La protesta
Golino (Cgil): serve senso di responsabilità
Notizia positiva per il sindacalista anche se ora diventa necessario assicurare la continuità aziendale
«Ci aspettavamo questa decisione», dice il segretario Fp Cgil Giovanni Golino: «perché sia l’attestatore che il commissario avevano dato parere favorevole al piano». Per Golino rimane una notizia positiva l’ammissione al concordato da parte del collegio giudicante, perché significa che sia magistrati che professionisti hanno valutato come sostenibile il piano e quindi abbiamo una valutazione di soggetti qualificati positiva sul futuro andamento economico finanziario e industriale dell’azienda. A questo giudizio il sindacato chiede che sia associato anche quello dei lavoratori. Il piano di concordato in cui è contenuto anche il piano industriale ora lo potranno richiedere tutte le parti interessate quindi anche i lavoratori.
«Faremo una richiesta di accesso agli atti e a quel punto sarà ineludibile il confronto sul piano industriale - prosegue Golino - Abbiamo già prefissato con il commissario di incontrarci la prossima settimana come sigle sindacali e adesso ovviamente l’ultima parola spetta ai creditori». Quindi, da ieri sono scattati i 120 giorni entro cui i creditori dovranno esprimersi, perché l’ultima parola spetta a loro. Se la maggioranza assoluta delle tre classi di creditori, approverà il piano, a quel punto l’azienda avrà evitato il fallimento, e proseguirà l’attività secondo le linee di concordato. Se non ci sarà questo assenso dei creditori il concordato diventerà liquidatorio il che significherebbe l’avvio verso le procedure fallimentari.
«A questo punto ci auguriamo che tutti dimostrino senso di responsabilità e che si assicuri la continuità aziendale sia per i lavoratori che per i fornitori», aggiunge ancora il segretario della funzione pubblica Cgil. Dalla notizia per Golino è lecito pensare che aver accettato il piano confermi che il servizio almeno fino al 20121 resterà all'azienda Aamps, ma solo vedendo le carte si potrà stabilire se effettivamente è questa la posizione assunta o se ci sia una riserva. «A tal proposito - conclude Golino - in relazione al rapporto Comune di Livorno - Ato Costa, ricordiamo che è pendente un ricorso al Tar che impegna alcuni atti del Comune che prevedevano l’affidamento del servizio ad Aamps fino al 2030, mentre secondo Ato Costa il servizio dovrebbe essere affidato a Reti Ambiente già a partire dal 2017».
Enrico Paradisi
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