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Livorno

Cento tonnellate di rifiuti rimossi da via del Levante

Cento tonnellate di rifiuti rimossi da via del Levante

Blitz della polizia municipale con Aamps: ripulito tutto Nel mirino un’area privata e la zona comunale del canneto

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LIVORNO. A guardarla ora che è pulita, l’area di via del Levante accanto al centro commerciale, quasi non la si riconosce più. Tanto ci si era abituati alla vista - e all’idea - che fosse appannaggio di accampamenti abusivi e discarica a cielo aperto. Cumuli di immondizia che non finivano più, ma anche rifiuti super ingombrati come (quel che resta di) frigoriferi e addirittura macchinari agricoli. Be’ ora c’è una bella tabula rasa, come si vede nelle foto accanto. È il risultato di un lavoro di équipe. I lavori di pulizia si sono conclusi ieri: merito di un pool di persone costituito dalla Protezione civile del Comune di Livorno, polizia municipale, Aamps, genio civile e consorzio di bonifica Toscana costa, a cui si aggiungono anche i privati per le aree di loro competenza.

Dieci giorni di lavoro. L’operazione, iniziata circa dieci giorni fa, ha avuto lo scopo liberare e rimuovere ingenti quantitativi di rifiuti non solo per un fatto di decoro e per motivi igienici, ma anche per la presenza di un’area a forte rischio, quella all’interno del rio Maggiore e nelle sue immediate vicinanze, per lo stato di pericolosità idraulica che i rifiuti potevano determinare ostruendo il corso d’acqua. In parole povere, in caso di pioggia, c’era il serio rischio che la Rosa, e non solo, andasse sott’acqua.

Pulizie estive. E così, ecco che i vigili urbani, guidati da Michela Pedini, responsabile della sezione Sicurezza, mobilità e territorio, e la protezione civile, coordinata da Leonardo Gonnelli, hanno capitanato le operazioni. Sono stati quindi rimossi, sia nelle aree pubbliche e di pertinenza idraulica, sia in quelle private, grossi rifiuti per un totale di circa 108 tonnellate di rifiuti indifferenziati portati via. Ecco il dettaglio: 1,65 tonnellate di rifiuti ingombranti sotto il ponte più vari elettrodomestici; 100 tonnellate circa di rifiuti ingombranti sgomberati dall’area privata; 6 tonnellate di rifiuti ingombranti tolti dalla zona a rischio idraulico.

Forte rischio idraulico. «Il problema - tiene a specificare Leonardo Gonnelli - è stato affrontato dalla stessa Protezione civile insieme alla polizia municipale in quanto, la presenza di rifiuti all’interno del rio Maggiore oltre a rappresentare un rischio evidente a livello ambientale, lo è anche a livello idraulico per il corso d’acqua . Improvvisi rialzamenti del livello delle acque - aggiunge - adesso che ci stiamo avvicinando alla stagione più piovosa, possono favorire il trasporto in alveo di rifiuti che finiscono per ostruire luci di ponti e tombamenti».

Da qui il grosso intervento di pulizia che è stato reso possibile grazie, appunto, alla sinergia di più persone che hanno accelerato tempi di attuazione e risolto problemi di natura burocratica. Il dirigente Gonnelli evidenzia comunque che, aldilà della riuscita dell’operazione, sia necessario incrementare controlli e vigilanza sul territorio, specie in alcune zone, come questa del Levante, in attesa di urbanizzazione.

L’impegno dei privati. Quanto all’area privata, una grossa mano alla riuscita dell’operazione, come dicono dal Comune, l’ha data la società Le Ninfee, che ha pulito a sue spese (25mila euro) la vasta area invasa da rifiuti accanto al centro commerciale. Un’operazione non dovuta, visto che la polizia municipale aveva individuato i responsabili, nelle persone di dieci rom. Questi ultimi, sono stati denunciati per occupazione di terreni.

Accampamenti abusivi: le indagini della polizia municipale. Da mesi i vigili stanno dietro alle occupazioni dei terreni della zona da parte dei rom. E nel corso delle indagini è venuto fuori anche un elemento particolare, che va ad avvalorare l’ipotesi degli investigatori sulla nuova attività a cui, da qualche tempo, si dedicano i rom, ex lavavetri: la gestione dei rifiuti, soprattutto in ferro. I vigili hanno analizzato come i nomadi costruiscono gli accampamenti. In pratica il gruppo, per alleggerire le proprie dimore e risolvere il problema degli spostamenti, secondo gli agenti realizzano le proprie case usando reti elettrosaldate e cassette della frutta. Le legano fra loro, e poi le rivestono di piumoni. Il tutto usando oggetti recuperati nei cassonetti. Ma ora la zona è tutta pulita.

Lara Loreti

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di Redazione web