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«Ricatto a luci rosse col video hard», imputato ex vigile urbano
Livorno, l’accusa nei confronti dell’uomo è quella di danneggiamenti all’auto della ex e tentata estorsione: l’avrebbe minaccia di pubblicare un loro filmato
LIVORNO. Nel tentativo di riallacciare il rapporto con la ex che aveva conosciuto in un locale notturno, avrebbe architettato un ricatto a luci rosse nei confronti della donna usando come arma un filmato hard che - secondo l’accusa - l’imputato avrebbe girato all’insaputa della donna durante un rapporto sessuale tra i due. Dopodiché, a distanza di nove mesi, le avrebbe anche danneggiato l’auto parcheggiata sotto casa.
Sono due i reati: tentata estorsione e danneggiamenti aggravati, di cui deve rispondere Fulvio Poggi, 64 anni, ex agente della polizia municipale. Venerdì 15 luglio davanti al giudice Angelo Perrone è andata in scena l’udienza chiave del processo. Sono stati ascoltati sia la parte offesa che l’ispettore della polizia che ha effettuato le indagini all’indomani della denuncia della donna, effettuata in questura nel 2013.
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La donna durante la sua testimonianza ha confermato a grandi linee la sua versione, raccontando del rapporto con il sessantaquattrenne e sottolineando come non fosse a conoscenza che il rapporto sessuale tra i due fosse stato ripreso dall’allora compagno con una telecamera. Una ricostruzione che viene contestata dall’avvocato dell’imputato, Massimo Gambacciani. «Nel filmato la telecamera è talmente vicina che non è possibile che tra i due non ci fosse un accordo per riprendere la scena».
Per quello che riguarda la tentata estorsione, la donna ha spiegato come l’imputato, siamo nel febbraio del 2013, l’abbia minacciata di pubblicare on line il video hard nel caso in cui lei non avesse riallacciato la relazione. Una versione che l’ex agente ha cercato di smontare nella sua testimonianza: «Non l’ho mai ricattata, volevo solo che mi restituisse i soldi che le avevo prestato». Sostenendo anche di essere in possesso di messaggi ancora salvati sul proprio telefonino in grado di dimostrare come realmente si siano svolti i fatti. Ecco perché il giudice, al termine dell’udienza, rinviando la discussione a gennaio, ha dato l’ok all’acquisizione degli sms.
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