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Aamps, chiusa l'inchiesta per peculato sul consulente Marzovilla
Livorno, intanto la guardia di finanza ha acquisito altri documenti in azienda
LIVORNO. Martedì 26 luglio la guardia di finanza è tornata negli uffici di Aamps in via dell’Artigianato. Gli investigatori, come più volte avvenuto nei mesi scorsi, hanno acquisito una serie di documenti: a quanto risulta si tratta di atti relativi all’ultimo periodo della gestione dell’azienda, sotto la gestione dell’attuale cda.
Intanto lunedì il pm Antonio Di Bugno ha chiuso le indagini su Andrea Marzovilla, l’ex consulente di Aamps, a cui sono stati consegnati l’avviso di garanzia per peculato e il documento di chiusura delle indagini. Il collaboratore dell’azienda che gestisce i rifiuti, lunedì mattina è stato convocato dalla sezione investigativa della polizia municipale.
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L’accusa nei suoi confronti è di peculato: avrebbe usato l’auto di servizio dell’Aamps per esigenze personali. Inoltre, gli investigatori hanno rilevato che la vettura, una Fiat Panda, avrebbe registrato chilometraggi elevati, senza però i necessari giustificativi.
L’inchiesta ha avuto inizio nel luglio 2015, quando la consigliera comunle di Forza Italia, Elisa Amato, aveva fatto un’interrogazione al sindaco Filippo Nogarin in cui chiedeva spiegazioni sulle multe prese da un veicolo intestato all’azienda dei rifiuti. Marzovilla aveva un contratto di consulente per sei mesi: dal febbraio 2015 all’inizio dell’estate. Le multe (6) erano state prese tra aprile e maggio dell’anno scorso, sempre tra via delle Bandiere, via Ricasoli e gli scali Olandesi, anche in orari di solito non proprio lavorativi, ad esempio a mezzanotte.
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