Il Tirreno

Livorno

da qui comincia la storia del santuario

La chiesa dell'Apparizione come un parcheggio

di Francesca Suggi
La chiesa dell'Apparizione come un parcheggio

Livorno, scooter sul sagrato, auto sul prato della struttura e sul marciapiede davanti. La struttura è chiusa da anni. Il parroco: i mezzi là non ci devono essere, è un luogo di culto e serve rispetto

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LIVORNO. Ben tre motorini sul sagrato. Sono a destra e a sinistra, completamente fuori contesto. E sono, pure, in ottima compagnia: le auto sostano anche sul prato davanti all'ingresso principale e di lato, all'ombra dell'immagine del pastore storpio a cui secondo la leggenda apparve l'immagine della Madonna. Il tutto condito da gradini dissestati e sporchi e da altri mezzi piazzati sul marciapiede antistante. E’ ridotta così la Chiesa dell'Apparizione. Cancelli chiusi da anni, degrado e persone che abitano sul retro. Pensare che si tratta di un luogo simbolo del culto mariano, così caro ai livornesi. Punto di partenza di processioni e pellegrinaggi fino al santuario.

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«Sarebbe come se chi abita accanto all’ ingresso del santuario parcheggiasse lo scooter davanti al portone dell’ingresso principale», lamenta Fabiano Giannini sul gruppo Facebook “Sei livornese se”. Si reclama rispetto per quella chiesa che sulla facciata ricorda proprio il momento sacro della tradizione datato 1345, inciso nella mente di fedeli e non solo. E a pretendere più attenzione da quelle persone che vivono sul retro della chiesa è lo stesso parroco di Montenero. La parrocchia è, infatti, di proprietà dei padri Vallombrosani di Montenero e spetta a loro la gestione.

«Dietro la chiesa ci abita la famiglia del vecchio custode ma non va assolutamente bene che si parcheggi in questo modo, serve rispetto del luogo. Pure il cancello laterale va chiuso, per evitare che altri ci parcheggino dentro», ammonisce don Alessandro Paradisi, amareggiato dalla situazione. Non sapeva che ci fossero motorini fermi sotto il colonnato e auto davanti, sul prato. Ma così è, basta dare un occhio. Una brutta sorpresa per lui e per tanti livornesi che alimentano la riflessione social di Giannini.

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Ed proprio lui a proporre una sorta di iniziativa popolare per dare una nuova vita là dove comincia, nientemeno, la storia del santuario di Montenero, come si legge sulla facciata, nell’immagina sacra del pastore e dell’apparizione, che ancora si fa ammirare. «Perché non fare qualcosa per la nostra chiesa dell Apparizione?», incalza Giannini. Il tema è caldo, tanta l’attenzione. Per i livornesi tanto cari alla Madonna di Montenero questa chiesa dovrebbe avere un importanza indiscutibile: da qui tutto è partito. Con quel pastore storpio che il 15 maggio 1345, festa di Pentecoste, trovò l'immagine miracolosa della Vergine Maria sulle sponde del Rio Ardenza, e seguendo un'intuizione interiore la portò sul colle di Montenero, luogo già conosciuto come rifugio di briganti. Da qui le origini del santuario.

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