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Livorno

Proposte per 1.280 posti di lavoro ecco chi ha bussato a Invitalia

Proposte per 1.280 posti di lavoro ecco chi ha bussato a Invitalia

La “call” dell’agenzia per l’area di crisi livornese ha attirato 71 schede progettuali per 291 milioni ma ora il piano entra nel vivo. Venerdì si riapre il bando regionale, slitta la cabina di regia a Livorno

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LIVORNO. Sono 71 le realtà che potrebbero avere interesse a investire sul nostro territorio. O almeno sono quelle che nelle ultime settimane hanno risposto alla chiamata di Invitalia (la famosa “call”): l’agenzia nazionale per l’attrazione di investimenti e lo sviluppo di impresa è infatti chiamata a fare l’istruttoria tecnica per la redazione del Progetto di riconversione e riqualificazione industriale dell’area di crisi complessa di Livorno, e in questa prima fase ha cercato di fare una mappatura dei bisogni delle imprese, sulla base dei quali saranno tarati i bandi per incentivare e sostenere gli investimenti (10 milioni ce li mette la Regione, dieci il governo).

Premettiamo subito, quindi, che quella che presentiamo è una mappatura dei potenziali investitori, o meglio di coloro che hanno partecipato alla manifestazione di interesse inviando una bozza di progetto. Niente di definitivo o di scontato. Ma comunque indicativo. La domanda è stata: chi potrebbe essere interessato a investire qui? E come? Nel documento di Invitalia si legge che alla data limite del 31 maggio sono arrivate 71 schede progettuali (64 potenziali investimenti produttivi e 7 programmi di ricerca e sviluppo), che presentano un “valore complessivo di 291.554.000 euro e un'occupazione prevista di 1.280 addetti”. Le schede sono state presentate da 61 piccole- medie imprese e da dieci grandi. Inutile, in questa fase, andare a caccia dei nomi, almeno nel documento di sintesi, dove per ora compaiono solo settori e numeri.

Ma per quali aree è stato mostrato maggiore interesse? Stando al rapporto, 30 progetti hanno riguardato il comune di Livorno, 14 Collesalvetti e 27 Rosignano Marittimo. Se però si va a vedere l'ammontare, in soldoni, degli investimenti produttivi proposti, a guidare è chi ha le aree: Rosignano (121.633.000 euro), seguito da Colle (91.136.000 euro) e Livorno (70.310.000). A queste somme si aggiungono gli investimenti proposti per ricerca e sviluppo: 4.300.000 euro a Rosignano, 4.025.000 euro a Colle e 150.000 euro a Livorno. Considerando solo Livorno, i potenziali nuovi posti di lavoro sarebbero circa 800, soprattutto nel settore dell’industria e dei servizi alle imprese. Sono infatti questi due i settori che in generale, in tutta l’area di crisi, hanno attirato più schede progettuali: quelle relative alle “attività industriali” sono state 26, mentre quelle relative ai servizi alle imprese sono state 20, per un valore complessivo di 228 milioni e 981 nuovi posti.

Da segnalare che a farla da padrone, in questo campo, sono le attività manifatturiere.

Il settore del turismo vale invece il 5,5% dei possibili investimenti (con proposte per 15.900.000 euro e 43 nuovi occupati) e viene dopo l’agricoltura (oltre 30 milioni, per 56 addetti).

Contattato dal Tirreno, Gianfranco Simoncini, consigliere per il lavoro del governatore Rossi, per ora ha preferito non commentare questi dati, che saranno presentati ufficialmente in occasione della prossima cabina di regia. Si sarebbe dovuta riunire giovedì a Livorno, ma «dovremo rinviarla a fine luglio - fa sapere - perché la riunione del comitato di coordinamento prevista prima a Roma è slittata alla prossima settimana».

La notizia, intanto, è che «il 15 luglio si riaprirà il bando regionale per i protocolli di insediamento per l’area di crisi di Livorno». La Regione ci ha già messo 3 milioni, che saranno poi integrati con altri 7. Il governo ce ne metterà 10 e a quanto risulta il bando vero e proprio uscirà a settembre. «Si tratta di aiuti - ricorda Simoncini - volti a sostenere chi vuole investire, ovviamente a condizione che crei occupazione sul territorio».

Juna Goti

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