Gioco
Battle for Leghorn medaglie ai partigiani nel 72° anniversario
Una corona è stata deposto sotto il bassorilievo di via Rossi Sorgente: «Quante lezioni da Garibaldo e Osmana Benifei»
LIVORNO. La Liberazione di Livorno, avvenuta 72 anni fa, il 19 luglio 1944, rappresenta una data storica per la nostra città vedendo l’entrata, preceduta dalle formazioni partigiane, dei soldati della Quinta Armata americana dopo un’aspra lotta contro le forze tedesche iniziata una decina di giorni prima. Quella che i giornali angloamericani dell’epoca chiamarono “the battle for Leghorn” e che si concluse con l’ingresso in una città annichilita, devastata da ripetute incursioni aeree alleate e svuotata della popolazione, in parte sfollata nelle campagne per sfuggire alle bombe e poi obbligata dai tedeschi a lasciare l’abitato creando la cosiddetta “Zona nera”.
Nell’estate del ’44, uno dei maggiori obiettivi alleati era la conquista del porto di Livorno (oltre a quello di Ancona) che, sebbene distrutto prima dalle bombe alleate e poi dai tedeschi, rappresentava un elemento fondamentale per alimentare l’avanzata verso Nord in vista di spezzare le difese germaniche, attestate sulla Linea Gotica, e quindi dilagare nella Pianura Padana ponendo fine all’occupazione nazifascista dell’Italia. In quel frangente i partigiani, definiti “patriots” dalla stampa anglosassone del tempo, ricoprirono un ruolo rilevante nel compiere sabotaggi e infiltrazioni dietro le linee tedesche. Un ruolo che è stato ricordato ieri attraverso una visita al sacrario del Castellaccio, la deposizione di una corona sotto il bassorilievo al partigiano di via Ernesto Rossi (a cura di Anpi, Anppia, Anei e Aned) e la consegna a Palazzo Civico delle “medaglie della Liberazione” ai partigiani livornesi (alcuni scomparsi nel frattempo).
Alla cerimonia in Comune sono intervenuti la vicesindaca Stella Sorgenge, la prefetta Tiziana Giovanna Costantino e il presidente provinciale della Anpi, Gino Niccolai. «Questo 72esimo anniversario della Liberazione di Livorno - afferma Stella Sorgente - lo celebriamo senza Garibaldo Benifei e senza Osmana Benetti: se oggi fossero qui, ci racconterebbero il clima di quei giorni e ci direbbero di fare tesoro della loro esperienza e di quanto si siano impegnati nelle loro vite per lasciarci un’Italia democratica e libera. Ci direbbero di non dimenticare, perchè dimenticare significherebbe rischiare di fare gli stessi errori e gli stessi orrori».
A essere insigniti della medaglia sono stati Mauro Archibusacci, Giustiniano Bertoni, Raniero Chelli, Giuliano Ciaponi, Silvano Ebraico, Pierluigi Falca (scomparso dieci giorni fa a Cuba), Giuseppe Fusario, Ivo Gambicorti, Fabio Matteoli, Roberto Perez, Luigi Raugi, Mario Ristori, Vladimiro Rubinich, Silvana Simonetti e Alberto Vannini.
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