Requisire gli immobili per l’sos casa
In consiglio passa la mozione di Cannito (Cd). Si guarda anche ai privati
LIVORNO. Non era mai accaduto prima: ieri il consiglio comunale ha approvato una mozione che è stata proposta da Marco Cannito (Cd) e che punta a “requisire gli immobili inutilizzati per l'emergenza abitativa”. Sia immobili pubblici che privati.
Più nel dettaglio, la mozione impegna il sindaco alla “requisizione temporanea degli immobili vuoti e inutilizzati per le emergenze abitative con motivazione di urgenza umanitaria", “laddove possibile con una eventuale previsione di una indennità di occupazione da parte degli ospiti”, il tutto “secondo misure, modalità e tempistiche ritenute congrue”.
L'atto, dopo un lungo dibattito, è stato votato dai cinque stelle più il sindaco, Bruciati (Bl), Cepparello (Futuro!) e Cannito (Cd). «Nell’atto si parla di immobili in generale, senza specificare - spiega a margine Cannito - includendo di fatto, è vero, anche quelli privati, ma a condizione, come emerso nel dibattito, che siano vuoti, inutilizzati o in stato di abbandono da tempo. Naturalmente in condizioni straordinarie, di emergenza. Lo stesso vescovo lanciò l’idea di farlo».
Contrari il Pd, Fi e Lbc. «Prima di arrivare a fare un atto che prevede la requisizione degli immobili privati - ripete Caruso (Pd) - si doveva fare una cernita per l’utilizzo di quelli pubblici vuoti, che sono moltissimi, confrontandosi col prefetto. Così si dà al sindaco un potere che può portare anche a cause in tribunale». «Non voglio che venga intaccato il privato - dice invece Amato (Fi) - ognuno con i propri beni fa quel che vuole, il problema della casa deve saperselo risolvere l’amministrazione comunale».
«Invece di usare gli immobili pubblici che sono tanti, vuoti, e abbandonati dall'amministrazione per curare l'emergenza abitativa - attacca Valiani (Lbc) - pensano "all'esproprio popolare". Oltre che andare contro i diritti dei cittadini, si espone il Comune, quindi tutti noi, a cause legali infinite». Va detto che anche gli ex grillini di Livorno libera alla fine hanno detto di aver votato contro. «Ma più per un fatto di forma - chiarisce Mazzacca - che di sostanza: condividiamo l’atto ma andava lasciato nella sua versione originaria, senza aggiungere l’aggettivo “temporanea”».
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