Il Tirreno

Livorno

Al posto di un'aiuola spunta un gabbione per i rifiuti: scoppia la lite tra due condomini

di Juna Goti
Al posto di un'aiuola spunta un gabbione per i rifiuti: scoppia la lite tra due condomini

Livorno, è guerra del porta a porta in via Minghi: il maxi contenitore serve per metterci dentro i bidoni della differenziata che invadono, però, le aree private

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Prima davanti al cancello di casa di oltre trenta condomini c’era un pratino verde con gli oleandri. Poi è arrivato il porta a porta, con i bidoni di umido, carta e vetro che tutti bramano ma che non tutti vogliono quando sono da piazzare dentro i cortili, tra bici e scooter. Così i condomini del palazzone accanto hanno rivendicato la proprietà di quel fazzoletto verde, steso l’asfalto e tirato su un gabbione (20-30 metri quadri) per metterci dentro la loro spazzatura, accanto ai campanelli dei vicini. Risultato: «Il puzzo degli altri davanti a casa nostra non lo vogliamo...». Ed è scoppiata una guerra a suon di differenziata che finirà di fronte al giudice. Una guerra a tratti tragicomica, che però racconta quello che sta accadendo da qualche settimana a Colline.

Siamo in via Minghi, la strada che va dall’Aurelia a via degli Etruschi. Qui è scoppiata la protesta dei residenti dei civici 12, 14 e 16. Sono tutti radunati sotto le finestre: «Lunedì - racconta Claudia Pannocchia - sono partiti i lavori per trasformare l’area verde appiccicata al nostro ingresso in una gabbia per i bidoni del palazzo accanto: hanno potato gli oleandri, colato il cemento. Dicono che possono farlo perché è di loro proprietà, ma ci rendiamo conto delle conseguenze? L’Aamps viene a ritirare l’organico due volte a settimana, l’indifferenziato una, vuol dire che i rifiuti che puzzano resteranno lì per giorni...». E ancora: «Facciano come noi e a turno, nelle fasce stabilite, portino i bidoni sul marciapiede, visto che gli operatori dell’Aamps non entrano nella proprietà privata per oltre 10 metri».

L’amministratrice di condominio, Mirella Campidonico, promette battaglia: «Abbiamo già allertato il legale, tenteremo una procedura d’urgenza per bloccare i lavori. Vogliamo verificare se sono state rispettate le distanze e denunciare il fatto che l’area privata, che fino a oggi era un’area a verde (tra l’altro manutenuta dal Comune) sarà destinata allo stoccaggio di rifiuti. Siamo pronti a fare una citazione per chiedere i danni al condominio a fianco, come minimo per il deprezzamento degli immobili».

Dall’altra parte i vicini “di bidone” sono di tutt’altro avviso. Il perché lo spiega l’amministratore Fabio Ducci (civici a partire dal 4): «Quell’area è nostra, abbiamo speso 5.000 euro per attrezzarla. Non possiamo più tenere i bidoni dove sono oggi: c’è una servitù di passo di un privato e comunque gli addetti dell’Aamps non vengono a ritirarli perché dovrebbero salire e scendere uno scalino. Abbiamo fatto anche un esposto». E ancora: «Faremo fare dei cicli di pulizia alla Tecnospurghi per evitare disagi, ma quell’area è nostra...». «Il problema - la butta lì - è semmai che la partenza del porta a porta è stata gestita male dall’Aamps». A questo punto nella storia entra anche un terzo palazzo, quello di fronte: «Perché loro - c’è chi punta il dito - occupano il marciapiede pubblico con i bidoni, allora meglio noi...». Beghe di condominio. O forse no.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web