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Morti in corsia, ok alla riesumazione delle salme, ai raggi x il telefono della Bonino
Livorno, il giudice per le indagini preliminari Antonio Pirato durante l'incidente probatorio ha affidato l'incarico ai periti per verificare la presenza di anticoaugulanti nel sangue. Il medico legale: "Vogliamo accertare la verità"
LIVORNO. Ok alle riesumazioni delle salme, se gli esperti dovessero averne necessità, approfondimenti ematologici e farmacologici sulle provette di sangue delle tredici vittime sospette e sull'unico sopravvissuto, ma anche sulle provette considerate in una prima fase dell'indagine difettose. Obiettivo: verificare la presenza di anticoagulanti nel sangue, a cominciare dall'eparina. Inoltre il passaggio ai raggi x del telefono di Fausta Bonino, l'infermiera dell'ospedale di Piombino indagata per la morte di quattordici pazienti ricoverati nel reparto di Rianimazione dove lavorava, per verificare il traffico telefonico e i contenuti del cellulare della donna arrestata e poi rimessa in libertà.
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Sono questi alcuni dei passaggi chiave del quesito che il giudice per le indagini preliminari Antonio Pirato ha affidato a un pool di cinque esperti durante l'incidente probatorio andato in scena nella tarda mattinata di giovedì 14 luglio al Tribunale di Livorno. Quindici in tutto gli esperti di medicina legale, tra periti del giudice e consulenti del pubblico ministero e delle parti offese che lavoreranno per i prossimi tre mesi a questi accertamenti di laboratorio. Spiega al termine dell'udienza Vittorio Fineschi, uno degli esperti scelti dal giudice: "È un caso interessante a cui dedicheremo il tempo necessario. Attraverso le risposte che raccoglieremo cercheremo di arrivare alla verità".
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