Toscana
L’Ato detta le condizioni: deroga e poi Retiambiente
Il direttore Borchi risponde a Nogarin e indica i passi che dovrà fare il Comune: Livorno riconosca il gestore unico e si impegni fin d’ora al conferimento
LIVORNO. Sì alla sospensione dell'entrata di Aamps in Retiambiente per il quinquennio del concordato, ma a patto che sia ben chiaro che la gestione unica (cioè la maxi-società dei rifiuti) è comunque obbligatoria.
E' in sintesi la risposta che Franco Borchi, direttore generale dell'Ato, dà alla lettera del sindaco Nogarin svelata dal Tirreno tre giorni fa, in cui il primo cittadino con toni sorprendentemente concilianti apriva le porte all'entrata di Aamps in Retiambiente, chiedendo però una sospensione per il periodo del concordato.
I toni di Borchi sono decisamente meno soft: «La disponibilità alla fase di dialogo ora mostrata dal Comune di Livorno, da parte di Ato non è mai mancata», puntualizza, ricordando l'atteggiamento tenuto finora dall'amministrazione Nogarin in contrasto col servizio integrato dei rifiuti, previsto dalla legge e ribadito dalla sentenza del Tar del 4 marzo che ha respinto il ricorso del Comune.
OK LA SOSPENSIONE, MA POI IL CONFERIMENTO. Come dicevamo Borchi apre alla possibilità di «deroghe eccezionali e temporanee al principio di gestione unica», per situazioni - come quella di Livorno - di piani concordatari. «Tali deroghe tuttavia - e qui viene il nodo evidenziato con fermezza dal direttore di Ato - sono accompagnate dal pieno riconoscimento delle competenze dell'Autorità, oltre che dall'impegno dei Comuni a far sì che il gestore unico possa subentrare alle loro società nella gestione del servizio alla scadenza del periodo di tempo previsto dal piano di concordato».
«Inoltre - aggiunge Borchi - poiché tali comuni hanno deciso di voler conferire le azioni o quote delle loro società partecipate in Retiambiente, essi assumono sin d'ora l'impegno a eseguire tale conferimento alla scadenza del periodo concordatario, sulla base di apposita stima che verrà effettuata al momento del conferimento».
L’ATO MOSTRA I MUSCOLI... Borchi ribadisce più volte che la gestione unitaria è obbligatoria, mentre il Comune di Livorno aveva finora mostrato di voler gestire i rifiuti in contrasto con l'Authority e anche con la famigerata delibera del consiglio comunale 151 del 2011 che prevedeva il conferimento in Retiambiente.
Ora la nuova posizione di Nogarin - sospensione da Retiambiente fino a fine concordato - può essere esaminata «solo se muove dal chiaro riconoscimento dell'esclusiva competenza a adecidere in ordine all'affidamento del servizio da parte dell'Autorità e il suddetto piano preveda il conferimento di Aamps in Retiambiente, che si realizzerebbe in via straordinaria, per delega eccezionale e temporanea, alla scadenza dei termini del periodo concordatario».
... E DETTA I PASSI AL COMUNE. Insomma, è chiaro che Ato - partendo semplicemente dalla legge, che ne prevede l'esistenza, il ruolo e prevede la creazione del gestore unico - mostri i muscoli e non accetti compromessi. Dettando addirittura il percorso che l'amministrazione comunale dovrà seguire: 1) riconoscimento mediante atto deliberativo esplicito del consiglio comunale della forma di gestione unitaria deliberata dall'Autorità; 2) conservazione, eccezionale e temporanea, di un'autonoma gestione in capo ad Aamps per il tempo necessario all'attuazione del concordato; 3) conferimento della partecipazione in Retiambiente al termine di tale periodo.
Ci si chiederà: ma non è ancora in vigore la delibera 151? Vero, ma - sottolinea Borchi - ci sono stati atti programmatici e d'indirizzo che affermavano il contrario. Insomma: l’occasione è perfetta per Ato per chiarire una volta per tutte la situazione e mettere Livorno in regola. Anche se - ricorda poi a Nogarin - tali atti dovranno comunque passare al vaglio dell'Autorità e dei suoi organi.
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