Il Tirreno

Livorno

Bagnanti ai Tre Ponti: noi come spazzini, con sacchi e rastrelli per tenere pulito

di Francesca Suggi
Bagnanti ai Tre Ponti (lato sud) che si puliscono la spiaggia
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Bagnanti ai Tre Ponti (lato sud) che si puliscono la spiaggia

Livorno, qualche giorno fa il Comune ha tolto le alghe nella parte nord della spiaggia, ma la pulizia non placa le polemiche: l'estate è cominciata quasi 2 mesi fa, ecco cosa siamo costretti a fare per stare al mare

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LIVORNO. C’è chi tiene il “rastrello d’ordinanza” direttamente in auto, pronto all’uso. Altri, soprattutto le donne, utilizzano quelli di plastica per bambini, per farsi comunque spazio tra le alghe e stendere l’asciugamano. E in tanti si portano addirittura i sacconi dell’immondizia da casa per pulire e portare via lo sporco. Sono diventati una sorta di famiglia gli affezionati della spiaggia libera dei Tre Ponti, lato sud.

«Aspettiamo con ansia questa pulizia, c’è da dire che ormai metà estate è andata: mai come quest’anno siamo stati dimenticati, completamente ignorati», dice la sua Piero Rugiati, un assiduo della spiaggia. E’ uno dei bagnanti-spazzini che tutte le mattina libera dalla sporcizia e dalle alghe non solo “la sua zona”, ma anche quella di molti amici del mare. «Togliamo le alghe ma non il cattivo odore e tutte le mosche che ci sono, attirate da questo degrado». E lancia una freccia polemica contro l’amministrazione: «Sono impegnati a fare le rotatorie al porto, noi non contiamo niente».

Chi prima arriva, prima pulisce ai Tre Ponti. «Cosa non si fa per un po’ di mare dignitoso, vorrei spiegare al Comune che questa è l’unica spiaggia cittadina e che tanti per due ore di sole non vanno a Tirrenia, ma scelgono i Tre Ponti. Perché tenerla in queste condizioni? C’è una sporcizia incredibile che non si è mai vista», continua Brunella Bernini. Simpaticamente lei dice «di essere praticamente nata qui», per testimoniare l’affetto che ha per questa parte di lungomare. «Molto spesso i bambini salgono per gioco su queste montagne di alghe, cosa pericolosissima perché non si sa cosa ci sia sotto e si possono far male», aggiunge.

In spiaggia c’è addirittura chi viene da fuori, da Castelfranco. «In queste condizioni siamo trattati proprio da animali - dice la sua Debora Dalli, al mare con i figli - Non tutti sono vip e hanno i soldi per andare sugli stabilimenti balneare, questo non vuol dire che chi sceglie la spiaggia libera e siamo in tanti, debba stare nel sudicio».

Dalli parla. Le persone intorno annuiscono. Le danno ragione. Basta fare un giro per capire che non si esagera e la situazione è veramente ai limiti della decenza. Le alghe in alcuni tratti ricoprono interamente la spiaggia. Davanti al mare sono così compatte da formare una sorta di barriera. Nel mezzo si trova di tutto: bottiglie, mozziconi, rifiuti.

Come si dice, sporcizia richiama degrado. «Io vengo qui da sempre, ormai ho le mie amicizie e cambiare mi scoccia ma non è giusto essere dimenticati in questo modo: almeno lo scorso anno il Comune aveva fatto una prima pulizia a metà maggio», rincara Manuela Serra, altra frequentatrice quotidiana.

L’infermiera Jalleh Sahalnia è stesa proprio nel mezzo alla posidonia. «Vengo qui spesso, ma non ho mai visto una condizione di abbandono generale come quest’anno». E aggiunge: «Oltre alle alghe ci sono carcasse di barche, pezzi di imbarcazioni e altri resti qui da anni che si accumulano e nessuno li rimuove. Anche questo è un pericolo per chi viene in spiaggia, soprattutto per i bambini che corrono da una parte all’altra».

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©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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