Gioco
Tragedia in porto, quattro indagati per la morte dell’autista schiacciato dal carrello
Livorno, oltre al conducente del carrello che ha investito Mauro Filippi nei guai anche i responsabili del piazzale. L’ipotesi è di omicidio colposo
LIVORNO. È durato quasi un’ora il summit in Procura tra il pubblico ministero Antonio Di Bugno e gli esperti della medicina del lavoro dell’Asl 6. Al centro della riunione: pianificare i prossimi passi dell’inchiesta per ricostruire dinamica ed eventuali responsabilità sulla tragica morte di Mauro Filippi, l’autista di 60 anni scomparso giovedì 21 luglio, schiacciato da un carrello elevatore mentre si trovava all’interno del Terminal Scotto-Neri con il proprio camion per effettuare un’operazione di carico.
L’ipotesi di reato dopo l’ennesimo incidente sul lavoro in porto, è quella di omicidio colposo in concorso. Quattro le persone già iscritte sul registro degli indagati. «Si tratta di un atto dovuto - spiegano gli inquirenti - per dare la possibilità anche agli indagati di nominare i loro consulenti durante gli accertamenti irripetibili che saranno effettuati». A cominciare dall’autopsia sulla salma che sarà eseguita lunedì 25 luglio e dalla perizia sul muletto (già sequestrato).
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Ecco perché oltre al conducente del carrello che ha investito il sessantenne a marcia indietro mentre caricava sul camion della Tvl 2000 l’ultimo bancale di cellulosa, nei guai sono finiti anche tre dei suoi superiori, tutti legati alla Scotto-Neri, la ditta che ha in concessione il Terminal che si trova tra l’Alto Fondale e la Calata Pisa, dove è avvenuto l’incidente. Spiega un investigatore per sintetizzare il punto di vista di chi in queste ore si sta immergendo tra documenti, misurazioni, norme e interrogatori andando a caccia della verità: «Il piano della sicurezza c’è. Adesso dobbiamo andare a verificare è stato rispettato e soprattutto se qualcuno non si è attenuto alle indicazioni previste».
Secondo la ricostruzione di polmare e capitaneria di porto, l’incidente è avvenuto intorno alle 15,30 poco dopo che il carrellista aveva sistemano sul camion alcuni bancali. In quel momento Filippi era sul piazzale e molto probabilmente non si è accorto della manovra in retro marcia che stava compiendo il muletto. Possibile che - nonostante l’esperienza decennale in porto - che non abbia sentito l’allarme sonoro in dotazione a quel tipo di mezzo?
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Anche questo aspetto farà parte degli accertamenti tecnici disposti dalla Procura. Soprattutto perché l’alternativa al mal funzionamento degli allarmi per spiegare la tragedia, è una banale distrazione da parte della stessa vittima oppure di chi era alla guida del forklift. «Un attimo prima - ha raccontato il conducente del muletto ancora sotto choc (sarà ascoltato di nuovo) - l’ho visto sul piazzale, poi mi sono voltato ed era sparito. Ho pensato che si fosse allontanato. Poi ho capito...».
La famiglia della vittima, da giovedì, si è stretta nel silenzio, circondata dall’affetto di parenti ed amici. «Al momento - si limitano a far sapere - aspettiamo di avere il nullaosta dalla Procura per organizzare il funerale». Il giorno dell’ultimo saluto a Mauro in città sarà lutto, con le bandiere a mezz’asta davanti al Comune. Lo ha deciso ieri l’amministrazione mentre i sindacati nazionali, Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti chiedono che si faccia di più sul piano della prevenzione e della cultura della sicurezza dei luoghi di lavoro».
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