Il Tirreno

Livorno

Cosimi e Nogarin ecco gli errori fatti su Aamps

di Giulio Corsi
Cosimi e Nogarin ecco gli errori fatti su Aamps

La dura relazione del presidente Raspanti: «Sotto i 5S vertici inidonei e poco buonsenso»

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LIVORNO. "Dagli atti si ricava la forte impressione che la preoccupazione del Comune durante l'amministrazione di Alessandro Cosimi sia stata quasi esclusivamente quella di tenere in piedi la società in vista del suo conferimento in RetiAmbiente SpA". E' la valutazione sulla gestione di Aamps da parte della giunta Cosimi, espressa dalla relazione finale della commissione speciale di indagine sull'azienda dei rifiuti redatta dal presidente Andrea Raspanti.

Ma se il giudizio sull'inerzia dell'amministrazione Cosimi non è tenero ("Nessuno dei problemi finanziari né industriali, sebbene emersi e sottoposti all'attenzione della politica nel corso del duplice mandato a sindaco di Cosimi, sono stati oggetto di interventi degni di nota", scrive Raspanti), assai più duro è quello sulla gestione dell'azienda di via dell'Artigianato durante il primo anno da sindaco di Filippo Nogarin. Si legge ancora nella relazione: "Una rassegna, atti alla mano, del comportamento dell'amministrazione Nogarin nel periodo 8 giugno 2014-1 aprile 2015 non può che lasciare confusi e disorientati sulle reali intenzioni del nuovo sindaco, che era chiamato, per sua stessa rivendicazione, a elaborare un cambio di strategia di cui pare tuttavia che egli stesso non avesse chiara portata, implicazioni e quindi esigenze in fatto di risorse e investimenti".

114 pagine e un anno di lavoro. Le 114 pagine di relazione sono state inviate due giorni fa ai membri della commissione d'indagine e rappresentano il frutto di un anno di lavoro e di venti commissioni (molte a porte chiuse) in cui sono state analizzate decine e decine di documenti e ascoltate 25 persone, dall'ex sindaco Cosimi all'assessore Lemmetti, dall'ex amministratore Chioini al suo successore Di Gennaro, fino a Falleni, Cosci, Marzovilla e Iacomelli.

La relazione ripercorre le vicende di Aamps dagli inizi del 2012 (con la nomina di Angelo Rosi ad amministratore unico) all'aprile 2015 (coincidente con l'insediamento del presidente Aldo Iacomelli). L'obiettivo - per Raspanti - è offrire alla città una ricostruzione dei fatti funzionale alle future deliberazioni sul futuro di Aamps. "Si ritiene infatti - dice Raspanti - che i problemi emersi siano in realtà in buona misura riconducibili all'entrata in crisi di un modello di gestione più generale".

Due problemi: Tia e impianti. C'è un filo rosso che unisce i due periodi presi in esame ed è la denuncia da parte dei vertici di Aamps e dei collegi sindacali delle difficoltà finanziarie dell'azienda, derivanti in particolare da due elementi: 1) la stranota difettosa gestione della Tia col conseguente crescente indebitamento "in assenza di una convincente politica di contenimento dei costi"; 2) "i problemi industriali legati a una dotazione impiantistica datata e destinata in prospettiva a un ruolo residuale", vale a dire soprattutto il ruolo dell'inceneritore, elemento questo a cui la relazione di Raspanti dà molta attenzione e su cui Il Tirreno dedicherà un capitolo a parte, e il cui sviluppo - lo anticipiamo ora - secondo la relazione è stato interrotto dall'amministrazione Cosimi: "Il progetto della Terza Linea è stato abortito ben prima dell'insediamento di Nogarin", scrive tranchant il presidente della commissione d'indagine.

Cosimi e Nogarin non hanno mai messo mano al portafogli. Alle difficoltà finanziarie e alla concomitante richiesta di interventi di sempre maggiore entità a sostegno del capitale da parte del Comune, la risposta di entrambe le amministrazioni è stata simile: "I vari collegi sindacali così come gli uffici comunali hanno insistentemente sollecitato da parte della proprietà iniezioni di liquidità delle casse societarie - continua Raspanti - senza che gli avvertimenti e i richiami disseminati nei verbali di assemblea, in quelli dell'Organo di Controllo, nei rapporti del Dipartimento II e nelle comunicazioni di tutti questi soggetti col Socio siano mai stati davvero integrati nel ragionamento di parte politica e quindi tradotti in interventi reali".

