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Livorno

Raspanti e Cepparello ripartono da “Futuro”

Raspanti e Cepparello ripartono da “Futuro”

Gli ex di Bl hanno scelto questo nome per lanciare gruppo e progetto politico «Valori di una sinistra di governo. Al centro lavoro e salute, ascoltiamo la città»

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LIVORNO. Il simbolo è un cerchio azzurro, con un taglio che lascia spazio a parecchie interpretazioni. Dentro la scritta “Futuro”, con il punto esclamativo. E il sottotitolo: “io mi impegno”, citazione tratta da una poesia del prete partigiano Primo Mazzolari, perché «tutti devono farsi carico dei problemi della città». Da qui ripartono Andrea Raspanti e Giovanna Cepparello: “Futuro” sarà il nome del sottogruppo nato all’interno del gruppo misto dopo che i due consiglieri comunali hanno detto addio a Buongiorno. «È il nome che abbiamo scelto - annunciano a un mese dall’uscita dall’associazione - per il progetto su cui vogliamo investire le nostre energie, insieme a chi ci sta dando una mano e a chi vorrà collaborare».

«Vogliamo iniziare un lavoro - dice Raspanti - che guardi al futuro della città, meno schiavo di smanie identitarie e di certe contrapposizioni che caratterizzano il panorama e il dibattito politico, ancora molto legato al maggio del 2014. M5S e Pd sono rimasti congelati: il M5S non è riuscito ad andare oltre il tentativo di reazione agli errori delle precedenti amministrazioni, il Pd non ha ancora avuto il coraggio di affrontare con la città le ragioni storiche della sconfitta, pensando di scaricare la responsabilità su una o due persone, Cosimi e Ruggeri...».

Nella saletta dove hanno riunito i giornalisti, di fianco al consiglio comunale, non sono soli: arrivano «alcune delle persone che hanno riposto al nostro appello, che ci hanno contattato, che sono state legate alla storia di Bl o che non lo sono». Ci sono da Mauro Nocchi (volto dell’Anpi) a Ivano Falchini (architetto, presidente del coordinamento dei club amaranto). Sono tutti lì ad ascoltare, per ora niente di ufficiale, ma è chiaro che dietro al nuovo gruppo politico molto si muove.

Cepparello e Raspanti dicono di voler mettere da parte, in questa fase, le «logiche elettorali» («non ci interessano né tessere né carriere politiche»), di voler «aprire un confronto sul futuro della città, senza pregiudizi», cercando «convergenze su temi concreti». «Abbiamo una formazione politica di tipo istituzionale, a vocazione di governo», «valori di una sinistra maggioritaria», ripete Raspanti prima di lasciarsi scappare che «grossi rapporti con l’area antagonista non li ho mai avuti e non sono mai stato neppure troppo amato».

I temi: al primo posto mettono la «centralità del lavoro», e la «salute». Sottolineando che «l’accordo di programma fino a oggi è rimasto terreno di scontro tra Regione e Comune», che la politica dell’amministrazione M5S sul fronte economico è «inesistente». «Non bisogna aver paura di parlare di sviluppo industriale - ripetono - dove questo sia sostenibile dal punto di vista ambientale: Livorno ha storicamente una vocazione industriale e solo in questa direzione si può sperare di trovare soluzioni rapide alla crisi occupazionale. Il reddito di cittadinanza è uno strumento insufficiente, seppure pubblicitario...». Si dicono «preoccupati» per la «mancanza di cultura del lavoro del M5S». Dicono che «la macchina amministrativa, a fronte di tante capacità, è demotivata, a corto di informazioni», «c’è un clima pessimo, al limite del mobbing», scrivono, «ci preoccupa la revisione della macrostruttura». Citano Aamps e la condanna per condotta antisindacale: «Far passare i lavoratori che hanno diritti per lavoratori privilegiati è pericoloso». L’ultima critica è alla scelta di «chiudere le porte del Comune ai cittadini, per la prima volta nella storia di Livorno, altro che partecipazione»: «Noi ci impegniamo ad aprirci, dedicheremo il primo lunedì di ogni mese all’ascolto».

(j.g.)

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