chia ce ne sono 14, condite da sporcizia varia e scritte a bomboletta spray vergate ovunque. Anche sulle colonne dell’edificio davanti.

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Uno scempio, che Il Tirreno ha già raccontato a metà giugno. I ”bagnanti della Regina” scuotono la testa. «E’ un peccato che questa struttura sia ridotta così, comunque per fortuna è stata ripulita la spiaggia dalle alghe, così non saremo più costretti a convivere con quell’odore di marcio costante che ci perseguitava».

Il caldo, intorno alle 12, si fa sentire. Ecco che due persone stese al sole sui frangiflutti si tuffano in mare. Poco lontano, invece, Andrea Sturla, dipendente della Porto 2000 e la moglie Stefania Ascione si rinfrescano, a mollo, sul “loro” pontile, insieme ad un amico e ad alcuni bambini. Hanno l’esclusiva. «Speriamo che in un prossimo futuro questa struttura non diventi proprietà privata e che possa restare, come sarebbe giusto, ai livornesi» dice. La moglie annuisce e rincara: «Tutta la struttura con la spiaggia ripulita fa un altro effetto, più accogliente, ora dobbiamo mantenerla tutti insieme».

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Anche accanto alla statua ci sono diverse persone stese al sole. Ognuno ha la sua location là dove agli inizi dell’Ottocento amavano fare il bagno Maria Luisa di Borbone, regina di Etruria e Elisa Bonaparte Baciocchi, principessa di Lucca e di Piombino. Non tutti sanno che là dentro, una volta risolte alcune questioni burocratiche, troveranno spazio la Capitaneria di porto, la facoltà di Biologia Marina di Pisa, il Sant’anna e il Lamma. E tra la fotografia attuale e quello che sarà, oltre a creme solari e tintarella, la struttura è rifugio notturno anche di un senza tetto che dorme sotto il colonnato.

Intanto sul muretto di lato alla struttura, non manca chi si rilassa con le parole crociate. «Vengo qui perché abito vicino e mi è comodo, poi è un posto molto tranquillo - aggiunge Pasquale Di Gioia, ex insegnante in pensione - Capisco che non si tratta di una zona che dovrebbe essere frequentata, ma in attesa che parla il maxi progetto che ci sta dietro, così almeno qualcuno ne usufruisce visto che è nuova».

LE INTERVISTE

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