Il Tirreno

Livorno

Fondazione Livorno, si chiude l’era Barsotti 3 milioni a sociale e arte

di Matteo Scardigli
Fondazione Livorno, si chiude l’era Barsotti 3 milioni a sociale e arte

Dopo quattordici anni il presidente passa il testimone alla presentazione del bilancio 2015 prima uscita per Vitti

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LIVORNO. La Fondazione Livorno presenta il bilancio consolidato 2015 e chiude ufficialmente l’era di Luciano Barsotti, presidente uscente dopo 14 anni di “scommesse” sulle buone iniziative nei mondi livornesi dell’arte e del sociale per un totale di 3 milioni di euro. Il timone è passato all’ex presidente di Spil, Riccardo Vitti.

Il passaggio di consegne al rinnovato Comitato d’Indirizzo era inizialmente previsto per il 29 giugno, ma la concomitanza con la partita Italia-Spagna ha spinto la Fondazione a rimandare a lunedì scorso, nella sala del Mare del museo di storia naturale di villa Henderson.

Nel suo discorso di saluto Barsotti non rinuncia a parlare delle novità contenute nel bilancio, dallo spazio dedicato al Festival dell’Umorismo alla mostra di Arte e Design nelle collezioni civiche di Livorno, e ancora a Mestieri d’arte a Effetto Venezia (simbolo del rapporto con le scuole).

«La nostra missione - dice - è rendere al territorio un patrimonio accumulato a partire dal 1835, anno fondativo della Cassa di Risparmio. Come soggetto autonomo e indipendente ci siamo mossi su una strada difficile, che ci ha imposto una scelta accurata dei progetti sui quali investire, scommesse che spesso abbiamo vinto».

Ma l’ambito che maggiormente ha caratterizzato la sua presidenza, ricorda lo stesso Barsotti, è il volontariato: «In un periodo nel quale la povertà continua ad aumentare, abbiamo collaborato molto con enti e associazioni, con particolare attenzione alla disabilità e alla dignità delle persone».

Quattordici anni di servizio in cui Barsotti dice di avere imparato a smussare gli spigoli del suo carattere, anche se in chiusura riserva ancora qualche frecciatina: «Al contrario dei vertici di altri enti, ho sempre interpretato il ruolo del presidente come colui che ci mette la faccia, cercando anche oltre la provincia idee innovative senza chiudere la Fondazione nell’autosufficienza».

Tanti gli amici di Barsotti che si alternano ai microfoni per lodarne l’operato, dal nuovo vicepresidente Marcello Murziani, che sottolinea l’importanza dei privati a sostegno del welfare pubblico, alla professoressa Giovanna Colombini, che da assessora insieme alla Fondazione portò a Livorno il polo di sistemi logistici dell’Università di Pisa: «Nel decimo compleanno del Polo lanciamo due sfide al nuovo presidente: insieme valorizzare l’operato del Polo in termini di sbocchi occupazionali, e sviluppare sistemi di realtà virtuale per il mondo dell’arte».

Ringraziamenti e auguri fuori programma anche dal neoassessore al turismo e alla cultura Francesco Belais: «Collaboriamo già per il festival della musica, sono certo che il nostro rapporto sarà proficuo».

Tanti i complimenti di suor Raffaella Spiezio, presidente della Caritas, a nome di tutte le associazioni di volontariato; sia alla Fondazione «che ha dato in questi anni un contributo fondamentale di missione sociale, ed anche grazie ad essa abbiamo attivato tanti servizi per chi ha bisogno», sia a Barsotti che «ha scritto la storia della carità, diventando Vangelo vivente».

Applausi anche dalla consigliera anziana Paola Jarach, che nonostante il dimezzamento del Comitato d’indirizzo loda l’allargamento della Fondazione oltre i confini cittadini e il salvataggio dell’istituto Mascagni «che abbandonato dallo Stato grava per intero sulle spalle del Comune, e rischia sempre di chiudere».

Dopo di lei ringrazia Barsotti anche Claudio Messina, vicepresidente della società San Vincenzo De Paoli, mentre le non facili conclusioni spettano al neoeletto presidente della Fondazione Livorno, Riccardo Vitti: «Andremo avanti lungo la strada tracciata da Barsotti, con l’obiettivo di razionalizzare ancora di più le risorse. Luciano in questi anni ha saputo rafforzare il nostro capitale, e allo stesso tempo erogare ben 3 milioni di euro dando a una piccola fondazione una considerazione a livello nazionale».

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