Gioco
Riorganizzazione in vista per gli uffici dell’Authority
Già adesso comunque viene trasformata la direzione guidata dall’avvocato Paroli (a Ancona come segretario generale ma col mantenimento del posto a Livorno)
LIVORNO. Oggi una riunione che vedrà faccia a faccia i vertici dell’Authority e i dirigenti dell’ente metterà sulla rampa di lancio un riassetto interno che ridisegna un po’ l’identikit degli uffici di Palazzo Rosciano, quartier generale dell’istituzione portuale.
Finisce per esser svuotata la direzione che era guidata dall’avvocato Matteo Paroli prima di esser chiamato a Ancona a fare il segretario generale al fianco del presidente Rodolfo Giampieri. Demanio e lavoro portuale andranno a sommarsi alle mille cose delle quali già si occupa il segretario generale, ma probabilmente non è l’allargamento dei poteri del numero due dell’ente bensì la ricalibratura di quella direzione riservandola a temi di programmazione economico-urbanistica. Proprio quest’aspetto lascia immaginare che in pole position possa esser considerato Claudio Vanni, che nel team dell’Authority ha avuto la responsabilità del Prg portuale.
A quanto è dato capire, dovrebbe trattarsi comunque non di una direzione dell’ente creata ex novo quanto semmai di una reggenza. Anche perché risulta che l’avvocato Paroli non abbia del tutto tagliato i ponti con Livorno: è in aspettativa per svolgere l’incarico a Ancona ma, quando terminerà, rientrerà in servizio a Livorno.
Quest’ipotesi era saltata fuori in coda a una precedente riunione dedicata a tutt’altro argomento.
Da Palazzo Rosciano minimizzano la portata di questa manovra: la derubricano ad una sorta di aggiustamento che riguarda anche i carichi di lavoro del segretario generale. Macché riorganizzazione, insomma: «Ma vi sembra possibile – afferma Massimo Provinciali, dalla plancia di comando dell’Authority – che ci si metta a riorganizzare l’ente proprio quando è in dirittura d’arrivo la riforma che ci accorpa a Piombino? Sarà quello il momento in cui si varerà davvero la riorganizzazione degli uffici: chi guiderà l’Authority lo farà da zero, e lo farà in tandem cercando sinergie fra Livorno e Piombino».
“Chi guiderà”? Già, perché tanto per l’ex presidente ora commissario Giuliano Gallanti quanto per il segretario generale Massimo Provinciali le proroghe dell’incarico per adesso non vanno oltre metà novembre in un caso (Gallanti) e fine anno nell’altro (Provinciali. Salvo che il ministro Delrio riesca a varare la riforma della portualità e dunque anticipi la chiusura delle vecchie Autorità portuali per mettere in pista le nuove Autorità di sistema.
È questa una eventualità tutt’altro che campata per aria. Anzi, gli interlocutori interpellati a Roma insistono a dire che il ministro potrebbe portare il dossier all’esame del consiglio dei ministri «già venerdì prossimo o forse, più probabilmente, quello successivo», come dice una fonte. Basti dire che è già arrivato il parere della Conferenza Stato-Regione e l’ok delle commissioni parlamentari.
Non è una semplice curiosità: il debutto della riforma dei porti accorpa gli scali di Livorno e di Piombino, dunque a quel punto ci sarà bisogno di disegnare daccapo l’intera organizzazione dell’Authority – anzi, dell’Autorità di sistema Livorno-Piombino, Elba compresa – in modo da evitare duplicazioni inutili e, al tempo stesso, da cogliere al volo l’occasione per darsi un assetto più efficiente.
C’è da tener conto che l’Authority livornese porta in dote una novantina di dipendenti (con sei dirigenti) e quella piombinese 34 addetti (con tre dirigenti). Ad esempio, c’è da capire se: 1) fra i nove dirigenti vi saranno pensionamenti; 2) è razionale accorpare gli uffici del personale dei due enti; 3) se è preferibile tener separate le direzioni tecniche o comunque con sedi distinte; 4) se c’è da creare una sezione a sé per seguire gli aspetti dell’anti-corruzione e della trasparenza...
«Tutto questo – avverte Provinciali – è destinato a finire in agenda appena dopo la fine dell’estate. Sarebbe una scelta assurda mettersi a riorganizzare dalle fondamenta l’ente, sapendo che fra poche settimane l’Authority sarà chiamata a varare la più grande riorganizzazione da quando è stata istituita».
Mauro Zucchelli
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