Il Tirreno

Livorno

Solidarietà della ministra alle lavoratrici licenziate

Solidarietà della ministra alle lavoratrici licenziate

Alla festa dell’Unità incontro privato con le ex addette alle pulizie alla multisala Bagno di folla alla Rotonda per la Boschi che racconta le sue origini livornesi

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LIVORNO. Il pomeriggio livornese della ministra Maria Elena Boschi - alla festa Pd per spiegare i motivi del Sì al referendum costituzionale - è iniziato con un incontro con le lavoratrici licenziate dopo il cambio di appalto per le pulizie della multisala The Space. All’interno della libreria allestita alla Rotonda, il ministro ha avuto un faccia a faccia riservato, durato una ventina di minuti, con sei delle lavoratrici, accompagnate da Monica Cavallini (Cgil) e da Sabina Bardi (Uil). La Boschi ha voluto conoscere tutti i dettagli della vicenda, ha ascoltato le testimonianze drammatiche di queste donne rimaste senza stipendio e senza lavoro da un giorno all’altro, e ha portato la solidarietà del governo assicurando che l'esecutivo seguirà la vicenda - anche per evitare che possa ripetersi altrove - e chiedendo a Gianfranco Simoncini, consigliere per il lavoro del governatore Rossi, di attivare al più presto un tavolo. Col ministro anche il segretario della federazione Lorenzo Bacci, il segretario comunale Federico Bellandi, il consigliere regionale Francesco Gazzetti e il capogruppo Pietro Caruso, che sabato notte aveva propiziato l’incontro.

Uscita dalla libreria quando l’orologio segnava le 18, la Boschi ha trovato un bagno di folla ad accoglierla nello spazio dibattiti della Rotonda. «Io e Maria Elena avevamo due anni quando in Italia fu affrontato per la prima volta l’argomento della riforma costituzionale», ha ricordato il segretario Bacci introducendo il dibattito.

La Boschi si è presa lunghi applausi, il primo quando ha ricordato che «questa riforma non toccherà la prima parte della Costituzione, il capolavoro in cui sono scritti i principi fondamentali in cui tutti ci riconosciamo».

Il ministro ha evitato qualunque polemica, anche se non si è trattenuta ad un certo punto dall’interrompere Vladimiro Frulletti dell’Unità, che nell’intervistarla aveva parlato del mondo grillino come di un movimento populista marziano, più forte sul tema del costo della politica. «Marziani insomma - ha detto la Boschi -, mi sembra che si siano resi abbastanza terrestri, basta guardare a come stanno governando Livorno».

Ma l’applauso più caldo è arrivato nel finale quando il ministro ha raccontato di avere un quarto di sangue livornese: «Mio nonno era livornese, non mi fate fare brutta figura». Poi il tour completo della festa, stringendo centinaia di mani e posando con volontari e cittadini in decine di selfie e con Loris Rispoli in ricordo della tragedia del Moby.

Giulio Corsi

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di Redazione web