Il Tirreno

Livorno

Il cartoon di Camerini alla scoperta delle nostre terre

Carlotta Nigiotti
Un fotogramma da "Blu" di Andrea Camerini
◗
Un fotogramma da "Blu" di Andrea Camerini

A tu per tu con Andrea Camerini, vignettista e regista, autore di "Blu", un  cartone che ci porta a scoprire la nostra Grande Bellezza

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Livorno da prima, e con il mensile satirico Il Vernacoliere dopo, si è sempre distinta come fucina di personaggi arguti, irriverenti con quel che di strafottenza necessaria. Brillante e ironico è sempre stato il piombinese Andrea Camerini, classe 1973, autore, vignettista e regista. In occasione dell'anteprima del suo "Blu", un incontro col padre de "Il Troio" per conoscerlo meglio.

Andrea Camerini, come si diventa vignettista? 

"Non credo ci sia un motivo particolare, credo che uno lo sia e basta. Tutti noi abbiamo avuto un compagno di banco molesto, che ti riempiva il diario di disegni e caricature; ecco, in classe mia, ero io! Mi ricordo che ai tempi del liceo inviai un sacco di disegni a Il Vernacoliere e poi me ne dimenticai. Un giorno,passata l'estate, il mio compagno di banco si accorse che l'avevano pubblicati e da li' iniziò tutto. Da quello stupore misto a soddisfazione nel vedere quella piccola cosa stampata, mi si aprì un mondo. Oggi, dopo oltre 20 anni di pubblicazioni, continuo a essere vignettista perché è una forma di espressione insostituibile, e non è un caso che un certo tipo di satira faccia paura ai potenti e agli stronzi; perché la satira è un'arma invincibile".

È necessario il senso del perverso mai quanto quello del beffardo, ma altresì liberatorio, per dare vita a suoi personaggi?

"I miei personaggi son nati un po' per caso e sicuramente hanno vissuto di vita propria, senza troppe sovrastrutture. Alcuni hanno la ferocia e la spregiudicatezza della ricerca della felicità a tutti i costi (e gratis) come Il Troio; altri hanno una sensibilità e un disperato bisogno di delicatezza come Nico & Billo, i protagonisti di "Blu". Tutti sono però accomunati dalla necessità di conoscere".

La matita di Andrea Camerini è...?

"Nervosa. Sempre. Un nervoso buono, sano, che è ciò che anima la ricerca di qualcosa. Poi magari cambia e diventa di un nervoso goliardico, ridanciano, ma rimane sempre la stessa".

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.13877301:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.13877301:1652289261/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Parlando ora del suo nuovo cortometraggio "Blu", come lo descrive?

""Blu" è la storia di un viaggio fantastico che ho fatto coi colori e con la matita, cullato dalla musica e dal rumore del mare. È un viaggio che ho fatto nella mia terra con gli occhi di un ragazzino che ancora si stupisce delle meraviglie che vede. È un esperimento soprattutto: raccontare e parlare dei musei e dei nostri splendidi territori con uno strumento inedito, il cartone animato. Una sfida che ho cercato di rendere ancor più difficile scegliendo di non usare le parole, e' solo la musica a incorniciare il tutto".

Chi sono Nico e Billo?

"Nico è la nostra curiosità ogni volta che ci troviamo in un museo nel quale non siamo mai stati prima, e come lui ci si commuove davanti alla bellezza. Billo è la parte più istintiva del viaggio di BLU, ed è poi il vero protagonista del cortometraggio; è quello che vive in modo surreale tutte le situazioni che gli si pongono innanzi, e ci fa scoprire nuovi mondi in modo assolutamente leggero. Come il volo di un gabbiano che lo porta via sui cieli dell'Elba".

Dalla matita sul cartaceo all'immagine in movimento, quale è stata la sua tecnica?

 "La mia è vecchia scuola, nel senso che io disegno tutto su carta e poi monto solamente con il computer le sequenze e con programmi dedicati. Questo perché il segno sporco e un po' impreciso della matita per me è più affascinate della fredda precisione del segno realizzato direttamente al computer. Ma la mia è solo ed esclusivamente una questione di gusti. Per fare "Blu" ho realizzato oltre 40mila disegni e in ognuno c'è un momento; un qualcosa che è stato reso unico dal tratto sempre diverso della matita".

E qual è la motivazione per le diverse scelte del viaggio quasi onirico tra passato, presente e arte?

"È tutto nato dal momento. Dovendo valorizzare i musei del Sistema dei Musei e Parchi della Provincia di Livorno, son partito per caso dallo splendido Museo Civico Fattori, e ho dato vita al maestro. Da lì ho sentitol'esigenza di vedere sorridere Modigliani e veder suonare Mascagni, così li ho animati e li ho fatti apparire in modo delicato e prepotente allo stesso tempo. Poi son saltato agli etruschi di Populonia antica e il passaggio da un mondo all'altro sta nella lacrima che nasce dagli occhi di un dipinto di Modigliani. E così parte un'altra storia che ci porta in un altro tempo e luogo".

Quale messaggio vuole trasmettere col suo lavoro?

"Con "Blu" vorrei solo dire che è bello stupirsi ancora davanti al bello che ci circonda".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web