Gioco
Il tribunale dà il via al concordato ora la parola passa ai creditori
Il collegio ha accolto la richiesta dell’azienda e aperto la procedura. Nogarin: «Giornata storica» Occhi puntati su novembre per l’adunanza degli oltre 300 creditori. Ecco il piano proposto dal cda
LIVORNO. Il tribunale fallimentare di Livorno ha aperto la procedura di concordato preventivo in continuità per Aamps. In altre parole ha ammesso la procedura richiesta lo scorso 25 febbraio dalla società pubblica che gestisce i rifiuti, dando il via libera al piano che è stato proposto dai vertici aziendali e che ora dovrà passare l’esame dei creditori. Ieri, nel primo pomeriggio, dal Comune hanno rilanciato la notizia (subito ripresa da Luigi Di Maio) evidenziando che «il collegio giudicante, nel decreto di accoglimento della richiesta formulata dall'azienda, ha sottolineato come il piano presentato si articoli "in una serie di interventi e progetti di dettaglio che consentiranno un significativo miglioramento dell'efficienza gestionale" dell'azienda».
Nogarin: «Giornata storica». Il sindaco ha usato toni trionfalistici: «È una giornata storica per Livorno, il tribunale ha certificato la bontà del piano redatto in questi mesi dal cda di Aamps che insieme ai tecnici e ai dirigenti del Comune ha recepito le linee guida impartite dall'amministrazione». «Ci avevano detto - ha scritto Filippo Nogarin - che si trattava di una strada impercorribile. Hanno tentato di metterci mille volte i bastoni tra le ruote. Ma alla fine è stato presentato un piano dall'impianto giuridico solidissimo».
Ora tocca ai creditori. Il tribunale ha convocato per il 16 novembre alle 12 l'adunanza dei creditori di Aamps, che avranno poi una ventina di giorni per esprimere il loro decisivo parere. Solo a quel punto potrà iniziare l'iter che «porterà all'omologa definitiva del concordato fallimentare in continuità che dovrebbe avvenire verso gennaio del prossimo anno».
Ecco perché Nogarin aggiunge che «la partita è tutt'altro che finita». «A questo punto - evidenzia - la parola passa ai creditori che saranno chiamati ad esprimersi sul piano e a decidere se vorranno fare parte di un grande progetto di rilancio della municipalizzata dei rifiuti o meno». «Se penso da dove siamo partiti - è la sua riflessione - e quali erano le condizioni in cui versava l'azienda quando abbiamo messo il naso nei bilanci, stento ancora a credere al grande risultato raggiunto. Si tratta solo di un primo passo, ma di un passo positivo, reso possibile dalla tutti coloro che hanno lavorato in questi mesi mettendoci anima e tanta, tanta professionalità».
Il piano. Ma qual è la proposta che sarà fatta ai creditori? Mentre le parti sociali chiedono a gran voce di vedere il piano industriale che sta alla base dell’operazione, dal Comune fanno sapere che il piano di concordato, che «copre un arco temporale dal 2016 al 2021», «prevede oltre al pagamento integrale dei debiti in prededuzione e in privilegio, il pagamento dall'80% in su del credito chirografo in un massimo di 5 anni».
Il decreto di ammissione della procedura da parte del tribunale è datato 13 luglio ed è stato emesso dal collegio presieduto da Luigi Nannipieri e formato dai giudici Gianmarco Marinai e Franco Pastorelli.
Creditori privilegiati. A quanto risulta sono confermati numeri e date delineati nelle linee guida del piano circolate nelle settimane passate. Nel dettaglio, per i creditori prededuttivi e privilegiati è previsto - almeno questo è quanto proposto - il pagamento integrale dei crediti per un ammontare di circa 13,3 milioni di euro (al netto delle somme maturate dai dipendenti). Per i creditori privilegiati diversi dal Comune e dal Gestore dei servizi energetici, il credito (superiore ai 6 milioni) dovrebbe essere saldato entro un anno dalla data di omologa del concordato. Per il Comune (900.000 euro) si parla di cinque ratedal 2017. Pagamento a rate anche per il Gse, a partire dal 2018 (per 5,6 milioni).
Creditori chirografari. A quanto risulta sono poi previste tre classi di creditori chirografari. La precedenza, in questa categoria, è data ai circa 290 soggetti che vantano crediti inferiori ai 250.000 euro: soprattutto piccole realtà, che rischiano di risentire di più della crisi e che potrebbero avere maggiormente bisogno di liquidità. Si parla di un importo complessivo di circa 4,1 milioni e di un pagamento dell’80% del credito entro due anni (di cui il 65% nel 2017 e il 35% nel 2018).
Per i 14 fornitori con crediti superiori ai 250.000 euro (per un importo complessivo di circa 7,4 milioni) risulta previsto il pagamento del 53% del credito in 24 mesi dalla data di omologa del concordato, con lo stralcio del 18% del credito a pagamento del residuo in un’unica soluzione a scadenza al 31 dicembre del 2021. Capitolo a parte per la terza classe, ovvero i creditori finanziari, le banche (circa 12,8 milioni di euro), che sarà pagata per ultima, anche qui con uno stralcio sul credito e scadenza al 2021.
Reti ambiente. In attesa dei prossimi passaggi, almeno per il momento il tribunale non sembra aver ritenuto che l’eventuale subentro del gestore unico dei rifiuti (Reti ambiente) nell’ambito dell’Ato costa, possa precludere la fattibilità del concordato, che quindi è stato ammesso.
Il cda in commissione. Ora la parola passa all’esercito dei creditori. Mentre è notizia di ieri sera che intanto, il 21 luglio, il presidente del cda di Aamps, Federico Castelnuovo, parteciperà alla seconda commissione consiliare presieduta da Elisa Amato (Fi) e presenterà ufficialmente sia il piano di concordato che il piano industriale.
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