La protesta
I giocolieri sfrattano i nomadi dagli incroci
Spariti i lavavetri a Barriera Roma: ora si dedicano ai rifiuti
LIVORNO. Birilli colorati, clave, cappelli e tappo rosso al naso. E poi il sorridente mimo, che tanto piace ai bambini. Gli incroci sul viale Boccaccio e a Barriera Roma sono diventati un teatro di strada: ne sono attori giocolieri, giovani artisti urbani, che amano girare il mondo con una valigia di leggerezza. E che da qualche tempo hanno fatto tappa al semaforo dei cimiteri. Da lì hanno sfrattato i rom, che ormai da anni avevano monopolizzato i semafori dell’Aurelia, proponendosi come lavavetri. Un’attività quest’ultima mal tollerata dagli automobilisti, non solo per l’insistenza da parte dei nomadi, ma anche perché molto spesso quello che doveva essere una lavata di vetri finiva invece per sporcarli ulteriormente, visto lo scarso quantitativo d’acqua a disposizione. Persa l’esclusiva agli incroci, i rom, come emerge dalle indagini dei vigili, hanno cambiato attività, dedicandosi alla gestione di rifiuti da cui ricavano materiali da vendere, ferro in primis.
Un fenomeno quello dell’avvicendamento tra i due gruppi, che viene attentamente monitorato dalla polizia municipale. Nelle scorse settimane, infatti, ci sono stati due episodi in cui artisti e rom sono venuti alle mani. E se di guerra dell’elemosina al semaforo si può parlare, il risultato per ora sembra chiaro: 1 a 0 per i giocolieri. Alla base dello “sfratto” da un lato c’è la simpatia che questi artisti di strada - negli ultimi anni di moda più che mai - suscitano nella maggior parte degli automobilisti. Anche se va detto che non mancano i disagi: quando il semaforo è rosso, gli artisti si esibiscono in numeri circensi, anche a a coppia, ma quando scatta il verde, anche se gli artisti cercano di spostarsi, spesso si creano file.
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Capita anche perchè i bimbi fanno pressione sui genitori per vedere un altro po’ di spettacolo e per dare loro uno spicciolo. Del resto, come spiegano dalla municipale, il regolamento urbano prevede che gli artisti di strada possano esibirsi agli incroci o lungo le vie, come di fatto accade a Barriera Roma. Dall’altro lato, c’è che l’attività dei lavavetri non rende più. E anche questo ha contribuito al “ricambio” agli incroci. Lo spiega un nomade: «Prima riuscivo a mettere su anche 100-200 euro al giorno, poi siamo scesi a 50. Ora non rende più».
E così i nomadi adesso si dedicano allo smistamento dei rifiuti. Come emerge dalle indagini della municipale, il gruppo dei lavavetri si muove nella zona dei cimiteri e sotto il ponte del Levante, trasformato in una specie di “officina” dove portano materiali vari, per lo più presi da cassonetti e discariche.
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