Gioco
Ex tennis in Banditella il Comune blocca i lavori
Secondo Palazzo civico mancano le autorizzazioni. La proprietà: in ballo 6 posti L’amministrazione vorrebbe rilevare parte dei terreni per farne un “parco vita”
LIVORNO. Il Comune vorrebbe riprendersi una parte dell’area del complesso sportivo a Banditella dell’ex circolo di tennis di Labellarte (quello nato anni fa dietro l’area dove è stato realizzato il nuovo campo da golf), dicono i proprietari, dopo aver bloccato tre mesi fa i lavori di ristrutturazione dei campi in terra rossa.
Dal Comune fanno sapere invece che sulla vicenda si sta aspettando il parere degli uffici, che stanno accertando l’acquisizione dei terreni, perché ci sarebbe una mezza idea sempre da parte dell’amministrazione di chiedere una permuta su una striscia di terreno dell’attuale proprietà per collegare due aree pubbliche prospicenti e costruirci un “percorso vita” (un percorso attrezzato a metà tra il gioco e il fitness). In cambio darebbero un’altra fetta di proprietà comunale che andrebbe ad allargare la parte a servizio dei campi da tennis. La vicenda nasce all’epoca della giunta Lamberti, quando un privato ottenne la concessione dell’area, per un progetto che includeva la realizzazione di un impianto sportivo con palestra e campi di tennis. I concessionari fecero un mutuo di un miliardo di lire con il credito sportivo.
Il Comune allora consentì poi allo stesso credito sportivo di iscrivere un’ipoteca sui propri terreni dati in concessione. Il credito sportivo pretese inoltre una fidejussione a Banca Etruria che coprisse l’importo del mutuo. Da qui cominciarono i primi problemi: furono costruite alcune strutture anche fuori dall’area in concessione, realizzate cioè in deroga alla concessione stessa. Il club di tennis intanto partì, ma quando il concessionario ad un certo punto si rese inadempiente nei confronti del Comune e della banca, l’amministrazione revocò la concessione.
A questo punto il credito sportivo escusse la fidejussione dall’istituto di credito, che così subentrò nei diritti ipotecari, e si tutelò facendo vendere, attraverso procedura del tribunale, i terreni di proprietà del Comune (e le strutture che nel frattempo erano state realizzate) all’asta, per circa 700 mila euro. Detti beni vennero comprati sempre all’asta con decreto del tribunale di Livorno cinque o sei anni fa, da una società composta da professionisti livornesi e pisani e a sua volta ceduta ad un’altra società. Ma non tutti i beni realizzati, perché la parte abusiva che era stata costruita cioè su terreno non dato in concessione (e di conseguenza non garantita dall'ipoteca), è rimasta al Comune.
Del complesso fanno parte quattro o cinque campi da tennis in terra battuta e una palestra. La palestra è attualmente in funzione, raccontano i soci proprietari, mentre la ristrutturazione dei campi da tennis, che era iniziata a carico di una società affittuaria costituita da alcuni maestri di tennis, è stata bloccata dal Comune, per contrasti sui lavori di ripristino.
Intanto rimangono in ballo sei posti di lavoro, dopo che un’associazione di maestri di tennis aveva affittato alcune stanze del complesso ed i campi per impiantarvi un’attività di scuola tennis e completare così il piano di destinazione urbanistica dell’area (che è bene ricordare è a vocazione sportiva). E qui è nata la seconda questione, quella più attuale. Secondo l’amministrazione, infatti, alcuni lavori sarebbero stati eseguiti senza la necessaria autorizzazione, e da qui è nato lo stop di tre mesi fa.
«Abbiamo fatto sospendere i lavori - spiega Simone Pedonese, dirigente del settore edilizia privata del Comune - perché le opere che hanno realizzato, a parer nostro, non potevano essere realizzate». «Noi abbiamo in mano una convenzione del 2013 - continua Pedonese - che ha permesso di trasformare parte dell’immobile attualmente utilizzato come palestra, in asilo nido». Una procedura che ricorda il dirigente ha avuto il “fine lavori” e l’agibilità, quindi per poter apporre qualsiasi modifica a tale convenzione è necessario chiedere la preventiva autorizzazione all’amministrazione. «Autorizzazione preventiva - sottolinea Pedonese - che di fatto non è mai stata presentata, mentre sono state realizzate opere interne relative all’attività tennistica. Recentemente hanno ripresentato una richiesta di modifica, e da qui riprenderà il procedimento».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
