Il Tirreno

Livorno

Pd: «Sul Corallo diktat di Nogarin, volontari costretti al forfait»

di Enrico Paradisi
I due segretari del Pd, Federico Bellandi e Lorenzo Bacci
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I due segretari del Pd, Federico Bellandi e Lorenzo Bacci

Alla Festa dell'Unità l’appuntamento clou è con la ministra Boschi

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LIVORNO. Il simbolo della Festa dell’Unità «finalmente tornata a casa dopo due anni di esilio», come ha detto ieri Lorenzo Bacci (cioè alla Rotonda di Ardenza dal 18 al 31 luglio) è un grande “Sì”. Ma rischia di passare ai posteri più che altro per il grande “No” del sindaco Filippo Nogarin all’iniziativa pensata dal Pd per il 27 sulle Terme del Corallo e che proprio a causa del diniego “allargato” del sindaco alla fine è saltato.

È stato lo stesso segretario a denunciarlo nel corso della presentazione del programma della prossima festa, ieri mattina nella sede di via Donnini, poco dopo aver acceso le polveri richiamando i doveri della politica di governo, sul piano locale, e cioè alla necessità di tornare a discutere di fatti concreti e «non per spot elettorali come si sta facendo da due anni a questa parte», lamentando poi la mancanza di dialogo istituzionale sia con la Regione che sul territorio. «Noi continuiamo a far finta che si possa avere un dialogo costruttivo - ha proseguito Bacci - e abbiamo invitato l’amministrazione alla festa cercando argomenti “non scomodi”: avevamo pensato di invitare il sindaco all’iniziativa sul tema delle Terme del Corallo, purtroppo però non sarà possibile perché c’è stato un diniego totale, così come via via anche gli altri soggetti coinvolti, tra cui un’associazione molto vicina ai Cinquestelle, hanno dovuto a loro volta rinunciare per evitare di incrinare i rapporti con l’amministrazione. Anche Forza Italia aveva aderito».

Giusto il 12 luglio lo stesso Nogarin sul suo profilo Facebook aveva postato un appello per segnalare il recupero delle Terme al Fai, chiedendo il più ampio contributo: «Da soli non possiamo farcela. Serve l’aiuto di tutti», aveva scritto il sindaco. Di tutti, quindi, tranne pare quello del Pd che, come ha ricordato Bacci, comunque a Livorno rimane il partito di maggioranza relativa. La delusione e il rammarico del segretario della federazione che si chiede dunque «quali possano essere i margini di dialogo in questioni come il lavoro e la sanità», è la modalità con cui si è arrivati a questa rinuncia: «Se viene detto a chi per 16 anni lotta per quell’obiettivo, se andate perdete ogni speranza, mi metto nei loro panni e capisco sia impensabile poterlo fare mettendosi in contrapposizione con chi amministra questa città».

Un’altra insolita curiosità è data dal fatto che la festa si apre ufficialmente il 18, con Dario Parrini, segretario del Pd regionale, e a seguire con il suggello (serale) del presidente Enrico Rossi, ma in sordina. Già da oggi, infatti, per la concomitanza alla Rotonda con fiera del gusto, partirà senza bandiere né politica l’attività della libreria e gli spettacoli con la banda della città di Livorno, come ha ricordato il responsabile organizzativo Paolo Mori Ubaldini, mentre Alfio Baldi - motore operativo dell’evento - si è augurato che per la prossima festa ci sia una maggiore attenzione alle date, e una minor rigidità: «Se il Pd fosse quello che abbiamo visto coalizzato nell’organizzazione della festa, sarebbe un bel Pd. Mi auguro che questa sensazione prosegua anche in futuro» .

Ritornando al programma, illustrato anche da Federico Bellandi e Federico Mirabelli, il grande “Sì” è rivolto ovviamente alla scadenza più importante per il Pd e cioè a quella sul voto al referendum sulla riforma costituzionale, che ha l’obiettivo di «riavvicinare la politica ai cittadini con l’abbattimento dei costi delle strutture fini a se stesse e dare governabilità al Paese», «perché noi siamo riformisti e tendiamo a migliorare» ha ribadito Bacci, ma si parlerà anche «della nostra idea di città». Dopo l’apertura con Parrini e Rossi, interverranno interlocutori importanti, come i consiglieri regionali , con i quali si affronteranno il tema della casa, della cultura e della riforma dei porti e la scuola.

Poi i due vicesegretari nazionali Guerini e Serracchiani, il punto sui 2 anni di governo con Silvia Velo, mentre domenica 24, appuntamento centrale con la ministra Maria Elena Boschi per parlare delle riforme. Ci sarà anche Monica Cirinnà promotrice della legge sulle unioni civili. Il tema della sanità invece verrà affrontato con l’assessore regionale Stefania Saccardi che sarà a Livorno il 26. Poi il punto sull’accordo di programma con i sindaci del territorio e il consigliere di Rossi, Gianfranco Simoncini. Infine Brexit e dopo Brexit con Nicola Danti, Simona Bonafè e Andrea Romano. Previsto in cartellone un incontro con Roberto Speranza, e un incontro sul Moby Prince con Silvio Lai, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta. Proprio a simboleggiare come la tragedia del Moby rappresenti il filo conduttore, i volontari della festa, che gli organizzatori hanno ringraziato per il grande impegno profuso, indosseranno la maglia rossa “#io sono 141”.

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