Toscana
Tabaccaia di 82 anni minacciata e rapinata lungo il viale Italia
Due rapinatori sono entrati nel negozio brandendo un collo di bottiglia prima di fuggire con circa 750 euro
LIVORNO. I rapinatori sono entrati intorno alle 18,30 l’hanno minacciata brandendo un collo di bottiglia e si sono fatti consegnare l’incasso.
La signora Franca, 82 anni, titolare della tabaccheria al numero 41 del viale Italia, non ha fatto altro che farsi da parte e lasciare che i due balordi aprissero la cassa del piccolo bugigattolo e fuggissero con l’incasso, circa 750 euro. Ma in quel lasso di tempo, i pochi istanti che i rapinatori hanno impiegato ad arraffare banconote e monete, l’anziana ha avuto la freddezza di memorizzare i loro volti.
«Dall’accento - ha raccontato agli agenti delle volanti prima e poi ai colleghi della squadra mobile che ora stanno indagando - mi sono sembrati dell’Est Europa».
Ma oltre alla provenienza, l’anziana ha anche fornito una dettagliata descrizione di entrambi. «Uno di corporatura tarchiata alto circa un metro e ottanta con una maglietta rossa - ha spiegato - e l'altro alto un metro e sessanta maglietta bianca, jeans corti e un berretto tipo baseball».
Purtroppo però, questi sono gli unici elementi nelle mani degli investigatori per risalire agli autori della rapina avvenuta mercoledì sera. Nelle vicinanze del tabacchi, infatti, non sono installate telecamere. E in quel momento, purtroppo, nessuno dei passanti si è accorto che all’interno del negozio due banditi stavano derubando l’anziana.
«Non vogliamo parlare, lasciateci in pace», spiega la figlia della titolare che ieri non era al lavoro dopo lo choc del giorno precedente.
Anche perché la rapina subita, non è la prima ai danni della medesima tabaccheria. Nell’ottobre del 2011, sempre la signora Franca, allora settantasettenne è stata vittima di un episodio simile. Sempre due uomini, entrarono nel negozio intorno alle 8 del mattino. Fu lei poche ore dopo a raccontare quello che le era accaduto.
«Si sono avvicinati e uno ha chiesto un pacchetto di Marlboro e una scheda del telefono. Quando mi sono girata di nuovo mi sono trovata davanti un cacciavite. Me lo ha puntato al petto ma non si è accontentato di minacciarmi, mi ha preso per un braccio e con l’altro ha cominciato a colpirmi con dei pugni in testa mentre gli gridavo di smetterla. Il complice, invece, si è sporto al di là del bancone, ha aperto la cassa e ha preso i soldi circa quattro cento euro». (f.l.)
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