Toscana
Capotreno aggredito, il convoglio non riparte
Bloccato attorno alle 16,30 di lunedì 25 alla stazione di Livorno (e poi soppresso) il treno diretto a Piombino. E' stato aggredito il capotreno. E' l'effetto dei tagli alla polizia ferroviaria
LIVORNO. È stato cancellato «per intervento di autorità di polizia» il treno partito da Pisa alle 16,08 di lunedì 25 e diretto a Campiglia (dove avrebbe dovuto proseguire per Piombino ma cambiando denominazione). Lo dice il profilo twitter di Muoversi in Toscana, l'osservatorio della Regione sul fronte della mobilità. All’altezza della stazione di Livorno Centrale è stato fermato e non è più ripartito, come emerge anche dal riscontro con Viaggiatreno, che a nome di Trenitalia dà la fotografia in tempo reale del movimento dei convogli. A quanto risulta, a ruota sono state cancellate anche le partenze messe in programma anche per il ritorno successivo verso Pisa.
#trenitalia. Per intervento Autorità di Polizia, il treno 6697 è stato cancellato tra Livorno e Piombino #pendolaritoscana
— Muoversi in Toscana (@muoversintoscan) 25 luglio 2016
Il motivo? L’aggressione al capotreno da parte di due viaggiatori: era andato a controllare i biglietti e, quando è arrivato ai due passeggeri in questione, si è trovato di fronte una reazione: non avevano il biglietto e non volevano né pagare la multa né scendere dal treno. Il capotreno è stato spintonato.
Stando a quel che è stato possibile capire di quest'episodio piuttosto complicato, l’uomo avrebbe chiesto l’intervento della polizia ferroviaria. Ma l’ufficio della Polfer di Livorno è finito nel mirino dei tagli e quando il personale non è in grado di garantire il servizio l’ufficio viene chiuso e per gli interventi di emergenza bisogna rivolgersi alle pattuglie di pronto intervento.
Il problema è che queste pattuglie devono provvedere anche alla sorveglianza sul resto del territorio urbano ed ecco che la prima pattuglia disponibile ha potuto prendere in carico la situazione alla stazione ferroviaria solo quando ormai il treno non poteva più partire perché si sarebbe sovrapposto ad altri convogli programmati per le ore successive, dunque è stato soppresso.
Secondo una prima sommaria ricostruzione in attesa di riscontro ufficiale, cioè, sarebbe emerso l’effetto dei tagli sulle forze dell’ordine in campo ferroviario. Non è un segreto che il personale Fs si trovi quotidianamente a fronteggiare problemi di questo tipo: ora ancor di più, perché l’aumento della vigilanza sulle grandi stazioni metropolitane – ormai pressoché blindate – non ha fatto altro che spostare su quelle di altre città l’afflusso di viaggiatori problematici, di piccola criminalità minore, di personaggi violenti o comunque poco intenzionati a starsene tranquilli. E stavolta per una serie di coincidenze si è arrivati alla soppressione del treno.
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