Gioco
Ai consiglieri un piano con 300 pagine in meno
Castelnuovo in aula: «Approfondiamo dopo l’estate, ora vado in ferie». Le opposizioni: «E noi andiamo dal prefetto»
LIVORNO. In commissione consiliare su Aamps l’assessore al bilancio Gianni Lemmetti ribatte e smentisce Frey, l’ad di RetiAmbiente: «Il nostro piano è coerente al 100% con i nostri obiettivi, a costo zero per il Comune. Entro cinque anni Aamps sarà autosufficiente».
Il presidente Castelnuovo, in polemica con la stampa per le anticipazioni sul Piano Industriale, scatena il caos tra le minoranze: «Se volete approfondiamo dopo l’estate, ora devo andare in ferie». Ma l’approvazione unanime alla mozione di Ruggeri (Pd) lo blocca, e il Presidente commenta fuori dallo streaming: «Così l’approvazione del bilancio di Aamps slitterà ancora».
«Per fortuna che ci sono i giornali, ci avete consegnato i documenti solo dopo che sono stati pubblicati» provoca Valiani (Lbc), ma le rimostranze sulla «trasparenza paludosa» di Aamps arrivano a valanga da tutti i banchi delle opposizioni. Caruso (Pd) che lamenta l’incompletezza della relazione data ai consiglieri («mancano 300 pagine di allegati» ammetterà più tardi lo stesso Castelnuovo), Raspanti (Futuro!) che minaccia ricorso alla Prefettura, e Ruggeri che parla di «approccio “odontoiatrico”». Prova a mediare Amato (Fi) in qualità di presidente, ma Cannito (Cd) per tagliare la testa al toro vorrebbe spostare la commissione in Aamps, mentre per Grillotti e Mazzacca (Ll) serve un rinvio per studiare le carte. L’idea raccoglie anche il consenso di Castelnuovo, che vorrebbe però rimandare la discussione: «Il Tribunale ha stabilito che il Piano Industriale è in regola, ne discuteremo casomai a settembre perché ora sono stanco e devo andare in ferie», ripete. A mettergli i bastoni fra le ruote però ci pensa l’approvazione unanime dei presenti alla mozione promossa da Ruggeri, che darà tempo ai consiglieri di analizzare i documenti per poi richiamare il Presidente.
La commissione era convocata per le 8.30, i vertici di Aamps si sono presentati circa un’ora e mezza dopo, e solo dopo altri cinquanta minuti s’inizia a parlare di contenuti: porta-a-porta, tariffa puntuale, stop al pre-selezionatore di rifiuti nell’inceneritore. Paola Petrone, del cda, elenca numeri e punti salienti, ma non convince Valiani: «È un Piano Iacomelli in stile Cosimi, avete tradito le linee di mandato». Petrone si difende posticipando al biennio 2019/2020 la riduzione delle tariffe e i migliori intenti di Aamps, che nel frattempo bruciando rifiuti provenienti da fuori città rimarrà necessariamente in una logica di area vasta.
«Quindi serve il conferimento in RetiAmbiente?» domanda Raspanti. Gli risponde Lemmetti: «E’ necessario un nuovo accordo ma mai nessun conferimento. Aamps resterà autonoma, alle strategie di ricavo penseremo più avanti».
Nessuna prospettiva per il “dopo” dunque («Lo scopriremo solo vivendo», scherza Ruggeri), e non preoccupa il cda neanche la mancata approvazione del bilancio 2015.
I conti però non tornano né a Grillotti, che rivendica i pregi del piano dell’ex-presidente Iacomelli, né a Ruggeri: «Mancano troppi passaggi, non potete raccontarci la storia a puntate». Lemmetti replica così: «Piano Industriale, concordato e spegnimento dell’inceneritore hanno tempi diversi; intanto garantiamo continuità, autosufficienza e pagamenti ai creditori. Il tutto entro il 2021 secondo gli obiettivi prefissati e a costo zero per il Comune (il Piano Iacomelli era troppo costoso), escluso il ribaltamento dei crediti Tia previsti per legge». Ma a Valiani e Cannito salta la mosca al naso: «Con il concordato per Frey non si entra in RetiAmbiente, è quindi un escamotage o una scelta politica?».
Castelnuovo conclude: «Abbiamo impostato il risanamento dell'Azienda, non escludo che ad Aamps serva un direttore generale per attuare un piano così complesso». Il presidente infine, rivolgendosi ad Amato lontano dai microfoni, commenta così: «Ho appena rimandato un cda, se si dovrà discutere ancora l’approvazione del bilancio slitterà di nuovo».
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