“Considerate le esigenze di salvaguardia dei conti dell'Ente - riflette Raspanti -, intervenire con un'iniezione di capitale a sostegno di Aamps avrebbe ridotto il margine operativo del Comune sul fronte della spesa corrente, che finanzia i servizi. Né la precedente amministrazione né l'attuale hanno voluto assumersene la responsabilità. Né hanno saputo provvedere la società degli input e delle professionalità necessarie al suo rilancio industriale”.

Tuttavia il giudizio politico sulla gestione dell'azienda è assai più duro verso l'anno a marchio Cinque Stelle.

Comune deresponsabilizzato sotto Cosimi. Come dicevamo, la politica seguita dal socio in era Cosimi secondo Raspanti è stata incentrata solo a far sopravvivere la società in attesa dell’entrata in RetiAmbiente: "i documenti riferibili a quel periodo sono disseminati di riferimenti a un conferimento che era sempre dato sul punto di concretizzarsi. L'effetto dell'intervento della prospettiva del conferimento pare esser stato quello di deresponsabilizzare il Socio rispetto alla presa in carico dei problemi della società".

La stessa moratoria Rosi "ha avuto effetti positivi immediati ma avrebbe dovuto essere consolidata da una ricapitalizzazione più volte richiesta dalla società e da un piano finanziario di lungo periodo, senza i quali si è resa sul medio periodo di difficile sostenibilità per le casse aziendali”. Ma è soprattutto sulla trasformazione di Aamps che Cosimi non ha inciso: "Non si ravvisano tracce dell'intenzione di mettere in discussione il modello di gestione di un'azienda che sopravvive non di rado grazie a espedienti assolvendo funzioni spesso estranee al suo core businness anziché generare ricchezza”.

Nogarin ha agito contro il buon senso. Assai più pesante però è il giudizio sulla gestione Nogarin. Raspanti snocciola una serie di fatti che imputa all’attuale sindaco: 1) la decisione di non rispondere alla richiesta di incontro che il collegio-Verugi aveva formalizzato in un'informativa allarmante sullo stato di salute e sulla conduzione dell'azienda; 2) il ritardo, nonostante le ripetute sollecitazioni del nuovo collegio-Carpano, nell'individuare e nominare il nuovo organo amministrativo; 3) la decisione di un fare un amministratore unico contro il parere e le sollecitazioni del collegio; 4) la scelta di affidare l'incarico a Marco Di Gennaro, definito un “attivista di buona volontà ma senza alcuna esperienza manageriale”; 5) la decisione di confermare alla direzione generale Lorenzo Fommei, cioe un professionista individuato dal sindaco Cosimi per portare avanti una politica rispetto alla quale Nogarin si dichiarava radicalmente alternativo; 6) rassicurazioni “apodittiche” sull'imminente risoluzione dei problemi finanziari della società e l’ammissione pubblica dei problemi finanziari solo nell'aprile 2015, nei giorni del cosiddetto “bilancio verità” di Iacomelli; 7) ritardo nel pagamento della quarta rata trimestrale del contratto di servizio e, per la prima volta, l'attivazione del factoring con Ifitalia, che avranno l'effetto di aggravare l'esposizione debitoria commerciale di Aamps.

L’amministrazione Nogarin - secondo il presidente della commissione - ha agito “con molta lentezza e in modo spesso contrario al buon senso e alle raccomandazioni delle funzioni di controllo”: la reazione alla situazione di Aamps “è avvenuta con un ritardo di almeno sei mesi anche a causa dell'inidonetà delle persone a cui era stati affidati incarichi strategici. Non è possibile dire se Nogarin avesse davvero la volontà di risolvere i problemi della società o non volesse farsi carico delle scelte sbagliate delle gestioni precedenti. Nel secondo caso dovrebbe rispondere di una condotta non trasparente. Nel primo caso avrebbe commesso l'errore di sottovalutare la gravità della situazione o di sopravvalutare i mezzi propri e quelli dei pochi collaboratori a cui, come Di Gennaro e soprattutto Marzovilla ha affidato le sorti di un'azienda sull'orlo del crash”.

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