Il Tirreno

Livorno

«Aamps in RetiAmbiente ma in un secondo tempo»

di Mauro Donateo
«Aamps in RetiAmbiente ma in un secondo tempo»

Le dichiarazioni di Marco Frey, amministratore delegato della maxi-società «Senza Livorno è una operazione monca». Niente scontri fra M5s e opposizioni

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LIVORNO. Difficile che Livorno non conferisca all'interno di RetiAmbiente, la società mista che gestirà dal prossimo anno la raccolta dei rifiuti nelle province di Livorno, Pisa, Lucca e Massa Carrara. A conclusione della seconda commissione, dove è stato ascoltato l'amministratore delegato di RetiAmbiente, Marco Frey, (nella foto) l'impressione è stata quella. Lo ha sottolineato Andrea Raspanti (gruppo misto) a lavori conclusi: «Quel che sappiamo ad oggi, purtroppo, è che buona parte degli introiti di Aamps, oltre che da Tari e riciclo, derivano dall'inceneritore, e un eventuale rifiuto a RetiAmbiente comporterebbe una riduzione del suo lavoro, non ricevendo più i rifiuti dagli altri comuni. E alla fine si arriverebbe al collasso definitivo di Aamps».

NON ORA, PERÒ... Anche lo stesso Frey ha fatto intuire che però per Livorno il conferimento potrebbe arrivare più avanti nel tempo rispetto agli altri. Quando? «Al termine del percorso di ripianamento dei debiti di Aamps, – ha detto – prima sarebbe impossibile: la perizia, necessaria per entrare a far parte della società, avrebbe sicuramente esito negativo. E comunque Livorno è un tassello importante: senza di voi l'operazione sarebbe monca». Come sottolineato dalle opposizioni, il passaggio avverrà quando ad amministrare la città potrebbe essere qualcun altro, mantenendo fede così alla contrarietà dell'ingresso nell'unico gestore pubblico-privato, sbandierato da sempre dai 5 Stelle. Rispondendo a una domanda di Valiani (Lbc) «se ci fosse mai stato rifiuto ufficiale da parte del Comune», Frey ha dichiarato che «la vostra amministrazione non ha mai espresso formalmente alcun diniego di entrare in RetiAmbiente». Poi, l'amministratore ha aggiunto: «Ho visto Nogarin,. la situazione è più fluida».

PUBBLICO-PRIVATO. Dall'atteggiamento della maggioranza, si è capito che non c’era volontà di fare una guerra aperta. Sotto accusa sono finite principalmente due questioni. La Fauci (M5s) ha evidenziato «l'utilità del socio privato» («quando una società non funziona si cambiano i dirigenti», senza intaccare l'assetto). Stesso parere anche per Ceselli (M5s), perplessità sul socio privato hanno espresso pure Cannito (Città Diversa) e Bruciati (Buongiorno). «Anch'io non sono un amante del privato - ha ribattuto Frey - ma abbiamo vari esempi di come questo modello funzioni, mentre le municipalizzate sono inefficienti. La parte pubblica manterrà la maggioranza ma occorre dimostrare unità e compattezza nella gara con il privato».

«TUTELATI I LAVORATORI». Quanto al personale, l'ad ha specificato che «esistono con Ato, che gestisce la gara, accordi con i sindacati per salvaguardare i dipendenti». A chiedersi se le difficoltà verso RetiAmbiente siano dovute «al campanilismo», è stato Ruggeri (Pd), che poi ha fatto "mea culpa" da ex consigliere regionale: «Come Regione abbiamo sbagliato nella scorsa legislatura a non commissariare gli Ato, avremmo evitato tanti problemi di oggi». Infine, Frey ha spiegato quali saranno gli orientamenti di RA: «Stop alle discariche, riduzione dei termovalorizzatori nel lungo periodo e trasformare il rifiuto in risorsa tramite innovazioni tecnologiche».

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