Gioco
Emirati in visita e il futuro del porto parla anche arabo
Delegazione di Fujairah in città per gettare le basi di un rapporto commerciale con le nostre banchine
LIVORNO. Il futuro del porto parlerà arabo? Ieri in visita a Livorno è arrivata una delegazione di Fujairah per apprendere il nostro know-how e gettare le basi di un rapporto commerciale e logistico tra lo scalo labronico e il principale sbocco portuale degli Emirati Arabi Uniti sul golfo di Oman. La vice-sindaco Stella Sorgente e l’assessora allo sviluppo economico, all’innovazione ed alla ricerca Francesca Martini ricevono in mattinata il presidente della free-zone, Sharief Alawahdi, e il suo seguito nella sala degli specchi di villa Mimbelli, prima tappa di una giornata proficua e ricca di impegni che culminerà nell’incontro pomeridiano con le piccole imprese della città.
Gli scali di Livorno e Fujairah appaiono subito molto simili, entrambi prossimi ad una forte riqualificazione incentivata da politiche a livello nazionale (Livorno con la Darsena Europa e Fujairah con un grande terminal accanto alla free-zone): «Livorno e Fujairah sono realtà molto vicine per gli investimenti nelle infrastrutture logistiche ma anche immateriali» commenta Martini. E quando il commissario dell’Autorità Portuale Giuliano Gallanti scende nel tecnico è proprio Alawahdi ad evidenziare i punti in comune e le prospettive di sviluppo sinergico: «Fujairah è il più piccolo dei sette Emirati – racconta il presidente – ma ha grandi obiettivi. La nostra posizione strategica ci offre uno sbocco privilegiato sull'Oceano Indiano, e il nostro Governo ha intenzione di fare del nostro Porto il punto di riferimento per i traffici commerciali sull'asse Oriente-Occidente che passano dal canale di Suez».
Tra gli obiettivi, intercettare il flusso sulla rotta asiatica da Manila (Filippine) ma anche usare il nuovo porto e la free-zone per attirare investimenti. Fujairah, a differenza di Livorno, parte dunque sulla base di condizioni ottimali: nessun concorrente nelle immediate vicinanze, conformazione dei fondali più attrattiva per le grandi navi, e soprattutto grande libertà di crescita sia in senso geografico che politico. Al termine del ricevimento il consueto scambio di doni, che oltre al Comune (che ha conferito ad Alawahdi la Livornina) ha visto protagoniste anche l’Autorità Portuale e l’Accademia Navale, seguito da un giro in battello in Porto che ha entusiasmato la rappresentanza araba. E proprio l’Accademia, con la quale Alawahdi aveva già avuto rapporti per operazioni militari di bonifica nelle acque del Golfo, è stata la meta del pomeriggio, prima del faccia-a-faccia con gli imprenditori del territorio presso l’auditorio del Polo Tecnologico di villa Letizia.
Fra i due scali si va dunque realizzando una vera e propria “autostrada del mare”, propiziata anche dall’avvocato Michele Sanfilippo, membro del Club Giuristi dell’Ambiente: «Abbiamo coinvolto Livorno perché è una delle realtà più dinamiche e sensibile sul tema. Livorno si candida ufficialmente a diventare un grande hub del Mediterraneo, presto ne faremo sede di un convegno sui ponti commerciali». Soddisfatto anche il sindaco Filippo Nogarin, che dalle ferie rende noto tramite un comunicato che «lo sviluppo risiede nella sinergia indispensabile tra il fronte del Porto e le numerose imprese livornesi che stanno portando avanti importanti progetti in termini di sostenibilità ambientale. Ed è proprio a questo tipo di know-how – conclude il primo cittadino – che i nostri ospiti sono interessati».
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