Il Tirreno

Livorno

Dal “Flauto magico” a Gassmann ecco la stagione del Goldoni 2016

di Alessandro Farulli

Una ricchissima programmazione con oltre 60 serate: tra i big anche Bentivoglio, Finocchiaro e Lavia Maggior spazio agli artisti livornesi, tra i quali spiccano Sardelli con la sua orchestra e Mario Cardinali

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LIVORNO. Un cartellone a chilometro zero. O quasi. Goldoni teatro aperto alla cultura livornese e alle sue eccellenze. Artisti e anche produzioni nate all’ombra dei Quattro Mori «per inserirli in una cornice di valore come il teatro Goldoni - ha detto il direttore generale Marco Leone - ma anche per creare i presupposti affinché questi prodotti possano uscire dal contesto cittadino per arrivare a livello regionale e nazionale».

Riccardo Vitti, neopresidente della Fondazione, ha ricordato come negli anni, dal 2004 ad oggi, la Fondazione ha dato al Goldoni quasi 2,5 milioni di euro, «ben utilizzati, un contributo che nonostante le difficoltà vogliamo continuare a dare». E dunque se nella stagione di prosa spiccano i nomi di Fabrizio Bentivoglio nell’attesissimo “L’ora di ricevimento” per la regia di Michele Placido - «che “rischia” di essere lo spettacolo dell’anno» ha detto Leone -, data imperdibile 21-22 febbraio; e se non si può fare a meno di nutrire grandi aspettative per l’apertura della stagione lirica con “Il flauto magico”, l’11 e 13 novembre con regia, scene e costumi di Lindasy Kemp, come non essere anche un po’ orgogliosi nel vedere in calendario “#cuoriribelli” prodotta dai “nostri” TodoModo?

L’opera rock ispirata alla musica e ai temi giovanili anni ’70 coprodotta con il Teatro della Toscana, Teatro Nazionale La Pergola di Firenze, che ha sottoscritto - è una delle novità assieme a quella futura di un TedxLivorno con l’istituto BioRobotica del Sant’Anna di Pisa- un accordo con il Goldoni per collaborare reciprocamente «per diventare un’unica rete», come ha spiegato il direttore Marco Giorgetti. «È una cosa che aspettavamo da tempo - ha detto Pietro Contorno, direttore artistico dei Todo Modo. «Siamo noi che ringraziamo voi - gli ha risposto il sindaco e presidente del Teatro, Filippo Nogarin - noi vogliamo che chi merita emerga direttamente da questo teatro e poi prosegua il suo successo fuori da Livorno. Vogliamo un teatro aperto il più possibile, dove i cittadini possano venire a vedere ogni giorno cosa facciamo. Sarà una stagione ricca».

Teatro aperto, come detto, anche alle già consolidate realtà locali, non è un caso che fra i partecipanti alla presentazione ci fossero anche Marco Conte del Vertigo e Emanuele Barresi, attore e guida della Compagnia degli onesti. Ma da Livorno arriva anche Federico Maria Sardelli, conosciuto per le vignette sul Vernacoliere, ma anche musicista e direttore d’orchestra e che, con la sua orchestra barocca Modo Antiquo, introdurrà gli spettatori, il 17 dicembre ,alla musica di Vivaldi con “300 anni di stravaganza e altri lavori rari”. E parlando di Vernacoliere, il 28 gennaio, fuori abbonamento, Mario Cardinali in “Noi livornesi, una razzaccia a modo nostro”, ogni commento è superfluo, va visto e basta. Per i concerti da segnalare l’appuntamento del 17 gennaio con Elio (senza le sue Storie tese) che sarà voce in “Largo al factotum”.

Tornando alla lirica, non poteva mancare Mascagni: in occasione dell’anniversario della sua nascita, il 7 dicembre (1863), andrà in scena “Lodoletta tra Mascagni e Puccini”, selezione del dramma lirico in tre atti di Giovacchino Forzano e a seguire “Il Tabarro”. Poi “Il cappello di paglia di Firenze” con musica di Nino Rota, chiuderà la stagione lirica il 10 e il 12 marzo “Manon Lescaut” di Puccini, eseguito dall’Orchestra della Toscana. Per la prosa, ha ricordato Leone, la novità è che ci saranno sei spettacoli a doppio turno e quattro spettacoli a turno unico. L’obiettivo è raggiungere un pubblico più giovane. Tra quelli ad unica data è d’obbligo segnalare “Le olimpiadi del 1936” con Federico Buffa, volto noto per gli amanti dello sport, giornalista di Sky e narratore di grande bravura che racconterà la straordinaria storia di Jesse Owens, americano di colore che davanti a Hitler e proprio in Germania vinse 4 medaglie d’oro.

E ancora “La pazza della porta accanto” per la regia di Alessandro Gassmann, e “Operetta burlesca”, una storia durissima di Emma Dante. Infine “Il secondo figlio di Dio. Vita morte e miracoli di David Lazzaretti” con il cantante Simone Cristicchi, in uno spettacolo ispirato a una storia vera ambientata sul’Amiata sul finire dell’800. Per la danza, la novità assoluta è l’ultimo prodotto creativo di Virgilio Sieni: Il Cantico dei Cantici con la Compagnia che porta il suo nome e di cui firma coreografie, luci, costumi e spazio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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