Gioco
La parata dei sup lungo i Fossi apre Effetto Venezia
Livorno, ecco i protagonisti della lunga scia di tavole lungo i canali del quartiere
LIVORNO. Questa nuova edizione di Effetto Venezia viene inaugurata simbolicamente da un brindisi molto particolare. La Venezia, infatti, è contagiata dall’Effetto Sup. «Tutto nacque quattro anni fa in occasione del Palio dell’Antenna, al quale noi del Centro Windsurf Tre Ponti partecipammo con una gara amatoriale - presenta Dario Guarducci insieme a David Gabriellini - da lì è nata l’idea di proporre per Effetto Venezia il giro dei canali». Un’intuizione più che azzeccata perché da allora l’Effetto Sup è diventato un must che diverte i passanti e che vede registrare un numero sempre più alto di adesioni. «All’interno dei canali lungo i fossi, si crea un’atmosfera suggestiva: è un’emozione sia da vedere sia da provare».
Indossate le magliette giallo fluo, i “suppisti” si muovono sull’acqua dagli scali d’Azeglio lungo poi i fossi della Venezia. Una festa che rende i cittadini stessi di Livorno dei turisti per caso: un’occasione per scoprire lo storico quartiere Venezia, cercando e scovando vie nuove lungo gli scali, dando quasi l’idea di passeggiare lungo i canali di una Venezia in miniatura sotto la luce seduttrice del tramonto.
Effetto Venezia ha aperto il sipario, quindi. Livorno si è vestita a festa per questi cinque giorni, scoprendosi ancora più affascinante, romantica e bella. Effetto Venezia è come un quadro che racchiude l’estro e la personalità della città. Così il sindaco Filippo Nogarin, di fronte alla Chiesa di San Ferdinando, fa il suo discorso inaugurale: «Diamo il benvenuto a questa nuova edizione di Effetto Venezia. Dovrebbe essere un giorno di festa ma prima vogliamo ricordare Mauro Filippi, il camionista morto in porto. Ritengo insopportabile continuare a parlare di morti sul lavoro. Per questo, prima dell’evento clou della serata, verrà osservato un minuto di silenzio per abbracciare la sua famiglia». E continua: «Il tema di questa edizione è il decoro urbano e il contrasto al degrado. Non è stato un anno positivo: ricordo il monumento al Moby Prince imbrattato, così come la Terrazza Mascagni. C’è chi fa della città la pattumiera di casa. Ma è anche l’anno dell’orgoglio dei volontari che si impegnano a promuovere la città».
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Il quartiere Venezia, così, anche quest’anno si riempie di bancarelle di artigianato, antiquariato e oggettistica di vario e stravagante genere. I locali della zona apparecchiano i tavoli lungo le strade, tutti mangiano all’aperto godendosi lo scenario suggestivo della Venezia livornese illuminata a festa e goliardica con le risate e la musica che circonda tutti. Girando per il quartiere, si respira allegria, divertimento, voglia di stare insieme. Tutti quanti, nipotini e nonni, adolescenti e adulti.
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