Il Tirreno

Livorno

Pediatri a dicembre davanti al giudice

Fissata la data della richiesta di rinvio a giudizio per 23 tra medici, informatori scientifici e operatori

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LIVORNO. Fissata la data dell’udienza preliminare per valutare la richiesta di rinvio a giudizio per 23 tra pediatri, informatori scientifici e operatori turistici coinvolti nell'inchiesta "Medici low cost" condotta dai carabinieri del Nas di Livorno.

L’accusa è di aver segnalato alle neo mamme certe marche di latte artificiale in cambio di viaggi pagati dalle aziende produttrici. Gli imputati compariranno, o saranno rappresentanti dai rispettivi legali, davanti al gup del Tribunale di Pisa Giuseppe Laghezza il 13 dicembre a partire dalle 9. È in quella sede che, a seconda delle strategie processuali, potrà chiedere un rito alternativo (patteggiamento o abbreviato) per definire la propria posizione o chiedere anche il proscioglimento. Spetterà poi al gup - non è detto che basti un’udienza - decidere se rinviare a giudizio o prosciogliere la pattuglia di imputati che il sostituto procuratore, Giovanni Porpora vuole mandare a processo.

Gli arresti. L’inchiesta fece clamore con i suoi effetti, anche di rilievo mediatico, quando il 21 novembre 2014 furono eseruiti diciotto arresti ai domiciliari - dodici pediatri, cinque informatori e un dirigente d'azienda - con l'accusa di corruzione e comparaggio. Nel corso delle indagini successive a quelle dei carabinieri del Nas, il comparaggio (accettare denaro o altre utilità in cambio della prescrizione di farmaci) è caduto perché il latte artificiale non è una medicina.

Il cardine dell’inchiesta. Fulcro dell'inchiesta resta l'ipotesi corruttiva secondo la quale i pediatri convenzionati con l'Asl (incaricati di pubblico servizio) spingessero le neo mamme all'acquisto di certi prodotti di latte in polvere ottenendo benefici dalle aziende. Utilità dal valore direttamente proporzionale al volume d'affari generato grazie alle segnalazioni interessate. Per l'accusa non c'era un passaggio di denaro diretto. Niente bustarelle, insomma. Erano le vacanze pagate il mezzo cui facevano ricorso le aziende per accattivarsi la benevolenza dei medici. Secondo la Procura per anni alcune aziende produttrici di latte in polvere avrebbero pagato viaggi o spese per convegni ai pediatri che, per ricambiare i favori, si dimostravano più sensibili nell'indicare alle neo mamme i prodotti commercializzati da chi finanziava le loro vacanze o l'acquisto di tv e computer. Nel sistema era centrale il ruolo di due agenzie di viaggi pisane che fatturavano, stando all'accusa, false spese per la partecipazione dei medici a congressi e corsi di aggiornamento anche internazionali.

La difesa. I difensori dei promotori sostengono che non va frainteso il marketing commerciale con la corruzione. E i legali dei medici ribattono che nessuna costrizione è stata provata nei confronti delle mamme - tante si sono costituite in comitati spontanei a sostegno dei loro pediatri - per la scelta del latte in polvere.

Pietro Barghigiani

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