Il Tirreno

Livorno

dal santuario di montenero

«Manca la sicurezza, tetto da rifare»

«Manca la sicurezza, tetto da rifare»

I proprietari: vorremmo riaprirla per la comunità indiana

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LIVORNO. «Purtroppo la chiesa è chiusa ormai da più di 10 anni, ci venivano celebrati anche matrimoni, è un peccato ma purtroppo adesso ci sono pure problemi di sicurezza perché il tetto è da rifare», non nasconde che la situazione della chiesa dell’Apparizione è critica don Alessandro Paradisi, parroco di Montenero e già da anni punto di riferimento e rettore del santuario. Oggi giace tra abbandono, sporcizia tutto intorno e mezzi parcheggiati in ordine e sparso quel fulcro di fede mariana costruita nel 1956, sulla via di Montenero, poco prima di piazza delle Carrozze, dove la tradizione fa risalire il ritrovamento dell'Immagine della Madonna di Montenero da parte di un pastore.

E’ sempre lui a svelare un probabile arcano di questa parabola discendente della struttura religiosa, da dove partono anche pellegrinaggi e processioni a piedi fino al santuario, per rendere omaggio alla Madonna, patrona della Toscana.

«Da un punto di vista territoriale la chiesa è sotto la parrocchia di San Simone nonostante sia di proprietà del santuario di Montenero - dice - Credo che il parroco di allora, per una questione, per così dire di concorrenza e di concentrazione di fedeli, abbia preferito utilizzare di più San Simone e non l’Apparizione. Da qui la chiusura». E ancora: «Noi siamo perfettamente a conoscenza dei problemi al tetto, abbiamo fatto fare anche delle indagini e per rifarlo servono qualcosa come 100mila euro. Ne abbiamo pure parlato con il vescovo, monsignor Simone Giusti. Dentro la chiesa è in buona salute, abbiamo intenzione di intervenire in prospettiva, ma nell’imminente abbiamo altre priorità come l’aula mariana».

Per il momento, quindi, quell’ immagine del pastore che campeggia sulla facciata con la scritta “il 15 maggio 1345 qui apparve l’immagine della vergine santissima ad un pastore il quale per suprema ispirazione la trasporto sul vicino colle ove in suo onore sorse il santuario della madonna di Montenero” è destinata a alla solitudine. Nessuna preghiera all’interno, niente fedeli. «Una volta che riusciremo a recuperarla - chiude - volevamo destinarla a chiesa per la comunità indiana di Livorno». (f.s.)

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