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Ospedale, la proposta della Regione: facciamolo all’ex Pirelli
Livorno, Saccardi spara a zero sull’idea di: far convivere i malati per 15 anni con un cantiere nell’attuale sede da trasformare. Continua il botta e risposta ma con qualche spiraglio
LIVORNO. «Non è possibile immaginare che si possa utilizzare una struttura degli anni ’30 per dare risposta ai bisogni di salute della società attuale con gli strumenti che oggi abbiamo a disposizione». Le parole dell’assessore regionale Stefania Saccardi alla festa Pd sulla querelle infinita dell’ospedale potrebbero lasciar immaginare il ripetere di un refrain già conosciuto nel continuo botta e risposta fra l’amministrazione M5S livornese e la Regione a guida Pd. Ma stavolta, seppur senza risparmiare durissime stoccate, Saccardi è sembrata voler aprire qualche spiraglio di collaborazione: almeno quando ha detto che sì, il vecchio accordo va stracciato e bisogna costruirne uno nuovo.
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L’elemento nuovo, però, è soprattutto l’idea di una nuova localizzazione su aree di proprietà municipale «il più vicino possibile all’attuale sede di viale Alfieri». Dove? Saccardi non lo dice ma, a quanto è stato possibile ricostruire, dovrebbe trattarsi dell’area ex Pirelli o forse del parco dov’è la grande pista o anche di una parte del Parterre.
Comunque, quello è l’ambito territoriale al quale guarda. L’obiettivo? «Evitare i guai che malati e medici dovrebbero sopportare se, ristrutturando la sede attuale, fossero costretti a sopportare per 14-15 anni un grosso cantiere aperto nel bel mezzo dei reparti ospedalieri fra rumore, polvere e caos».
Dagli esponenti M5s si è spesso controbattuto che la ristrutturazione di un ospedale esistenti non dev’essere quest’impresa impossibile se è stata scelta per Careggi. Contro-controreplica di Saccardi: «Proprio l’esperienza di Careggi mi ha convinto del contrario».
Saccardi ha bacchettato l’amministrazione pentastellata parlando di «dilettanti della politica»: gli enti parlano attraverso gli atti, e invece – ha aggiunto – Palazzo Civico «parla sì ma gli atti non li fa». Ma, insieme ai toni da ring che l’assessore regionale non ha tralasciato, c’è stato anche un insistito riferimento al «bisogno di collaborare». Ad esempio, quando dal pubblico le è stato chiesto se la Regione può imporre una scelta al Comune, Saccardi ovviamente ha ricordato che «la programmazione urbanistica è nelle mani del sindaco»: ma – ha rincarato – se il Comune M5s pensa di utilizzare il Prg per fare la guerra alla Regione, «non fa che fare male a se stesso e ai livornesi» perché gli edifici restano vuoti e alla fine c’è qualcuno che li occupa.
Di fronte all’ex consigliere Valerio Vergili che ha domandato se ci sono in vista provvedimenti in favore dei disabili, l’assessore ha rivendicato di aver “conquistato” 100 miliono di euro di finanziamenti dai fondi europei. E giù la stilettata a Nogarin: «Il Comune di Livorno non ha però presentato progetti». E ancora: «Bisogna uscire dall’idea che la Regione sia un bancomat, le scelte si costruiscono insieme e si sostengono insieme».
Altro capitolo è quello della riorganizzazione della sanità decentrata sul territorio: occhi puntati, cioè, sulle “case della salute”. A Livorno ne sono previste quattro: a cominciare da quella al padiglione 24 dell’ospedale («servono un paio di anni di lavori») e in via del Mare a Ardenza («ultimazione dei lavori nel 2017»). Le altre due sono in via Impastato e all’ex circoscrizione 1: ma – ha avvertito – «il Comune deve fare la propria parte, altrimenti la situazione non si sblocca».
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