Il Tirreno

Livorno

In arrivo due nuovi medici ortopedici

In arrivo due nuovi medici ortopedici

Augusti: così velocizzeremo le liste di attesa oggi troppo lunghe, ma mancano ancora gessisti

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Due nuovi medici ortopedici in arrivo al reparto guidato dal primario Antonio Augusti. Salirebbero a 14, quindi, i professionisti al lavoro per l’Ortopedia livornese.

«Arrivano dopo aver superato un concorso indetto dall’azienda, in questo modo riusciremo a garantire una continuità nel lavoro in modo da velocizzare le lunghe liste di attesa che esistono in questo momento», fa il quadro del suo reparto Antonio Augusti. «Per le protesi oggi c’è una lista di attesa di un anno e mezzo, non va assolutamente bene - premette e spiega - Purtroppo con l’aumento della traumatologia siamo costretti a rimandare gli interventi sulle protesi. Non possiamo fare diversamente».

Il primario guarda al prossimo futuro. «Sicuramente bisogna arrivare a dividere a livello operativo i due settori, ovvero quello della traumatologia e quello della chirurgia protesica, revisioni, artroscopia, chirurgia del piede». E aggiunge: «Voglio ricordare che in ospedale garantiamo sempre un ortopedico h 24, ma ovviamente l’obiettivo è quello di riuscire a lavorare in modo continuativo 12 ore in sala operatoria».

Insieme a lui, in reparto lavorano altri 12 medici ortopedici, tutti usciti come lui dalla Clinica universitaria pisana. «Facciamo circa 2mila interventi all’anno e intorno a 350 fratture del femore», na nei dettagli.

«Da due anni facciamo, con ottimi risultati, la cosiddetta chirurgia percutanea : praticamente operiamo facendo un buchino all’arto, senza bisogno di tagliare».

Una lacuna, come la considera lui, è quella dei gessisti: ad oggi in forza al reparto ce ne sono cinque. «Sono pochi, infatti nei pomeriggi dei giorni festivi questa figura manca. Per poter coprire questa lacuna ne servirebbero otto, ci stiamo lavorando».

Antonio Augusti non manca di fare una riflessione sulla struttura dell’ospedale di viale Alfieri, costruita a partire dal 1929 per volontà del presidente dell'amministrazione ospedaliera Giuseppe Costa e inaugurato nel novembre del 1931.

«Sicuramente si tratta di una bella struttura - commenta - Ma da tecnico posso dire, senza ombra di dubbio, che da un punto di vista funzionale non va più bene. Non può esistere che per andare da un reparto ad un altro si impieghino anche 20 minuti: oggi un ospedale deve essere concepito come un monoblocco, con un ascensore nel mezzo che porti immediatamente i pazienti alla sala operatoria».

E chiude: «Non entro nel merito su dove e come costruire un nuovo ospedale, ma dico che quello di Livorno non va più bene». (f.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web