Il Tirreno

Livorno

Un museo in cantina a 80 anni dall’impresa degli Scarronzoni

di Gianni Tacchi
Un museo in cantina a 80 anni dall’impresa degli Scarronzoni

Nel 1936 il secondo argento olimpico: stasera la cerimonia E l’Unione Canottieri riparte con la star Mannucci al vertice

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LIVORNO. L’ottantesimo anniversario della seconda medaglia d’argento olimpica degli Scarronzoni, la storica cantina sugli Scali d’Azeglio trasformata anche in un museo, il plurimedagliato Filippo Mannucci come nuovo presidente e il rilancio dell’attività agonistica. È un momento magico per l’Unione Canottieri Livornesi, che sta lavorando a 360 gradi per tornare a splendere come una volta. E ha preparato una serie di iniziative e progetti per coinvolgere tutta la città.

In prima fila c’è Mannucci, 4 ori mondiali di canottaggio nel quattro di coppia come capovoga e la nuova carica di presidente della società. È stato proprio lui, aprendo alcuni scatoloni trovati nel magazzino della cantina e nell’altra sede al Calambrone, a trovare cimeli e trofei degli Scarronzoni. «Forse stavano per essere buttati - racconta - fatto sta che li abbiamo portati a restaurare per creare una sorta di museo all’interno della cantina, la casa di quel leggendario otto. Si parla di oggetti di un valore incredibile, tra i 30 e i 50mila euro. Purtroppo non siamo riusciti a trovare la medaglia del ’36, così è stata fatta una riproduzione». E questa esposizione verrà inaugurata stasera: l’appuntamento è fissato alle 19 sugli Scali d’Azeglio, dove ci sarà una cerimonia per festeggiare anche gli ottant’anni dal miracolo olimpico di Berlino. Una serata arricchita da un tour dei fossi in battello in collaborazione con Itinera, dalla premiazione di alcuni personaggi storici della società e dall’esibizione di Massimo Signorini, che incanterà tutti con un’opera di Pietro Mascagni (era un socio dell’Unione Canottieri Livornesi). «La filosofia - sottolinea Mannucci - è proprio quella di unire lo sport e la cultura, tanto che con noi c’è anche lo scrittore e regista Rossano Vittori».

In questo quadro c’è anche il rilancio dell’attività agonistica dopo alcuni anni difficili, un progetto importante e ambizioso. «Siamo già ripartiti con le categorie giovanili - spiega Mannucci - nel roster abbiamo circa 15 ragazzi, che sono appena tornati dalle gare nazionali di Sabaudia (Latina, ndr) con tante medaglie. Ma l’obiettivo è quello di allargarci fino agli Assoluti per tornare a essere il bacino d’utenza della Nazionale di canottaggio, d’altronde la storia di Livorno è questa. Presto inizieremo a lavorare con le scuole della città per avvicinare i ragazzi a questo sport, perchè il sogno è quello di ricreare la passione di una volta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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